venerdì 1 giugno 2012

Imparare a comunicare con se stessi








Dobbiamo imparare a comunicare con se stessi, far si che la sfera logica metta in atto un processo di seduzione su se stessi.
È importante che si ponga attenzione a ciò che io mi dico e non solo a ciò che
dice l'altro. Ci si può aiutare tenendo un diario dei propri pensieri.
Esempio:
Evento Pensieri Sentimento
Appuntamento
mancato
Io non sono
importante, sono
invisibile
Rabbia
Piatti sporchi Nessuno mi aiuta,
devo fare tutto da
sola
Tristezza
Cominciando ad osservare i pensieri e le emozioni che determinano le reazioni,
si può cominciare a capire che nella progettazione del comportamento non c'è
solo una risposta al comportamento dell'altro ma anche un'idea iniziale
preconcetta.
2° Passo:
Una volta che si comincia a osservare il proprio monologo interno è possibile
cominciare ad indagare sulle proprie distorsioni cognitive. Per aiutarci
possiamo pensare che ci sono otto distorsioni cognitive che hanno maggiore
impatto sulle relazioni interpersonali.






Vediamole:
• Visione tunnel: si caratterizza per una attenzione selettiva alle sole
parti negative della relazione. Ci si concentra sui problemi invece che
sulle risorse.
• Intenzioni preannunciate: riguarda la lettura della mente e cioè la
convinzione di molti di poter prevedere o interpretare le azioni e i
sentimenti del proprio compagno senza avere un riscontro reale dalla
relazione.
• Magnificazione: si tratta di generalizzare ciò che succede renderlo
pervasivo della relazione, amplificare le situazioni soprattutto quelle
negative (tu sei sempre…., tu non sei mai…).
• Etichettatura globale: dare etichette al proprio partner di ordine
negativo: stupido, pazzo, cretino….
• Dividere tutto in buono o cattivo: si ragiona esclusivamente in modo
antitetico, o è bianco o è nero, o è giusto o è sbagliato.
• Logica fratturata: riguarda il detto "fare di un sassolino una montagna"
o "di tutta l'erba un fascio" si va facilmente da un piccolo evento a
conclusioni generalizzate.
• Controllo dell'errore: pensare che si è la causa della crisi relazionale e
che nessuno soprattutto il tuo partner vuole fare qualcosa per cambiare.
• Scaricare la responsabilità: pensare che è tutta colpa del partner e
che per questo deve essere punito.
A questo punto nel nostro diario giornaliero possiamo provare a cercare di
riconoscere le nostre distorsioni cognitive e ad osservare quelle più presenti.
3° Passo: Considerare le relazioni tra pensieri e comportamenti
Osservando il diario giornaliero, evidenziando le distorsioni cognitive e i
sentimenti che ci caratterizzano possiamo cominciare a chiederci: "cosa mi dico
quando mi accade così?", "come agisco?"


4° Passo: Sfidare e cambiare le distorsioni cognitive
Arriva la parte più difficile, una volta riconosciute le distorsioni è utile pensare
di volerci lavorare sopra. Per aiutarti in questo arduo lavoro, qualora non sia
interessato ad un approfondimento con uno specialista, puoi ricorrere ad un
elenco di domande.
Vediamole:
• Quale evidenza sostiene la mia interpretazione?
• Quale evidenza potrebbe essere contraria alla mia interpretazione?
• C'è una spiegazione alternativa per il comportamento del mio partner?
• Ci sono altri motivi o sensazioni che possono averlo spinto ad agire in
quel modo?
• Ho verificato le mie convinzioni rispetto al mio partner?
• Cio' che penso è sempre vero o ci sono eccezioni?
• Ho considerato entrambi i piatti della bilancia?
• Ho tenuto conto anche delle risorse positive del mio partner?
• Se sto generalizzando o etichettando, posso descrivere la situazione in
modo più accurato e specifico?
• Posso riscrivere una parte del mio diario tenendo conto delle informazioni
acquisite attraverso queste riflessioni?

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