venerdì 29 giugno 2012

Il linguaggio umano e la conoscenza






Il linguaggio umano produce conoscenza. 
Il linguaggio è costituito da simboli verbali e non verbali (segnali del corpo).
Noi esseri umani siamo sistemi viventi che esistono nel linguaggio. Questo significa che benché esistiamo come esseri umani nel linguaggio e dunque i nostri domini cognitivi (domini di azioni adeguate) hanno luogo nel dominio dell'agire linguistico, questo agire linguistico si attua attraverso il nostro funzionamento come sistemi viventi. Il linguaggio è una conseguenza di quello stesso meccanismo che spiega il fenomeno della conoscenza.
L’agire linguistico ha luogo nella prassi del vivere: noi esseri umani ci troviamo immersi in esso come sistemi viventi. Nella spiegazione del linguaggio come fenomeno biologico diventa evidente che l'agire linguistico, quando nasce, nasce come una forma di coesistenza tra sistemi viventi. Se è così, il linguaggio si attua come effetto di una deriva strutturale co-ontogenetica in cui si verificano interazioni consensualí ricorrenti. Per questa ragione il linguaggio ha luogo come sistema di interazioni ricorrenti in un dominio di accoppiamento strutturale. Le interazioni linguistiche non avvengono quindi in un dominio di astrazioni; al contrario, avvengono nella corporeità dei partecipanti: sono cioè interazioni strutturali. Concetti come trasmissione di ínformazioni, simbolizzazione, denotazione, significato o sintassi sono secondari rispetto alla costituzione del fenomeno del linguaggio nella vita dei sistemi viventi che lo vivono. Simili concetti nascono come riflessioni, all'interno del linguaggio, su quello che avviene nell'agire linguistico. E’ per questo che ciò che avviene nel linguaggio produce conseguenze sulla nostra corporeità, ed è per questo che le nostre descrizioni e spiegazioni entrano a far parte del nostro dominio d'esistenza. Noi attraversiamo le nostre derive ontogenetiche e filogenetiche come esseri umani in accoppiamento strutturale nel nostro dominio d'esistenza in quanto sistemi che agiscono linguisticamente. Il linguaggio appartiene alla prassi dell'osservare e genera la prassi dell'osservatore.

giovedì 28 giugno 2012

Come comunicare emotivamente




Comunicare emotivamente migliora moltissimo le relazioni in tutti gli ambiti di tutta la nostra
vita relazionale di entrare in sintonia con l'interlocutore  e ci permette di non ricadere nei soliti schemi comportamentali portatori di sofferenze nelle nostre relazioni, per cui migliora anche
il nostro benessere insegnandoci come gestire l'emotività.

Puoi imparare a comunicare emotivamente con sessioni di coaching.
Comunicare emotivamente NON significa trasmettere un messaggio in modo
chiaro, logico e comprensibile anzi dal punto di vista relazionale la comunicazione logico informativo corrisponde alla parte fallimentare di noi stessi.
Comunicare emotivamente significa utilizzare strumenti comunicativi in grado di veicolare emozioni.
Tra queste strategie troviamo il Simbolismo analogico Comunicazionale e la PNL (programmazione neurolinguistica).

Simbolismo analogico Comunicazionale
 permette di cogliere attraverso i segnali
simbolici emessi dal nostro interlocutore, qual è il comportamento che coinvolge maggiormente la sua emotività, se è necessario essere:
a) Morbidi – materni, protettivi, risolvergli i problemi, un po’ possessivi
b) Duri – paterni, autoritari, rigidi, non dargli soluzioni ai problemi
c) Indicativi – prescrittivi, dare suggerimenti, indicargli le soluzioni
ai problemi ma non coinvolgersi direttamente.
Attraverso la comunicazione simbolica si impara a decodificare la chiave di accesso all’emotività del nostro interlocutore.

   PNL (programmazione neurolinguistica)
  permette di instaurare un rapporto empatico positivo con l’interlocutore, entrare in sintonia con la sua parte emotiva, facendo in modo che non ci
viva come estranei, anzi diventeremo per il nostro interlocutore una sorta di alter ego (l’altro me stesso), e si può dire di no a tutti, ma non a noi stessi.

