lunedì 27 febbraio 2012

Conquistare l'amore con l'ingegneria della seduzione





CONQUISTARE L'AMORE o RITROVARE L'AMORE  è oggi possibile con il metodo dell' INGEGNERIA DELLA SEDUZIONE, che ti permette anche di scoprire le tue capacità di coinvolgere , ritrovare l'amore imparando a farti AMARE FOLLEMENTE.


Per governare qualunque processo senza subirlo, dobbiamo conoscerne
il funzionamento. Questo concetto appare del tutto
ovvio in molti ambiti della vita, ma, quando si entra nel campo
dei sentimenti, molti sembrano pensare che non esistano regole
e che tutto dipenda da una misteriosa alchimia.
L’ingegneria della seduzione (vedi recensione- comunicato stampa) è un nuovo modo di comunicare,
basato sul presupposto che ogni tipo di comunicazione, sia verbale
sia non verbale,segnali del corpo, segnali analogici e simbolici,  producono degli effetti nel destinatario, che
si traducono in comportamenti.

Le energie che un essere umano ha a disposizione quotidianamente
sono evidentemente limitate; è pertanto importante
usarle in modo ottimizzato ed equilibrato nei diversi
settori della nostra attività. È evidente che se le utilizziamo
tutte a fini lavorativi, difficilmente riusciremo ad
avere una vita sentimentale e affettiva appagante. Men che
meno se sprechiamo le nostre risorse in conflitti, rancori e
risentimenti che non danno altro risultato se non quello di
lasciarci spossati e privi di forze sia fisiche sia, soprattutto,
mentali.
Per riuscire ad attuare efficacemente le strategie di seduzione
è quindi di fondamentale importanza avere l’atteggiamento
giusto.
Qual è l’atteggiamento giusto? È l’atteggiamento di chi è
distaccato dal risultato.
Il fatto di essere distaccato dal risultato elimina l’ansia dal
raggiungimento dell’obiettivo, la cosiddetta «ansia da prestazione
». I risultati verranno quando si metterà in atto il
gioco della seduzione semplicemente per il piacere di «giocare
» al gioco della seduzione. Questo è un aspetto di fondamentale
importanza: se non siamo distaccati dal risultato,
sarà più probabile il nostro fallimento.

Quando parlo di seduzione, mi riferisco al senso «olistico
» del termine, andando quindi oltre la seduzione legata all’ambito
sentimentale, ma estendendolo a tutte le aree della
nostra vita, dalla famiglia, sia originaria sia acquisita, al lavoro,
alle amicizie, alle relazioni sociali in genere.
Introduco qui un altro concetto importante: il concetto di
gioco. Che cosa intendo con gioco? Intendo un atteggiamento
che dobbiamo mantenere nella gestione delle relazioni
con gli altri, ma anche nella gestione delle relazioni con noi
stessi. Se prenderemo il processo di seduzione troppo sul serio,
innescheremo dei meccanismi sabotatori che ci impediranno
di raggiungere l’obiettivo. Questo perché ciò che è
obiettivo per la parte logica diventa strumento per la parte
emotiva. Se il mio obiettivo logico fosse andare a Milano, l’obiettivo
emozionale sarebbe il viaggio – è dal percorso che
traggo emozioni – quindi la sfera emotiva cercherà di non
farmi mai arrivare a Milano.
Dovrò giocare al gioco della seduzione dandomi non tanto
l’obiettivo di riuscire, quanto quello di allenarmi. Il successo
sarà quello che si potrebbe definire un «guadagno secondario
». Dobbiamo avere o acquisire la consapevolezza
che anche la vita di per sé è comunque un gioco, un gioco
che ha le sue regole, regole che non abbiamo definito noi e
che quindi dobbiamo conoscere, imparare e utilizzare al meglio.
Giocare al gioco della seduzione equivale a giocare al
gioco della vita e le probabilità che ho di vincere sono inversamente
proporzionali alla paura che ho di perdere.
Queste metodologie possono essere  impostate in tutte le fasi e per tutti i sessi.
Vanno dalle tecniche per rompere il ghiaccio con una donna  a quelle di mantenimento di un rapporto



Per impostare un buon gioco seduttivo,  dobbiamo tenere
presenti le modalità di funzionamento della mente umana.
La mente umana ha due modalità fondamentali, una logicorazionale
e una analogico-emozionale. Queste due modalità
o parti della nostra mente hanno esigenze diverse. La sfera
logica, che è quella con la quale noi ci identifichiamo, ha ad
esempio l’esigenza di «conquistare» l’oggetto del desiderio,
di riuscire a sedurlo, ha l’esigenza di rapportarsi in modo
convincente con il mondo esterno, di ottenere assenso e consenso
dagli interlocutori. La sfera emozionale invece non ha
queste esigenze, ma ha esclusivamente quella di vivere delle
emozioni, delle tensioni emotive. Per quest’ultima modalità
vanno anche bene le emozioni che la sfera logica, quella
della quale siamo consapevoli, ritiene dannose e sbagliate,
ad esempio esser trattati male dal nostro oggetto del desiderio.
Quindi, quando non abbiamo successo in amore, a soffrire
sarà la parte logica, mentre il fatto di non avere successo
in amore potrebbe appagare, attraverso il dispiacere, la sfera
emozionale. Quest’ultima apprezzerà anche la frustrazione
di non riuscire a conquistare la persona desiderata, oppure
tenderà a farmi coinvolgere, a farmi innamorare di persone,
ma anche di idee e situazioni, che presentano un alto grado
di difficoltà a lasciarsi conquistare. Io cioè tenderò ad innamorarmi
di «oggetti» di desiderio «difficili», sia perché lo sono
in se stessi, sia perché ci sono degli antagonisti che mi impediscono
di soddisfare il mio desiderio. Gli antagonisti possono
essere molteplici: ad esempio, potrebbe essere la distanza
– mi innamoro di qualcuno che abita a 3000 km di distanza
da me – oppure mi innamoro di una persona impe-
gnata, sposata, oppure innamorata di un altro.

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