lunedì 16 luglio 2012

Siamo ciò che pensiamo






Siamo ciò che pensiamo. Le nostre profezie si avverano.
Per migliorarci quindi è utile prestare attenzione ai nostri pensieri, in modo da poterli poi modificare


L’osservazione dei nostri pensieri può svelare molto di noi: sviluppare un’attenzione consapevole sui contenuti dei nostri pensieri ci aiuta ad individuare quelli limitanti e ci permette di correggerli.
Le credenze depotenzianti sono infatti accompagnate da un’attenzione distorta, in accordo con la credenza in questione.
Imparare a gestire consapevolmente la nostra attenzione e focalizzarci solo sul modello che vogliamo ottenere e non su quello da cui vogliamo allontanarci è un buon metodo per cambiare la nostra percezione del mondo, le lenti dei nostri occhiali, il nostro filtro.
Naturalmente pur avendo consapevolezza che i nostri pensieri depotenzianti ci sottraggono possibilità di scelta non possiamo pretendere di cambiare il nostro modo di pensare da un giorno all’altro.
Quello che possiamo fare però è affiancare a questi vecchi schemi di pensiero altri scelti consapevolmente. All’inizio l’introduzione di questi nuovi pensieri potrà sembrare artificiosa ma dopo un po’ diventerà sempre più naturale e non tarderà a mostrare i suoi frutti.
Spesso l’abitudine ci spinge verso i lidi conosciuti anche se questi si sono dimostrati distruttivi: per cambiare un’abitudine, dopo aver cambiato la convinzione che la tiene ancorata a noi, può essere utile intervenire con la volontà per il tempo necessario a far sì che questa si trasformi in un automatismo.

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