mercoledì 27 giugno 2012

Segnali di approccio degli uomini e delle donne






I segnali di approccio degli uomini e delle donne sono abbastanza diversi tra loro.
Importante per gli approcci efficaci è superare i blocchi emotivi ostacolanti.
Alcuni segnali di approccio sono consapevoli, studiati e voluti, mentre altri scaturiscono in modo involontario e inconscio.
Vediamo comunque un campionario di movimenti del corpo e atteggiamenti tipici di quando si vuole attirare l'attenzione per comunicare all'altra persona il nostro desiderio di avere con lei un approccio.
APPROCCIO  MASCHILE
Come quasi tutti gli altri appartenenti alla specie animale, anche l'uomo quando si avvicina a una femmina che vuole incuriosire o di cui si vuole attirare l'attenzione, dà inizio a un rituale di pavoneggiamento.
I gesti possono diversi, secondo la situazione o anche l'abbigliamento indossato : se la si indossa, riassestarsi il nodo della cravatta ; altrimenti lisciarsi
il colletto della camicia o spazzolarsi via dalle spalle polvere immaginaria ;
sistemarsi la giacca ; aggiustarsi i capelli.
O ancora, in modo piu' aggressivo, infilare i pollici nella cintura per attirare l'attenzione sulla regione genitale.
Anche gli occhi giocano un ruolo importante , ad esempio mantenendo lo sguardo piu' a lungo del solito (arrivando addirittura al punto che , in presenza di forte attrazione fisica ed emozionale, le pupille tendono a dilatarsi.).
Altri atteggiamenti ancora indicano la volontà dell'uomo di mettersi in mostra (divaricare le gambe, da seduti o in piedi appoggiati al muro, con l'obiettivo
di richiamare l'attenzione sulla zona pelvica) o di trasmettere l'apprezzamento
per l'altra persona e il desiderio di approfondire la conoscenza e il rapporto (mettersi spesso con le mani sui fianchi).
In generale comunque, quando dai preliminari si passa alla fase vera e propria del rituale del corteggiamento, il piu' delle volte l'uomo dimostra la sua goffaggine nel tentativo di "catturare la sua preda", al contrario della donna, assai piu' abile in questa "schermaglia" di quanto l'uomo possa mai sperare di essere.
APPROCCIO  FEMMINILE
Come e forse ancor più che gli uomini che sono spesso più palesi nelle loro dimostrazioni di interesse, le donne hanno una simbologia che stimola il corteggiamento maschile molto accurata.
Di seguito evidenziamo alcuni atteggiamenti che evidenziano il corteggiamento femminile: lo scatto della testa,i polsi in evidenza, la posizione delle gambe, la roteazione delle anche, lo sguardo "incrociato", la posizione delle labbra, i
movimenti con le mani.
E' bene ed importante ricordare che quanto di seguito esposto non deve essere preso come "oro colato" e che spesso certi atteggiamenti, anche se sintomi di un interesse nei confronti di un uomo, non significano necessariamente che "è sicuramente il caso di provarci perché ha fatto quel dato movimento e quindi ci sta".
Lo scatto della testa E' il tipico gesto compiuto per buttarsi indietro i capelli, spesso praticato
anche da chi ha i capelli corti.
Le gambe
 Le gambe aperte sono un fin troppo evidente invito ed interesse nei
confronti dell'uomo,ma anche accavallare le gambe come in figura simboleggia il
desiderio della donna di sedurre.
Una gamba appoggia sull'altra aumentando il volume del polpaccio ed irrigidendolo, una mano evidenzia la rotondità delle curve appoggiata al fianco.
Il busto è eretto e mette in evidenzia le rotondità superiori.
Anche incrociare le gambe e far scivolare il piede dentro e fuori dalla scarpa indica una chiara intenzione seduttrice mimando l'atto sessuale.


Roteazione delle anche
Nella camminata la roteazione delle anche evidenzia l'attenzione sulla zona pelvica.
Sguardo incrociato Viene fatto con il chiaro intento di incuriosire: la donna incrocia di sbieco lo
sguardo dell'uomo e poi lo fugge, per suscitare interesse.
Posizione delle labbra
Con tutte le doverose precauzioni, si può assimilare il movimento e lo stato
delle labbra a quello dell'organo genitale della donna: labbra leggermente aperte, inumidite con saliva o rossetti, indicano o danno l'impressione che ci
sia disponibilità nei confronti dell'uomo
.In particolare l'uso del rossetto tende a rappresentare il colore dell'organo genitale femminile che è eccitato
(colore dovuto alla maggiore affluenza di sangue in quel momento).
I movimenti con le mani
L'accarezzare qualche oggetto, specialmente se si tratta di qualcosa di lungo e
sottile (una sigaretta, un dito) può essere interpretato come l'espressione di
un pensiero recondito che forse vorrebbe accarezzare altro.
Come si sta seduti
La posizione che assumiamo quando stiamo seduti, non ha valenza solo dal punto
di vista salutistico (in particolare per le implicazioni sulla colonna vertebrale), ma anche dal punto di vista comunicativo.
Alcuni modi di sedersi in particolare, esprimono specifiche sensazioni (che come sempre, vanno integrate ad altre fornite da varie parti del corpo e non considerate a se stanti) che possono essere interpretate e studiate.In particolare si può notare se e quando una persona è attenta alla discussione in
atto, se invece ne è distaccata o assolutamente infastidita.
Ecco alcune di queste posizioni: posizione accasciata, in avanti,appoggiata alla spalliera, a schiena diritta, a gambe larghe, a cavalcioni,dondolandosi,
accavallando le gambe, incrociando le caviglie. Imitare le posizioni di chi ci sta di fronte o di fianco ha a sua volta un preciso significato, indica anche le
relazioni che intercorrono tra due individui,come pure il modo di sedere e di rivolgersi  contemporaneamente a più persone.
Vi sono inoltre modi di sedersi tipicamente femminili: con le punte in fuori,in  dentro, a piedi uniti, a caviglie incrociate, con gambe avvitate, con gamba
ripiegata

