sabato 7 luglio 2012

Metodi di rilassamento



I Metodi di rilassamento, sono forme di autoipnosi pratica, che  consentono di migliorare il rapporto con se stessi e con gli altri.
Vediamoli:

Lo YOGA consiste in una serie di posizioni che sfruttano la forza di gravità per indurre rilassamento. Ogni posizione ha la caratteristica di stimolare o tendere alcuni gruppi di muscoli. Si inizia sempre con il "saluto al sole".
La MEDITAZIONE TRASCENDENTALE è stata portata in occidente tramite la scuola…….Ha fondamentalmente due effetti: il rallentamento del metabolismo e la regolarizzazione della pressione sanguigna. Ciò avviene attraverso la ripetizione del MANTRA che va dall' "OM" a qualunque altro tipo di suono che sia evocativo di un particolare stato psicologico. Il mantra viene attribuito dal maestro all'allievo ed è personale. Il rito, che costituisce la "formula magica", è attribuito dallo YOGI in base alle caratteristiche personali del soggetto. Un altro tipo di meditazione trascendentale è caratterizzata dalla concentrazione sul respiro e dalla ripetizione, durante l'espirazione, di una formula: ripeto per 20 minuti di seguito. Il perché tutto ciò abbia un effetto trascende la conoscenza umana.

Un altro metodo valido è la DESENSIBILIZZAZIONE SISTEMATICA di Wolpe che consiste nella desensibilizzazione delle fobie attraverso una scaletta ordinata in maniera decrescente da 1 a 10 in una situazione di profondo rilassamento: viene visualizzata la situazione al posto n° 10 della scaletta, la meno ansiogena, che man mano si normalizza, viene vissuta in maniera non più ansiogena. Poi si passa alla successiva e così via fino ad arrivare alla situazione n° 1 che costituisce la causa di maggior ansia. Gradualmente si gestiscono gli eventi che causano ansia. Ciò è molto utile per gli sportivi in quanto il fatto di dover verbalizzare e porre in ordine crescente le loro paure attenua già l'ansia che normalmente viene prodotta: la consapevolezza genera di per sé cambiamento.
Preliminarmente al T.A. è possibile applicare il Rilassamento Frazionato di Vogt: il soggetto, disteso, si concentra sulla voce dell'operatore e rilassa man mano piccole parti del proprio corpo fino a giungere ad un rilassamento psico-fisico globale (interno ed esterno). Si utilizza questo metodo prima di applicare il T.A. in quanto serve a capire se il soggetto è in grado di rilassarsi oppure no.
Ora introduciamo il discorso sul Training Autogeno ricordano che è un metodo validissimo ma che, per essere attuato, necessita di una specifica preparazione. Il Training Autogeno di Schultz (che era un medico psichiatra tedesco) deriva dall'ipnosi: Schultz aveva notato che nei soggetti ipnotizzati si realizzavano sempre sei caratteristiche: pesantezza, calore, regolarizzazione del respiro e del battito cardiaco, calore nella zona del Plesso solare e in molti soggetti, soprattutto in coloro che cadevano in profonda trance, la fronte fresca.
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Cominciamo con il commentare il nome:

Training "significa allenamento, cioè apprendimento graduale di una serie di esercizi di concentrazione psichica passiva, particolarmente studiati e concatenati, allo scopo di portare progressivamente al realizzarsi di spontanee modificazioni del tono muscolare, della funzionalità vascolare, dell'attività cardiaca e polmonare, dell'equilibrio neurovegetativo e dello stato di coscienza" (Crosa, 1968) mentre Autogeno si riferisce al fatto che "si genera da sé": la tecnica è infatti tanto più efficace quanto più il soggetto si "allena" in maniera costante, senza il concorso della volontà personale; tutto deve avvenire spontaneamente soprattutto dal punto di vista neurofisiologico.
Il T.A. permette un "tuffo in se stessi". Sospendendo la concentrazione attiva, attivando quindi quella "passiva", si "entra" in uno stato definibile di "pre-sonno" nel quale vi sarebbe una riduzione dell’attività cerebrale che ri-equilibra l’alterazione determinata dagli "agenti di stress" tra il sistema simpatico (rivolto verso l'esterno e attivo nello stato di veglia) e quello parasimpatico (attivo nello stato di riposo). Il T.A. sembra quindi influenzare il sistema simpatico mettendolo a riposo e permettendo così la normalizzazione delle funzioni organiche eccessivamente attivate. La stessa presenza, soprattutto nei primi tempi, delle "scariche autogene", cioè dei deflussi motori (tremori, contrazioni involontarie), o vestibolari (senso di galleggiamento, di cambiamento dell’immagine corporea) sta ad indicare che lo stato autogeno favorisce la liberazione degli impulsi neuronali. Si possono definire, le scariche autogene, materiale accumulato che disturba il cervello. Si suppone che lo stato autogeno, cioè il lasciarsi andare, determini particolari condizioni psicofisiologiche che promuovono un’attività autoregolatrice. Possiamo riassumere il tutto dicendo che l’efficacia terapeutica del T.A. stia nella spontanea modificazione di quei meccanismi cerebrali che rendono le forze naturali capaci di recuperare la loro funzione di normalizzazione autoregolatrice: ecco perchè il T.A. è considerato un metodo che agisce a livello globale considerando l’uomo nella sua unità somatopsichica (funzioni corporee più funzioni mentali).

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