mercoledì 22 febbraio 2012

SUPERARE I PROBLEMI ED ESSERE FELICI





Per superare i problemi ed essere felici si deve imparare a costruire un'alleanza con la sfera emotiva che ci permette di capire come essere appagati in amore e nella vita.
Si deve cioè mettere in atto una SEDUZIONE nei confronti della sfera emotiva.
Seduzione della logica verso le emozioni che porta 
a  seppellire le nostre auto definizioni negative: la finalità che sentiamo d’istinto nella vita è esattamente ciò a cui il nostro albero genealogico si oppone, i suoi drammi cascano sul nome, ridiamoci un nome se
serve, siamo padre e madre a noi stessi e rinominiamoci.La guerra dell’albero genealogico conduce alla paura del fallimento; ti dicono che sei stato un peso per la famiglia… volevano un maschio sei una
femmina… La famiglia poi è terribile; per sapere chi siamo dobbiamo sapere dove siamo, a volte il nostro
territorio è il corpo e noi non lo viviamo interamente perché abbiamo avuto una perdita di territorio.Motivazione e volontà , due elementi energetici propulsivi fondamentali in qualsiasi dinamica di relazione interpersonale e intrapsichica. Questi elementi sono responsabili di qualsiasi problema presente nell'individuo e regolano la soluzione o il fallimento nella risoluzione del problema favorendo o bloccando la soluzione possibile , indipendentemente dal metodo adottato.


Questa è la base della psicomagia; poiché ci programmiamo per il dolore e la sconfitta dobbiamo
realizzarle in un atto per liberarcene, per liberarcene la pulsione deve realizzarsi.Abbiamo tutti delle età
e ad ogni età incorporiamo un ricordo, ogni ricordo ha un punto di vista che ha un età, ogni volta per cambiare dobbiamo cambiare il punto di vista. A volte questo si attacca a noi se abbiamo avuto un trauma, cioè abbiamo avuto un’esperienza prima del tempo o non l’abbiamo avuta nel tempo giusto per averla, allora rimango all’età in cui è successo e voglio cambiare il mondo e voglio che il mondo abbia quell’età; la "bambina" vuole che il mondo sia come lei lo vede e non accetta ciò che è fuori da questo punto di vista.
L’essere umano adulto ha quattro parti che non devono divergere, deve dare lo stesso cammino alle quattro parti. Eppure c’è chi vive solo su una parte, es: molti uomini che hanno solo testa e sesso e non la parte emozionale, oppure testa e cuore e non sesso e allora sono bambini. Oppure può mancarmi
l’intelletto cioè non so chi sono, non ho senso d’identità, oppure non ho cuore non ho capacità di amore.
Quello che non abbiamo ottenuto da bambini non lo otterremo mai. Perciò bisogna tramite metafora farla finita con questo. Bisogna avere il coraggio di vedere e quindi lavorare sul problema, cioè osare di
accettare e lavorare sul problema, arrivare alla cosa in sé. Essere coscienti non basta, bisogna lavorare,
ma lavorare è difficile perché apre il dolore.