martedì 26 giugno 2012

Sviluppare le braccia come tattica di seduzione per apparire maschio alpha






Sviluppare le braccia (ed i pettorali)  è una  tattica di seduzione per apparire maschio alpha.
Il maschio alfa, o maschio dominante produce una istintuale attrazione nella donna.
Vediamo come procedere per sviluppare le braccia.


I flessori del braccio:
• Bicipite brachiale:
o Origine: scapole
o Inserzione: radio
o Azione: flette l’avambraccio portandolo in supinazione
• Capo esterno (lungo) adbuce il braccio
• Capo interno (breve) adduce il braccio
• Entrambi i capi simultaneamente anteponogono il braccio soprattutto
se esso è in supinazione.
• Brachiale: è il flessore più potente del braccio
o Origine: omero faccia anteriore a metà
o Inserzione: Ulna
o Azione: flessione dell’avambraccio sul braccio
• Brachioradiale: è il flessore della posizione neutra
o Origine: omero
o Inserzione: radio faccia superiore
Azione: flette l’avambraccio e se si trova in posizione prona o supina lo porta in
posizione neutra
• Anconeo:
o Origne: omero
o Inserzione: ulna
o Azione: accessorio della flessione
Gli estensori del braccio:
• Tricipite:
o Origine capo lungo: scapola
o Origine capo mediale: 2/3 radio
o Origine capo laterale (breve): 1/3 radio
o Inserzione: ulna
o Azione: estensore dell’avambraccio, capo lungo retropone il braccio e lo
adduce.
I muscoli dell’avambraccio:
• Supinatore:
o Origine: omero laterale
o Inserzione: radio
o Azione: supinatore
• Pronatore rotondo (muscolo del gomito posteriore):
o Origine: Omero post. mediale
o Inserzione: radio laterale
o Azione: pronatore
• Pronatore quadrato (polso palmare):
o Origine: ulna anteriore
o Inserzione: radio anteriore
o Azione: pronatore
Esercizi per i flessori dell’avambraccio sul braccio, da eseguire con i gomiti fissi al torace
senza elavarli (unica eccezione i cavi che mantengono la tensione):
Fondamentali:
• Curl col bilanciere angolato (kambered)
• Curl col bilanciere
La schiena va in posizione fisiologica e le gambe larghe per essere stabili. Se questo
favorisce eccessivamente il “cheating” si può lavorare con la schiena appoggiata al muro
ma sempre in posizione fisiologica.
Complementari:
• Curl con bilanciere presa stretta: fa lavorare maggiormente il capo breve (interno)
adduttore.
• Curl con bilanciere presa larga: fa lavorare maggiormente il capo lungo (esterno)
adbuttore. Attenzione è stressante per il gomito.
• Bilanciere ad impugnature parallele (quadrato): enfatizza l’azione del
brachioradiale
• Manubri partenza presa neutra arrivo supina: enfatizza il lavoro del bicipite
• Hammer curl: partenza e arrivo neutri: enfatizza il brachioradiale
• Curl bilianciere angolato presa inversa (prona): impedisce un lavoro efficace del
bicipe ed enfatizza il brachiale
• Curl bilanciere presa inversa: ancora maggiore enfatizzazione del brachiale
• Manubri presa neutra -> prona: enfatizzazione brachioradiale e brachiale
• Manubri presa prona -> prona: enfatizzazione brachiale
• Curl concentrati.
• Zottman curls: fase concentrica neutra -> supina; fase concentrica neutra -> prona:
coinvolge bicipite brachiale, brachioradiale e brachiale.
• La panca 90° evita il “cheating” ma è poco pratica con manubri a dischi grandi e
impossibile col bilanciere (impedisce l’allungamento completo).
• Panca inclinata varia lo stimolo perché il braccio si trova dietro il busto ed
enfatizza la parte superiore del bicipite
• Panca Scott: porta il braccio davanti al busto enfatizzando il lavoro della parte
bassa del braccio. Attenzione però perché spesso le panche Scott non permettono
l’allungamento completo (se hanno il piano inclinato costringono il gomito
all’iperestensione).
• Cavi: con i cavi si può permettere una leggera elevazione del gomito
o lavoro con un braccio con l’altra mano dietro il gomito che fa da appoggio
o panca Scott ai cavi: si evita il problema dell’iperestensione del gomito.
Estensori del braccio:
I tricipiti (eccezione) non vanno lavorati in flessione completa per non sovraccaricare il
gomito. Poco + di 90°, la gente lo fa naturalmente.
• Migliore: distensioni panca stretta, gomiti paralleli. Bilanciere anche angolato se ha
gli angoli in posizione corretta.
• Parallele busto eretto (dips).
• French press: ok ma senza flessione completa e arrivo sopra la testa, non sulla
fronte. Gomiti paralleli. Se fatta con i manubri, occorre fare basso carico e molte
ripetizioni.
• French press diagonale (l’avambraccio si estende secondo una traiettoria sul piano
orizzontale).
• French press su panca a 90° o in piedi, prendere il manubrio dal disco o boccia
superiore.
• Push down ai cavi: attenzione al polso in linea con l’avambraccio o flesso. Variante
in supinazione.
• Ai cavi sopra la testa
• Con la corda per aumentare l’estensione
• Ai cavi con 1 maniglia utilizzando l’altro braccio come appoggio.
• Gomiti aderenti al busto: isolamento capo breve e laterale:
• Braccio anteposto: tutti i capi
• Kick back: da 90° a 180° e sollevare il braccio.
• Piegamenti sulle braccia appoggiandosi ad una panca dietro la schiena, gambe
lunghe + carico, gambe piegate – carico. 2 panche ai lati per diminuire lo stress
sulla spalla. Esercizi utili per l’avvicinamento alle parallele.
• Dips all’easy power.
Esercizi per i polsi ed i flessori delle dita (attenzione: muscoli e tendini facilmente
infiammabili che faticano a guarire perché sempre utilizzati):
• Wrist curls con manubri o bilanciere presa prona o supina.
• Wrist curls presa supina “srotolando” l’attrezzo sulle dita per allenare i flessori
delle dita.
• Rullo con corda e peso, avvolgere e srotolare la corda.
• Esercizi di tenuta (isometria), stare appesi alla spalliera tenendosi solo sulle dita
per 5 – 30s, reggere un peso con le dita.
Esrcizi utili agli specialisti di alcune discipline sportive (roccia, windsurfisti...) oppure per
body builder che non riescono ad aumentare i carichi per debolezze locali.

