domenica 19 febbraio 2012

CORSO INGEGNERIA DELLA SEDUZIONE

CORSO INGEGNERIA DELLA SEDUZIONE


Sono Massimo Taramasco formatore e Love Coach, autore del libro edito da anteprima INGEGNERIA DELLA SEDUZIONE.
Ho chiamato questo corso “Ingegneria della Seduzioneper l'approccio
razionale con cui ho studiato e formalizzato dei processi che sono
prevalentemente emotivi ed istintuali.
Ho inoltre “ingegnerizzato” e schematizzato il processo di seduzione in modo
da renderlo fruibile da tutti, indipendentemente da sesso, cultura, età,
formazione personale.
Seduzione e coinvolgimento fanno parte per un motivo o per l'altro parte della
nostra vita in forme diverse.
Passiamo infatti buona parte della nostra vita a cercare di coinvolgere e
sedurre qualcuno oppure a lamentarci del fatto che non riusciamo a sedurre chi
ci interessa o ancora a leccarci le ferite per essere stati sedotti dalla persona
sbagliata o viceversa a godere del fatto di aver sedotto o essere stati sedotti
da chi ci coinvolge e ci da piacere.
Quando parlo di seduzione e di strategie seduttive molte persone mi pongono
la seguente domanda:
Ma se metti in atto una strategia allora non sei spontaneo.
È vero.
Ma se la spontaneità mi porta successo e felicità allora va bene, ma se l'essere
spontanei ed istintivi mi fa prendere delle “mazzate” allora è meglio essere un
po' meno spontanei ed imparare a mettere in atto delle strategie che mi
permettano di realizzare i miei desideri.
Tutto questo ci porta via molto tempo e risorse.
Le energie che un essere umano ha a disposizione quotidianamente sono
evidentemente limitate.
E pertanto importante usarle in modo ottimizzato ed equilibrato nelle diverse
aree della nostra vita.
È evidente che se le utilizzo tutte a fini lavorativi difficilmente riuscirò ad avere
una vita sentimentale ed affettiva appagante.
Men che meno se spreco le mie risorse in conflitti, rancori e risentimenti che
altro risultato non danno se non quello di lasciarmi spossato e privo di forze sia
fisiche che, soprattutto, mentali.
Per riuscire ad attuare efficacemente le strategie di seduzione è quindi di
fondamentale importanza avere l'atteggiamento giusto.
Ma qual è l'atteggiamento giusto?
E' l'atteggiamento di chi è distaccato dal risultato.
Essere distaccati dal risultato elimina l'ansia dal raggiungimento dell'obiettivo,
la cosiddetta “ansia da prestazione”.
I risultati verranno quando si metterà in atto il gioco della seduzione
semplicemente per il piacere di “giocare” al gioco della seduzione.
Questo è un aspetto di fondamentale importanza, se non siamo distaccati dal
risultato sarà più probabile il nostro fallimento.
Immaginate un conferenziere che si è preparato molto bene la sua relazione,
quando la prova da solo gli riesce tutto perfettamente bene.
Se questo conferenziere avrà lo stress di riuscire bene a tutti i costi sarà
probabile che il giorno della conferenza davanti al pubblico arrossirà, non gli
verranno le parole si impapinerà.
Questo succede perchè lui non sta vivendo l'evento come un gioco, non fa la
conferenza semplicemente per il piacere di farla ma fa un grosso investimento
su di essa e questo produce una forte tensione.
La nostra sfera emotiva, che è sempre alla ricerca di tensioni emozionali, avrà
la possibilità, mettendogli i bastoni tra le ruote, e quindi facendolo fallire
proprio li dove lui vorrebbe riuscire, di prodursi una quantità notevole di
vettovaglie” emozionali.
E' necessario pertanto imparare ad allenarsi anche in uno sport chiamato vita.
Fortunatamente è uno sport nel quale tutti noi possiamo vincere e diventare
campioni.
Per allenarsi, come in ogni sport che si rispetti, è necessario un programma di
allenamento che ti consenta di esprimere le tue potenzialità come mai hai fatto
prima.
Per avere successo in ambito sentimentale dobbiamo allenarci almeno in 4
abilità:
1. senso di responsabilità
Assumersi la responsabilità dei successi e degli insuccessi in campo
sentimentale è di fondamentale importanza in quanto se attribuiamo a cause
esterne (esempio la sfortuna, o la fortuna) i nostri successi ed i nostri
insuccessi ci precludiamo la possibilità di esercitare ogni tipo di controllo sulla
nostra vita amorosa.
Perderemo la possibilità di intervenire su noi stessi e sul nostro “oggetto del
desiderio” per far si che le cose vadano come ci piacerebbe andassero.
Se attribuiamo la seduzione alla fortuna o alla sfortuna o a capacità innate che