Qual è l’atteggiamento giusto? È l’atteggiamento di chi è
distaccato dal risultato.
Il fatto di essere distaccato dal risultato elimina l’ansia dal
raggiungimento dell’obiettivo, la cosiddetta «ansia da prestazione
». I risultati verranno quando si metterà in atto il
gioco della seduzione semplicemente per il piacere di «giocare
» al gioco della seduzione. Questo è un aspetto di fondamentale
importanza: se non siamo distaccati dal risultato,
sarà più probabile il nostro fallimento.
Immaginate un conferenziere che ha preparato molto bene
la sua relazione: quando la prova da solo gli riesce tutto
in modo perfetto. Se questo conferenziere avrà lo stress di
riuscire bene a tutti i costi, il giorno della conferenza davanti
al pubblico probabilmente arrossirà, non gli verranno le
parole, si impappinerà. Questo succede perché lui non sta vivendo
l’evento come un gioco, non fa la conferenza semplicemente
per il piacere di farla, ma fa un grosso investimento
su di essa e questo produce una forte tensione. La nostra sfera
emotiva, che è sempre alla ricerca di tensioni emozionali,
avrà la possibilità, mettendogli i bastoni tra le ruote e quindi
facendolo fallire proprio lì dove lui vorrebbe riuscire, di
produrre una quantità notevole di «vettovaglie» emozionali.
È necessario pertanto imparare ad allenarsi anche in uno
sport chiamato vita. Fortunatamente è uno sport nel quale
tutti noi possiamo vincere e diventare campioni. Per allenarsi,
come in ogni sport che si rispetti, è necessario un programma
di allenamento che ci consenta di esprimere le nostre
potenzialità come mai abbiamo fatto prima.
Per avere successo in ambito sentimentale dobbiamo allenarci
almeno in quattro abilità:
Senso di responsabilità
Assumersi la responsabilità dei successi e degli insuccessi
in campo sentimentale è di fondamentale importanza in
quanto, se attribuiamo a cause esterne (ad esempio la sfortuna,
o la fortuna) i nostri successi e insuccessi, ci precludiamo
la possibilità di esercitare ogni tipo di controllo sulla nostra
vita amorosa. Perderemo la possibilità di intervenire su
noi stessi e sul nostro «oggetto del desiderio» per far sì che
le cose vadano come ci piacerebbe andassero. Se attribuiamo
la seduzione alla fortuna o alla sfortuna o a capacità innate
che non si possono imparare è come attribuire a un evento
esterno la nostra capacità o la nostra incapacità di sedurre.
Questo equivale a non essere in grado di sedurre in quanto
non si è in grado di gestire il processo di seduzione.
Avere un obiettivo
Dobbiamo avere una meta, uno scopo; in tutti i settori
della nostra vita e soprattutto in campo sentimentale. Se non
abbiamo un obiettivo stabile, da raggiungere, da un lato non
avremo motivazioni canalizzate e dall’altro tenderemo a fare
la stessa fine che fa una barca senza timone: finiremo tra
gli scogli, o alla deriva. Scegliere l’obiettivo non è così bana-
le come forse apparentemente può sembrare, soprattutto se
non «siamo allineati» al nostro interno, vale a dire se non siamo
in armonia con noi stessi. Talvolta quello che vuole la nostra
razionalità non è condiviso dalla sfera emotiva: le nostre
convinzioni coscienti sono ciò che crediamo di volere, le convinzioni
inconscie sono ciò che otteniamo. È evidente quindi
che se convinzioni coscienti e convinzioni inconsapevoli,
cioè subliminali, al di sotto della soglia di coscienza, non sono
allineate, otterremo proprio quello che non vogliamo ottenere.
A chi non è mai capitato di innamorarsi proprio di
una persona che su un piano razionale rifiuta e che sa benissimo
che gli porterà sofferenza? E, nonostante tutto, non riusciamo
a farne a meno.
Se non riusciamo a conciliare le diverse esigenze che abbiamo
al nostro interno, saremo perdenti. Immaginate la
parte logica come un generale che ha tutte le strategie per
poter vincere la guerra. Ebbene, questo generale, se non ha a
disposizione un esercito che lo segue e che gli obbedisce,
verrà sicuramente sconfitto. Avere le strategie senza la forza
serve a poco. È vero anche il contrario. Immaginate la sfera
emotiva come l’esercito che ha la forza sufficiente per vincere
la guerra. Se però questo esercito non ha un generale che
lo guidi con strategie efficaci, sarà un esercito allo sbando.
Avere la forza senza le strategie serve a poco. Se vogliamo
vincere la guerra dobbiamo far sì che il generale (la mente
razionale) e l’esercito (la mente emotiva) abbiano gli stessi
obiettivi. Meglio ancora: dobbiamo far sì che la parte emotiva
sposi le esigenze e gli obiettivi della parte logica. Solo così
avremo una vita sentimentale felice.
Gestione dell’emotività
Dobbiamo imparare a gestire le nostre emozioni perché se
non riusciamo ad incanalarle, a gestirle, allora andremo in-
contro inesorabilmente a fallimenti sentimentali. La vita non
è il mondo di Walt Disney e se la nostra sfera razionale non
impara a gestire le emozioni, noi non raggiungeremo i nostri
obiettivi. Per far questo è necessario imparare un alfabeto e
un linguaggio che sono sostanzialmente l’alfabeto e il linguaggio
emotivo, perché nel momento in cui si identifica un
«oggetto del desiderio» questo diventa un bisogno, e se il bisogno
non viene appagato inevitabilmente si vivrà un conflitto,
un disagio. In realtà è la nostra sfera logica che vive il
disagio; la nostra sfera emotiva in linea di principio non riconosce
il bene dal male, il piacere dalla sofferenza, ma riconosce
solo le tensioni emozionali, ed è appagata sia da quelle
piacevoli, sia da quelle spiacevoli. Per la parte emozionale
il piacere e la gioia del matrimonio sono equivalenti al dispiacere
e alla sofferenza del funerale. Entrambi gli eventi
forniscono comunque emotività. È per questo motivo che ci
può anche capitare di innamorarci di chi ci procura più sofferenza
che piacere.
Superare le resistenze al cambiamento
È di fondamentale importanza superare le paure che abbiamo
nei confronti dei cambiamenti. Se ci soffermiamo un
attimo a pensare, ci rendiamo conto che la paura del cambiamento
è frutto di un grande paradosso. Il cambiamento è
parte integrante della nostra esistenza. Ogni sette anni le cellule
del nostro corpo si rinnovano completamente, inevitabilmente
ed inesorabilmente invecchiamo, sicuramente ci capiteranno
anche eventi spiacevoli, come la perdita di persone
care. Tutto questo è inevitabile.
Se cambiare è inevitabile, dobbiamo evitare di opporci al
cambiamento, ma cercare di pilotarlo in modo tale che diventi
«miglioramento». Se vogliamo far sì che l’inevitabile
cambiamento si trasformi in miglioramento, dobbiamo su-
perare le nostre paure e imparare ad osare. Se vogliamo migliorare,
non dobbiamo avere paura di spingerci oltre, di
osare un po’.
È come nell’allenamento per il sollevamento pesi: se continuo
ad allenarmi sempre con gli stessi carichi, non avrò
mai nessun miglioramento. Per progredire, devo osare e
mettere progressivamente dei carichi maggiori. Solo in questo
modo avrò miglioramenti di forza e di resistenza.
Allo stesso modo, nel gioco della vita per migliorare devo
avere il coraggio di affrontare nuove strade, nuovi schemi di
pensiero, provare a guardare il mondo da una finestra diversa
da quella da cui ero abituato a guardarlo.

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