Prepararsi fisicamente per sedurre e stare bene:metodi di allenamento




Prepararsi fisicamente per sedurre e stare bene richiede metodi di allenamento diversificati in funzione delle diverse strutture.
Molto importante per sedurre sono i pettorali.


La forma dei muscoli non può essere modificata perché è genetica: se un soggetto ha
l’inserzione tendinea del gran pettorale alta non potrà mai abbassarla.
E’ definito esercizio fondamentale o multiarticolare l’esercizio che coinvolge più
articolazioni e fa lavorare in toto i gruppi muscolari interessati alla sua catena cinetica
facendo intervenire anche i muscoli sinergici al movimento (panca piana lavorano i
pettorali e gli estensori delle braccia).
Esercizio complementare o di isolamento: esercizio monoarticolare che cerca il più
possibile di isolare il muscolo interessato escludendo l’intervento dei sinergici (croci che
evitano l’intervento del tricipite facendo lavorare però ugualmente il deltoide). Per
isolare completamente un muscolo occorre l’elettrostimolazione. Se si decide di utilizzare
gli esercizi complementari occorre privilegiare una corretta esecuzione (massimo
isolamento) più che un carico alto.
Gli esercizi con pesi liberi (bilancieri, manubri) sono da preferire a quelli con le macchine
soprattutto all’inizio perché non vincolano il movimento e costringono ad una esecuzione
corretta e simmetrica. Per la propriocettività l’attrezzo preferibile sono i manubri,
medio il bilanciere, scarse le macchine.
Esercizi su panca non con gambe sollevate perché non si è in una posizione stabile.
Non bisogna cambiare troppo frequentemente gli esercizi di una scheda se no ogni volta
si ricomincia l’allenamento da capo (meglio non cambiarli mai, se non c’è una ragione) ma
variare carichi, serie, ripetizioni, tempi di recupero, velocità di esecuzione.
“Cheating” va bene utilizzarlo solo dopo l’esaurimento per forzare ulteriori ripetizioni
Un principiante dovrebbe essere subito iniziato agli esercizi di tecnica più difficile
(squat, stacchi) perché ha una muscolatura omogeneamente poco potente e quindi non
rischia sovraccarichi. Un soggetto allenato in maniera squilibrata invece può rischiare (ha
ad esempio dorsali molto potenti e paravertebrali deboli, fa il pulley e si fa male). Un
soggetto allenato in maniera equilibrata non ha problemi.
Nei periodi di maggiore impegno, se non si riescono a rispettare i giorni di allenamento
andare in palestra, anche per sedute più brevi o solo 1 volta alla settimana per
mantenimento.

