lunedì 2 aprile 2012

Sedurre con la comunicazione non verbale


Sedurre con la comunicazione non verbale è più immediato semplice e profondo.
la seduzione passa attraverso i canali di comunicazione non verbale.
Attraverso la comunicazione, non si ha solo una
trasmissione di un contenuto (messaggio), ma si
stabilisce anche la qualità delle relazioni che ci legano
agli altri. Ciò che permette alla comunicazione di
esprimere sentimenti come amicizia, stima,
risentimento, rabbia non è solamente il contenuto ma
anche tutta quella serie di comportamenti che
prendono il nome di comunicazione non verbale,
ovvero, qualsiasi trasmissione d’informazione
che non passa attraverso il canale verbale.
Tra questi comportamenti, troviamo i movimenti del
corpo, del volto e delle mani, la disposizione che i
corpi assumono nello spazio, le caratteristiche tonali,
timbriche e ritmiche della voce e dell’eloquio.
Attraverso la comunicazione non verbale, è possibile
svolgere diverse funzioni che assumono un ruolo
importante nel comportamento sociale umano, essa
infatti permette di definire la relazione in atto, di
aggiungere messaggi impliciti, di contenere richieste
indirette di comportamento per l’interlocutore e di
arricchire il contenuto verbale di elementi e
sfumature di significato.
Il comportamento non verbale si può principalmente
dividere in:
cinesica, comprende i gesti, i movimenti del
corpo, le espressioni facciali, gli sguardi e gli
atteggiamenti;
prossemica, l'uso dello spazio fisico in
interazioni con altri, e il suo significato;
paralinguistica, elementi espressivi della
voce, tono, timbro, intensità della voce, le
pause, ecc.
aspetto esteriore, comprende caratteristiche
fisiche (razza, sesso, ecc.), l’abbigliamento,
l’acconciatura, il trucco.

La cinesica
In ogni interazione faccia a faccia il messaggio orale
viene in qualche modo completato dai movimenti del
corpo dell’emittente, che possono rafforzare o
conferire significati aggiuntivi alle parole a cui si
accompagnano: si parla in questo caso di "codice
cinetico" (dal greco kynesis = movimento) e ci si
riferisce in particolare all’espressione del volto, agli
sguardi, alla postura
del corpo, al contatto fisico fra gli interlocutori, alla
gestualità. Ogni cultura sviluppa, analogamente al
linguaggio verbale, il proprio linguaggio cinetico, e ne
condivide i segni e i significati in base a un reticolo di
regole e convenzioni.
 I gesti
Un aspetto molto studiato del comportamento non
verbale è la gestualità.
Nell’ambito della gestualità, di particolare espressività
sono i cenni del capo e i gesti delle mani.
I cenni del capo hanno un ruolo importante nella
regolazione del procedere dell’interazione, ad
esempio un cenno del capo fatto da chi ascolta è
percepito da colui che parla come segno di attenzione
o assenso e può comunicargli quindi di continuare il
suo discorso, mentre una rapida
successione di cenni di assenso da chi ascolta
indicano che vuole prendere la parola.
I gesti delle mani sono stati ampiamente studiati
cercando di ricollegarli a stati emotivi o di attribuirgli
un particolare significato oppure di individuare le loro
funzioni in riferimento alla comunicazione verbale.



La prossemica
La prossemica studia l’uso che le persone fanno della
distanza e dello spazio nell’organizzazione sociale e
lavorativa e nelle relazioni interpersonali.
In particolare, nell’ambito della comunicazione,
distanza interpersonale e orientazione degli
interlocutori, hanno importanti conseguenze
sull’efficacia dell’interazione.
Sebbene le persone non riescano a dare una
valutazione accurata della distanza interpersonale,
esse sono molto sensibili anche a piccole variazioni
della stessa.
La distinzione dei diversi tipi di distanza comprende
quattro zone, che possono variare ciascuna da un
massimo ad un minimo a seconda dell’influenza
dovuta a fattori socioculturali.
Le quattro zone sono:
distanza intima (da 15 a 45 cm) gli
interlocutori sono molto vicini, per questo
motivo i canali sensoriali che hanno maggiore
importanza sono l’udito, l’olfatto e il tatto,
mentre ha poco rilevanza la vista;
distanza personale (da 45 a 75 cm) quella in
cui gli interlocutori possono toccarsi
allungando un braccio, ma anche evitare di
essere toccati se non vogliono;
distanza sociale (da 75 a 120 cm ) è quella
in cui un interlocutore può essere percepito e
stabilire un contatto comunicativo senza
creare disagio; in questa zona non ci è
possibile ignorare una persona conosciuta
semplicemente evitando di guardarla, a meno
di ridurre ostentatamente il nostro campo
visuale;
distanza pubblica (da 120 a 210 cm) quella
all’interno della quale non è sempre possibile
riconoscere le altre persone. All’interno del
campo visivo posso entrare da due a cinque
persone separate fra loro.



Nessun commento: