domenica 1 luglio 2012

Realtà : verità od illusione?




La realtà è  verità od illusione?
La comunicazione emotiva può influenzare la realtà
Il termine realtà viene dal latino res, che significa oggetto (cosa), ed è usato comunemente per indicare l'oggettività senza parentesi. Si intende come reale, e qualche volta come il "vero" reale, quello che esiste indipendentemente dall'osservatore. Ora sappiamo che i concetti ingenerati da questo modo di parlare non hanno alcun fondamento. Gli oggetti, le cose, sorgono nel linguaggio quando una coordinazione comportamentale consensuale, venendo distinta consensualmente in una ricorsività di coordinazioni comportamentali consensualí, occulta le azioni che essa coordina nella prassi di un dominio consensuale. Un oggetto viene realizzato nel linguaggio in un'operazione di distinzione che è una configurazione di coordinazioni comportamentali consensuali. Quando un oggetto viene distinto linguisticamente, il suo dominio d'esistenza come dominio coerente di coordinazioni comportamentali consensuali diventa un dominio di oggetti, un dominio di realtà, un versum dei multiversi, cosicché ciò che esso implica è sempre e soltanto ciò che è implicato nelle coordinazioni comportamentali consensuali che lo costituiscono. Ogni dominio d'esistenza è un dominio di realtà, e tutti i domini di realtà sono domini d'esistenza ugualmente validi costruiti da un osservatore come domini di azioni consensuali coerenti che definiscono tutto quello che c'è in essi. Una volta che un dominio di realtà è stato costruito, l'osservatore può trattare gli oggetti o entità che lo costituiscono come se fossero tutto quello che c'è e come se esistessero indipendentemente dalle operazioni di distinzione che li generano. E questo avviene perché un dominio di realtà è costruito nella prassi dell'osservatore come dominio di coerenze operative che non richiede alcuna giustificazione interna.
Quindi un osservatore che operi in un dominio di realtà necessariamente opera in un dominio di azioni efficaci. Un altro osservatore può affermare che il primo si sbaglia o che è vittima di un'illusione solamente se questi comincerà ad operare in un dominio di realtà diverso da quello che si attendeva. Se noi siamo in grado di definire l'operazione di distinzione fantasma, allora i fantasmi esistono, sono reali nel dominio d'esistenza da noi generato nel distinguerli; potremo agire efficacemente rispetto ad essi in quel dominio, ma non saranno reali in nessun altro dominio. Di fatto, tutto è illusione al di fuori del dominio d'esistenza che gli è proprio. Ogni dominio di realtà, come dominio di coerenze operative costruito dall'osservatore nel linguaggio, è un dominio chiuso di azioni consensuali efficaci, e cioè un dominio cognitivo. Viceversa, ogni dominio cognitívo come dominio di coerenze operative è un dominio di realtà.
Quello che resta da spiegare, forse, è come mai i diversi domini di realtà siano dal punto di vista di un osservatore domini diversi di coordinazione delle azioni in un ambiente, ma siano anche vissuti dall'osservatore come ambiti diversi dell'agire linguistico, che differiscono solamente per la loro trasformazione progressiva nelle diverse circostanze di ricorsività in cui nascono. Ora come osservatori possiamo spiegare questo come segue: dato che operiamo nel linguaggio attraverso le nostre interazioni consensuali nel vivere in una comunità di osservatori, la nostra deriva strutturale nell'immediatezza del vivere si lega al corso di quelle interazioni consensuali. E questo si attua in modo da mantenere una congruenza tra le trasformazioni della nostra esperienza immediata e il dominio di realtà che costruiamo in quella comunità di osservatori, altrimenti ci disintegreremmo come suoi membri.

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