lunedì 25 giugno 2012

Tattoo: mezzo comunicativo seduttivo o di massa? (a cura di Katia Ferrante)


Il Tattoo è  mezzo comunicativo seduttivo o di massa?
Dipende,  però in tutti noi accresce la voglia di comunicare  chi lo fa seduto davanti un pc  attraverso i social  network  Con amici e amori  virtuali.
 Qualcuno  esaltando  un pezzo forte  con il look  con L'accessorio  cool  Del momento o che si tratti Di indossare  la 'limited edition di  qualsiasi  bene di
consumo  osserviamo quanto si  esprima e con quanta intensità ' si avverte il  desiderio  di comunicazione.
Questa inrefrenabile    Voglia di  lasciare qualcosa di noi  sul  nostro trascorso di vita su chi siamo e come vorremmo essere recepiti dal mondo
esterno  lo dimostra il fatto che l'arte di incidersi qualcosa sulla pelle non tramonta mai ...anzi cresce  ora piu che mai come una moda....Sara'
l'appartenenza al mondo del "guardatemi"  il tatuaggio risulta essere  una tra
le maggiori espressioni comunicative  tra i giovani e meno giovani ...ma  cosa si vuole comunicare al mondo  attraverso quest' arte espressiva ?
...che  ci sia un connubio tra il desiderio d'amare  di sentirsi amati o in qualche modo considerati  o puramente una forma per sentirsi  attrattivi e
seducenti  agli occhi degli altri ...molto  significativa  l' area del corpo  scelta  per  esprimersi  attraverso il disegno che sia  tribale, o  lettering ,
realistico ,old school di qualsiasi stile si tratti    che sia li che debba restare  per sempre perché  ha segnato  un percorso di noi stessi  o che
Simboleggi  il desiderio  di amore dentro di noi  un avvertimento  importante  come una  fine o l'inizio...    La rottura o la  rinascita  di un amore di una
amicizia di un esperienza e  un cambiamento così forte  dall'emotività  così intensa e    passionale  da volerla  tenere li per sempre.

Katia Ferrante

domenica 24 giugno 2012

Stati dell'io nell'Analisi Transazionale






Cosa si intende con Stati dell'io nell'Analisi Transazionale?
Cerchiamo di penetrare maggiormente  l'argomento degli stati dell'io nell'analisi transazionale perchè può essere molto utile nelle relazioni umane sia di tipo lavorativo, sia di tipo affettivo, nell'amore e nella seduzione.
Interessanti le applicazione dell'analisi transazionale nella seduzione.


Lo Stato dell’Io é un nome che si utilizza per descrivere un insieme di
fenomeni tra loro collegati; sono i termini con cui vengono descritte le tre
principali parti  della personalità, la “sfera dei valori e delle opinioni, la sfera della razionalità e la sfera emotiva”
IL GENITORE
Il genitore  E’ il campo dell’appreso, è cioè lo stato dell’Io che comprende tutto ciò che i nostri genitori reali o altri ADULTI SIGNIFICATIVI ci hanno
trasmesso.
In questo stato ci comportiamo, pensiamo e sentiamo in modi che ci sono stati proposti da altri e a cui noi abbiamo dato fiducia.
E’ la parte di noi che include il senso del dovere, le regole sociali, i valori, i giudizi, le critiche, la nostra “morale” , ma
anche la capacità di aiutare, consigliare, proteggere e sostenere.
Si compone  di due aspetti:
1. il GENITORE NORMATIVO: che comanda, dà regole, valori, giudica, controlla, critica.
E' quella parte che Stefano Benemeglio ha chiamato Alimentatore Asta o conflittuale padre
*aspetto positivo: prende posizione, ricorda le regole, trasmette valori.
Le sue direttive mirano autenticamente a raggiungere gli obiettivi comuni, a gestire la complessità facendo rispettare le regole, persegue la
giustizia, le critiche sono costruttive.
*aspetto negativo: accentratore/iperattivo ma da una posizione di superiorità che ritiene l’altro non adeguato, non del tutto affidabile (per questo non delega); intransigente, accusatore, dogmatico, svaluta l’altro:
“Finalmente ha capito, era ora!”.
Parole-chiave: senso del dovere, etica, rigore, severità ; se in eccesso:
intransigenza, ipercriticità, accuse.