non si possono imparare è come attribuire ad un evento esterno la nostra
capacità o la nostra incapacità di sedurre.
Questo equivale a non essere in grado di sedurre in quanto non sono in grado
di gestire il processo di seduzione
2. avere un obiettivo
Dobbiamo avere una meta, uno scopo.
In tutti i settori della nostra vita e soprattutto in campo sentimentale.
Se non abbiamo una obiettivo stabile, da raggiungere, da un lato non avremo
motivazioni canalizzate e dall'altro tenderemo a fare la stessa fine che fa una
barca senza timore: finiremo tra gli scogli, o alla deriva.
Scegliere l'obiettivo non è così banale come forse apparentemente può
sembrare, soprattutto se non “siamo allineati “ al nostro interno che equivale a
dire se non siamo in armonia con noi stessi.
Talvolta quello che vuole la nostra razionalità non è condiviso dalla sfera
emotiva:
le nostre convinzioni coscienti sono ciò che crediamo di volere, le convinzioni
inconsce sono ciò che otteniamo.
E' evidente quindi che se convinzioni coscienti e convinzioni inconsapevoli (cioè
subliminali-al di sotto della soglia di coscienza-) non sono allineate otterremmo
proprio quello che non vogliamo ottenere.
A chi non è mai capitato di innamorarsi proprio di una persona che logicamente
rifiuta e che si sa benissimo che ci porterà sofferenza.
E nonostante tutto non riusciamo a farne a meno.
Se non riusciamo a conciliare le diverse esigenze che abbiamo al nostro
interno, saremo perdenti.
Immaginate la parte logica come un generale che ha tutte le strategie per
poter vincere la guerra.
Ebbene, questo generale se non ha a disposizione un esercito che lo segue e
che gli obbedisce perderà sicuramente la guerra.
Avere le strategie senza la forza serve a poco.
E' vero anche il contrario.
Immaginate la sfera emotiva come l'esercito che ha la forza sufficiente per
vincere la guerra.
Se però, questo esercito non ha un generale che lo guidi con strategie efficaci
sarà un esercito allo sbando.
Avere la forza senza le strategie serve a poco.
Se vogliamo vincere la guerra dobbiamo far si che il generale (la mente
razionale) e l'esercito (la mente emotiva) abbiamo gli stessi obiettivi.
Meglio ancora: far si che la parte emotiva sposi le esigenze e gli obiettivi della
parte logica.
Solo così avremo una vita sentimentale felice.
3. Gestione dell'emotività
dobbiamo imparare a gestire le nostre emozioni perchè se non riusciamo ad
incanalarle, a gestirle, allora andremo incontro inesorabilmente a fallimenti
sentimentali.
La vita non è Walt Disney e se la nostra sfera razionale non impara a gestire le
emozioni non raggiungeremo i nostri obiettivi.
Per fare questo è necessario imparare un alfabeto ed linguaggio che è
sostanzialmente l'alfabeto ed il linguaggio emotivo perchè nel momento in cui
si identifica un “oggetto del desiderio” questo diventa un bisogno e se il
bisogno non viene appagato inevitabilmente si vivrà un conflitto, un disagio.
In realtà è la nostra sfera logica che vive il disagio, la nostra sfera emotiva in
linea di principio non riconosce il bene dal male, il piacere dalla sofferenza ma
riconosce solo le tensioni emozionali ed è appagata sia da quelle piacevoli sia
da quelle spiacevoli.
Per la parte emozionale il piacere e la gioia di un matrimonio sono equivalenti
al dispiacere ed alla sofferenza del funerale.
Entrambi gli eventi forniscono comunque emotività.
È per questo motivo che ci capita anche di innamorarci di chi ci procura più
sofferenza che piacere.
4. S uperare le resistenze al cambiamento
è di fondamentale importanza superare le paure che abbiamo nei confronti dei
cambiamenti.
Se ci soffermiamo un attimo a pensare.ci si rende conto che la paura del
cambiamento è frutto di un grande paradosso.
I cambiamento è parte integrante della nostra esistenza.
Ogni sette anni le cellule del nostro corpo si rinnovano completamente,
inevitabilmente ed inesorabilmente invecchiamo, sicuramente ci capiteranno
anche eventi spiacevoli, perdita di persone care.
Tutto questo è inevitabile.
Per cui se cambiare è inevitabile dobbiamo evitare di opporci al cambiamento
ma cercare di pilotarlo in modo tale che diventi “miglioramento”.
Se vogliamo far si che l'inevitabile cambiamento si trasformi in miglioramento
dobbiamo superare le nostre paure ed imparare ad osare.
Se vogliamo migliorare non dobbiamo avere paura di spingerci oltre, di osare
un po'.

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