lunedì 12 marzo 2012

RISOLVERE PROBLEMI D'AMORE


Per risolvere problemi d'amore, sentimentali e nella sfera della seduzione, ed imparare come farsi amare intensamente da chi si desidera, bisogna produrre cambiamenti di secondo livello, o cambiamenti2, applicando la comunicazione emozionale non verbale
Analizzeremo in questa sezione come si può produrre il cambiamento2 per i problemi d'amore.
Da una prima analisi del cambiamento2 si possono trarre le seguenti conclusioni:
a) Il cambiamento2 viene effettuato sulla soluzione adottata per produrre un cambiamento1,
perchè mettendo in atto il cambiamento2 si scopre che tale soluzione in effetti è la chiave di
volta del problema che si voleva in tal modo risolvere.
b)Mentre il cambiamento1 è sempre basata sul senso comune, il cambiamento2 di solito è
bizzarro, inatteso, illogico, il modo con cui si produce è caratterizzato dalla presenza di un
elemento paradossale, sconcertante.
c)Applicare le tecniche di cambiamento2 alla soluzione comporta il trattamento della
situazione qual è qui ed ora.
Tali tecniche trattano gli effetti e non le presunte cause, di conseguenza la domanda cruciale
è che cosa? e non perchè?
d) L’impiego di tecniche di cambiamento2 fa uscire la situazione fuori dalla trappola creata
dalla riflessivilità della soluzione tentata, e la colloca in un quadro diverso.
Nella storia della scienza la domanda perchè? ha sempre giocato un ruolo fondamentale,
praticamente dogmatico.
Che per risolvere un problema occorra prima capire i suoi perchè è però un mito così
saldamente ancorato nel pensiero scientifico che si giunge a condiderare il colmo della
superficialità qualunque tentativo di trattare il problema soltanto in termini dela sua struttura
e delle conseguenze immediate.
Si ritiene che quando si interviene con un atto deliberato nei problemi umani l’approccio più
pragmatico non verte sul perchè ma sul che cosa?, cioè he cosa avviene qui ed ora e che
perpetua il problema, e che cosa si può fare qui ed ora per produrre un cambiamento ?
Consideriamo adesso un esempio di comunicazione paradossale;
Consideriamo ad esempio il rapporto tra un soggetto in libertà vigilata ed il funzionario che
lo vigila.
Dovrebbe essere un rapporto di piena fiducia perchè il funzionario dovrebbe essere colui
che aiuta il soggetto ad adempiere alle sue funzioni.. Ma il funzionario rappresenta anche
l’autorità dello stato che può denunciare il soggetto qualora questo violi una qualche
prescrizione.
Pertanto se il funzionario dicesse: “dovresti aver fiducia in me” è chiaro che la fiducia è un
sentimento spontaneo e tale dichiarazione porta il soggetto a non avere fiducia..
Se invece il funzionario dichiara: “Non dovresti avere mai piena fiducia in me nè dirmi mai
tutto”.
L’asserzione del funzionario lo rende degno di fiducia nella misura in cui si è dichiarato non
degno di fiducia.
Un altro esempio di comunicazione paradossale utilizzato è quello della prescrizione del
sintomo.
Se un soggetto che soffre di isonnia cerca di costringersi a dormire cadrà nel paradosso “sii


spontaneo”, per cui conviene accostarsi al sintomo in modo paradossale, cioè invece di
combattere il sintomo del soggetto glielo abbiamo maggiormente acutizzato, cioè chiediamo
al soggetto di costringersi a stare sveglio.
Si dice al paziente: “anche se ti verrà sonno devi sforzarti d icontrollarlo e di restare
sveglio”.
Un altro caso in cui può essere usata la prescrizione del sintomo è quella della terapia
sessuale dove si chiede all’uomo che soffre di impotenza psicogena di baciare e toccare la
moglie , ma di non avere assolutamente rapporti sessuali, nè erezioni. In questo modo
l’uomo si libererà innanzitutto dall’ansia di non poter avere erezioni.
Anzi si può accentuare ancora di più la situazione dicendo alla moglie di respingere le
avances del marito, di non farsi ne baciare ne toccare, in questo modo l’uomo viene
completamente liberato da ogni responsabilità in quanto è la moglie che impedisce il
rapporto.

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