2. il GENITORE AFFETTIVO: che insegna, consiglia, sostiene, aiuta, difende, rassicura, è paziente.
Quella parte che Stefano Benemeglio ha chiamato Alimentatore triangolo o conflittuale madre
*aspetto positivo: spiega con pazienza, si prende cura, rassicura, aiuta
a crescere, a gestire le difficoltà, fornisce consigli rispettando comunque
la volontà dell’altro, si preoccupa del benessere altrui.
*aspetto negativo: soffoca proteggendo troppo, eccede nel tollerare oltre
il sensato, sminuisce gli eventi “Non importa, provvederò io…!”. Dà aiuto,
non delega, si offre di fare perché “nessuno fa bene come lui”, quindi
anch’esso è un accentratore.
Parole chiave: pazienza, disponibilità, aiuto; se in eccesso: si ritiene
indispensabile, salvatore.
Come riconoscere questo Stato dell’Io non solo nel contenuto della comunicazione ma anche nella modalità non verbale?
Vediamo i principali tratti non verbali per ogni STATO DELL'IO:


GENITORE NORMATIVO
Gesti ed atteggiamenti
·  indice teso (accusatore)
·  sopracciglia aggrottate
·  postura rigida
·  sguardo severo
·  viso contratto
·  voce decisa
·  tono secco
Parole:
·  “si deve, bisogna…”
·  “sempre, mai, tutti..…”
·  “è giusto, è sbagliato…”
GENITORE AFFETTIVO
Gesti ed atteggiamenti
·  parole di apprezzamento
·  parole di incoraggiamento
·  mano sulla spalla, abbracci
·  sguardo dolce
·  sorriso
·  gesti morbidi
·  voce condiscendente
Parole:
·  “ti aiuto, non preoccuparti”
·  “va bene così…”
·  “lo faccio per te…”


IL BAMBINO
Il Bambino è il campo dell’emotività; ne fanno parte i nostri sentimenti più profondi, le emozioni, gli stati d’animo, i desideri.
Tipiche del bambino sono la spontaneità, la curiosità, la vitalità, la furbizia, la seduttività, il desiderio di essere accettato ed amato.
Siamo nello stato dell’Io Bambino quando esprimiamo emozioni, sentimenti, stati d’animo, bisogni, desideri
Si compone a sua volta di quattro aspetti:
1. Il BAMBINO SPONTANEO  che è sede
di tutti i sentimenti e di tutte le emozioni, dell’energia, dell’umorismo e della fantasia.
*aspetto positivo: caloroso, comunicativo, naturale, capace di scherzare, capace di esprimere emozioni, sentimenti, stati d’animo come
la gioia, il disagio, la serenità, la malinconia, la rabbia momentanea, inventa, produce creativamente
*aspetto negativo: può apparire egoista, nervoso, aggressivo, impaziente, avido e capriccioso; si esprime impulsivamente senza tenere
conto della situazione o esagerando i sentimenti (drammatizzando) o esagerandone le manifestazioni. Può anche risultare incompreso (bambinone), umorale e “banderuola”.


2. Il BAMBINO DIPLOMATICO ( Detto Anche “Piccolo Professore”) esprime l’intelligenza intuitiva, immediata, ed anche una capacità
“manipolativa”; nella sua dimensione “diplomatica” rappresenta la sensibilità e il tatto nella relazione interpersonale.
*aspetto positivo: immagina, capisce al volo, intuisce, fa dell’ironia, ha
tatto, è diplomatico nel gestire le situazioni delicate.
*aspetto negativo: alle volte deduce troppo in fretta, senza informazioni
verificate, si autoconvince di quello che gli fa comodo, può essere
cerimonioso, adulatore e manipolativo.
Parole chiave: tatto/savoir-faire, intuito, ironia, diplomazia, se in
eccesso: adulazione, seduzione, manipolazione.


