domenica 18 marzo 2012

Amore vero o infatuazione





Per capire se si tratta di amore vero o infatuazione dobbiamo in prima istanza capire che cos'è l'amore, cosa si intende con amore vero,  come amarsi, come riconoscere l'infatuazione frutto di una seduzione solo fisica.
Successivamente potremmo ambire a TROVARE IL VERO  AMORE o a RITROVARE L'AMORE qualora avessimo capito che si trattava di amore vero.
Sostanzialmente dobbiamo passare dalla seduzione all'amore.
L'infatuazione è spesso un amore passionale che talvolta diventa un  amore impossibile.
Amori basati sull'infatuazione sono spesso AMORI INFELICI.
L'infatuazione può diventare sofferenza quando si innesta sulla paura dell'abbandono e dell'abbandono sentimentale in particolare.
 Noi ci leghiamo maggiormente e soffrendo agli oggetti amati che ci sfuggono, che ci vengono portati via .



Noi ci difendiamo dall'innamoramento. Quando le difese, per un momento, si indeboliscono noi abbiamo delle rivelazioni improvvise (colpo di fulmine). Se il processo continua incominciamo a porci le prove di verità per sapere se siamo veramente innamorati e di reciprocità per sapere se lo è l'altro. Incomincia il processo di fusione da cui deve emergere il progetto comune. È la fase della lotta con l'angelo, una lotta entro l'amore in cui ciascuno è costretto a cambiare. Al termine avviene il patto, in cui ciascuno fa propri i diritti e le aspirazioni essenziali dell'altro. Nascono così le istituzioni di convivenza della coppia. Se, invece, i progetti individuali sono incompatibili si giunge ad un punto di non ritorno e avviene la rinuncia, un processo estremamente doloroso. 


l'infatuazione si basa quasi esclusivamente sull'attrazione  che è una naturale tensione fisiologica. Nessuno lo fa apposta nel sentirsi attratto da un altro/a perché l’immagine della bellezza accende sempre un processo di attenzione. Amore e bellezza si muovono sempre con un rinforzo reciproco. Quando una persona ama vede bello il suo oggetto d’amore e, quando vede bella una persona, vuol dire che sente in sé la chiamata ad amare. Chi dunque si sente attratto non ha colpa, specialmente se ad attrarre è  una immagine fisica o una disposizione relazionale che si elicita sottoforma di richiamo o un profumo gradevole che imita i processi comunicativi dei ferormoni o un tono di voce accattivante o un modo di fare seducente. 


Nell’innamoramento spesso uno ama più, o un ardore, un desiderio più intenso dell’altro. Questa differenza però non ha nessuna importanza se chi ama di più usa il suo calore, la sua passione, la sua fantasia per riscaldare, accendere il cuore e il corpo dell’amato. L’uomo può farlo col corteggiamento, il gioco, la poesia, l’intelligenza erotica. La donna ha, in più, altre risorse come l’abbigliamento, il trucco, la gestualità, la danza. Ma ha, soprattutto la possibilità di usare il suo corpo erotico. Perchè tutto il corpo femminile è erotizzato, e la donna che riesce a liberarsi dei tabù, delle inibizioni, può insegnare, all’uomo che ama, a godere di tutto il suo corpo esattamente come fa lei. Dandogli un piacere che l’altro non poteva nemmeno immaginare. 

l'amore vero si basa su affinità elettive o affinità di anima.
L’affinità nel rapporto amoroso è biologica, psicologica ed esistenziale (sentimenti e valori, sensibilità e apertura empatica al vissuto dell'altro). Nella recente letteratura sociologia, psicologica ed educativa è divenuto corrente il termine reciprocità (e la concezione di scambio reciproco, anche simbolico, a cui rimanda) come regolatore della produzione di beni relazionali. Reciprocità è però un termine troppo vago per dare spiegazione delle relazioni tra le diverse personalità; con essa infatti si definisce un rapporto (simmetrico o complementare) tra soggetti che si scambiano “beni relazionali” della stessa natura, inoltre porta con se l'equivocità del do ut des tipica dello scambio.  
L'amore vero è molto vicino alla definizione di amore del buddhismo
La definizione di "amore" nel buddhismo è il volere che gli altri siano felici. Questo amore è incondizionato e richiede molto coraggio e accettazione, sia degli altri che di sé. Il nemico dell'amore vero è qualcosa che può sembrargli simile ma è invece il suo opposto: l'attaccamento, che deriva dall'amore di sé inteso come preoccupazione per il proprio benessere. L'amore nel buddhismo è perciò qualcosa di molto differente da quello che s'intende comunemente in italiano (attaccamento, relazione e sesso), che quasi sempre richiede un certo amor proprio. Nel buddhismo si riferisce al distacco e alla cura del benessere degli altri senza alcun interesse verso se stessi. 



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