3. Il BAMBINO ADATTATO si attiva in base alla reazione di adattamento ai condizionamenti sociali, alle norme esterne, al desiderio di convivenza pacifica. Si conforma alla volontà degli altri,
cerca di diventare quello che ci si aspetta da lui e teme di non essere accettato/apprezzato/benvoluto; può aver imparato a sentirsi colpevole, inquieto, depresso o a essere disponibile e compiacente.
*aspetto positivo: ha imparato ad essere socievole, premuroso, a rendere servizi, è capace di adeguarsi alle situazioni, di rispettare norme, leggi, vincoli organizzativi… e anche la capacità di “…lasciar
perdere….”
*aspetto negativo: rifugge le difficoltà e/o le responsabilità per non essere giudicato, si svaluta, ignora i suoi bisogni/desideri, obbedisce
pedissequamente; non rischia e non si spende, è eccessivamente orientato al quieto vivere e alla “pace sociale” a tutti i costi, ha sempre bisogno di appoggiarsi a qualcuno.
Parole chiave: adeguamento, rispetto delle regole, soprassedere
(talvolta lascia perdere), se in eccesso: sottomissione e accondiscendenza.
4. Il BAMBINO RIBELLE reagisce d’istinto, si oppone, ama la trasgressione, si ostina, è il classico “polemico”; libera la sua aggressività ferendo e sfidando, cercando di dimostrare di essere il
più forte.


* Il BR non ha aspetti positivi tranne in alcune rare situazioni in cui può essere l’unico modo di liberarsi da situazioni di vessazione
Parole chiave: aggressività, polemica, sfida, minaccia, essere
“contro” a qualcuno, qualcosa….
Come riconoscere lo STATO DELL'IO Bambino nella comunicazione?
BAMBINO SPONTANEO
Gesti ed atteggiamenti
·  Riso
·  Pianto
·  Sguardo vivace
·  Energia
·  Voce alta
·  Varietà di toni e di ritmo
·  Mobilità del viso
·  Gestualità ampia
Parole:
·  “si…!” “no…!”
·  “voglio..”
·  “mi piace/non mi piace.….”
·  “subito….”
·  “fantastico…”
BAMBINO DIPLOMATICO
Gesti e atteggiamenti
·  Ragionamento intuitivo
·  Sorriso compiacente
·  Gesti gentili, eleganti
·  Comportamenti da pacere,
mediatore
·  Voce suadente, seduttiva
·  Tono gentile, cerimonioso
·  Tono complice
Parole:
·  “ e se ….”
·  “sei la persona giusta per…”
·  “cosa ne diresti se..…”
·  “solo tu potresti….”


BAMBINO RIBELLE
Gesti ed atteggiamenti
·  Recriminazione
·  Contrapposizione
·  bastian contrario
·  alzata di spalle
·  aspetto accigliato
* mettere il “muso”
Parole:
·  “non potete obbligarmi a..…”
·  “non sono affatto
d’accordo…”
·  “non contate su di me…”
·  “ho detto di no e basta”
·  “stavolta li freghiamo….”
·  “Lei non sa chi sono io…”
·  “ Non provarci…”
·  “è la goccia che fa
traboccare il vaso…. Quindi
è giustificata questa
scenata..”
· 
BAMBINO ADATTATO
Gesti ed atteggiamenti
·  sguardo sfuggente
·  spalle chinate
·  voce insicura o lamentosa
·  scarsa energia
·  rassegnazione
Parole:
·  “non sono stato io a
sbagliare…”
·  “farò del mio meglio”
·  “va bene ci provo…ma non
garantisco….”
·  “se proprio devo…”
·  “d’accordo farò come
vuole lei…”
1 3 Analisi Transazionale
L’ADULTO E’ il campo del razionale, raccoglie le informazioni, analizza i dati, sintetizza, propone, sceglie e decide.
E’ la nostra parte capace di pensiero logico, deduttivo; riflette obiettivamente.
L’Adulto si basa su dati e fatti, organizza, prevede, calcola, propone, decide , agisce.
Siamo nello stato dell’Io Adulto quando ci comportiamo, pensiamo e sentiamo in modi che sono una risposta diretta a quello che ci succede
intorno, utilizzando tutte le nostre caratteristiche e capacità adatte a quella precisa situazione. Deve il proprio nome al fatto che è la parte di
personalità che si struttura per ultimo nelle fasi evolutive dell’individuo.
Per gran parte del tempo noi affrontiamo la realtà quotidiana senza
provare particolari emozioni (che provengono dalla sfera del Bambino).
Tuttavia quando queste si presentano l’Adulto, esso è capace di gestirle, sintonizzandole con il contesto e con gli obiettivi personali. L’Adulto quindi non esclude le voci interne provenienti dal Genitore (senso del dovere, valori, affetto) o dal Bambino (emozioni), ma le “elabora” scegliendo
consapevolmente il comportamento più adatto alla situazione.
Parole chiave: razionalità, capacità di proporre e decidere, concretezza, organizzazione, informazioni certe; se in eccesso: freddezza, pignoleria, calcolatore.


Come riconoscere lo STATO DELL'IO ADULTO  nella comunicazione?
ADULTO
Gesti ed atteggiamenti
·  sguardo diretto
·  gesti misurati
·  mimica contenuta
·  voce pacata
·  comportamento ASSERTIVO
·  chiede e dà informazioni
·  relativizza
Parole:
·  “io penso, credo, a mio avviso, in
base alla mia esperienza…”
·  “ci sono questi aspetti da
considerare..”
·  “quando, come, dove…..”
·  “spiegami perché……”
Le parole dell’Adulto sono descrizioni piuttosto che opinioni e quando
esprime opinioni è capace di relativizzarle (ad esempio utilizza parole come
“io credo…, penso che…, a mio avviso…, in base alla mia esperienza
sostengo che…) L’Adulto non esagera o sminuisce, mentre le sue
descrizioni tendono ad essere accurate. Immagazzina i dati, calcola le
probabilità ed elabora le informazioni.
L’Adulto è orientato ai fatti e ai dati.

sabato 23 giugno 2012

La seduzione del vintage: calze e reggicalze



Nell'intimo femminile sta tornando la seduzione del vintage: calze e reggicalze, nonchè la seduzione delle calze autoreggenti
Immancabile nel guardaroba delle Pin Up anni '50, considerato da Betty Page il capo d'abbigliamento più importante, divenuto poi il simbolo della seduzione femminile per eccellenza: il reggicalze è un elemento intramontabile, ricco di storia e protagonista indiscusso di mille fantasie. Indicato anche alle forme più generose, il reggicalze fascia i fianchi e, con le sue stringhe elastiche con clip (o molletta), aggancia il bordo delle calze e le mantiene nella giusta posizione.Tangamaniaonline ti offre reggicalze di vari colori, forme e tessuti, a rete, ricamati, a tinta unita e a fantasia!

 Innanzitutto autoreggenti e reggicalze, fanno letteralmente impazzire qualsiasi uomo, poiché si tratta di un indumento molto sensuale, che mette in risalto la gamba e la rende elegantissima.
Seconda cosa, un bel paio di autoreggenti sono molto più comodi rispetto ad un paio di classici collant, poiché non stringono in vita e non tolgono il fiato. Inoltre non è necessario tirarli su e giù in continuazione ogni volta che si va in bagno,riducendo quindi drasticamente anche il rischio di romperle.
Chi ha delle gambe un po’ pienotte, con un interno coscia cicciottello, potrebbe tranquillamente optare per una calza da reggicalze, la quale ha una fascia elasticizzata ma non molto stretta e priva di silicone, andando ad avvolgere la vostra gamba con delicatezza senza creare quell’effetto rotolino in alto.
Questa scelta, essendo meno pratica, è indicata soprattutto per una serata galante. Chi invece ha delle belle gambe dovrebbe assolutamente provare ad indossare un bel paio di autoreggenti, da portare tranquillamente sotto unagonna senza troppe pretese, purché non sia eccessivamente corta.

Il reggicalze. L’oggetto dei desideri, il feticcio dell’abbigliamento femminile.
Un sogno proibito che accende le fantasie degli uomini.
Quella striscia di stoffa con 4 o 6 elastici che mantengono le calze e rendono sexy le gambe e l’inguine. Nero, bianco, colorato e a mille fogge. A mio parere il reggicalze è l’indumento più sexy della lingerie di una donna. Impossibile resistere. Impossibile che non “faccia effetto”. E’ il re della lingerie.
Il più lussurioso. Esprime tanto e non può essere equivocato. La donna che lo indossa è una maestra di seduzione che sa come fare impazzire gli uomini.

in effetti per eccitare un uomo bisogna pensare come un uomo.
Gli uomini sono  spesso molto  visivi, almeno per quanto riguarda l'eccitazione.
Le autoreggenti o le calze con il reggicalze sono sempre al primo posto e poi io credo ke la cosa fondamentale sia l'effetto sorpresa, tipo quando sali in macchina e dallo spacco del cappotto spuntano fuori le gambe o quando " per  caso" ti abbassi per prendere un oggetto da terra..
Per stupire bisogna fare qualcosa che non si fà nella routine, e non bisogna mai avere paura di osare un pò.