lunedì 20 agosto 2012

Le nuove frontiere della comunicazione: comunicazione emozionale




Le nuove frontiere della comunicazione sono rappresentate dalla comunicazione emozionale che utilizza le emozioni al posto della parola.
La Comunicazione emozionale, studia le leggi e le regole che governano l’emotività dell’individuo.
Analogia = emotività
La comunicazione emozionale è  espressione dell’emotività, e studia i  dinamismi che
governano l’emotività.
La Comunicazione emozionale permette di comunicare efficacemente  verso se stessi e verso gli altri.
Utilizza le emozioni al posto della parola, stimoli non
verbali che producono una fenomenologia comportamentale.
Lo studio dell’e emozioni fece intuire fece intuire che la parola può essere sostituita dalle emozioni che sono prodotte  stimoli non verbali
che producono un ottenimento comportamentale.

Il campo della comunicazione umana si avvale di una conoscenza enorme utilizzando
gli stessi meccanismi delle emozioni  all’interno di una comunicazione qualunque.
Una comunicazione è efficace nel momento in cui ti permette di ottenere assenso e consenso, altrimenti è una comunicazione fallimentare, perdente.

Quindi comunicare per vivere bene, comunicare per vivere meglio nel senso di appagare le proprie esigenze ottenere che le nostre aspettative siano appagate.
Alle volte le nostre aspettative non sono appagate nelle relazioni sentimentali o familiari, in ambito lavorativo o sociale per cui è necessario utilizzare forme di comunicazione più efficace al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati.

Certo non tutte le ciambelle escono col buco ma per lo meno le cose più importanti
avere l’opportunità di ottenere il risultato che ti aspetti ossia che la tua esigenza sia
appagata che la tua aspettativa sia soddisfatta.
Invece ci possiamo trovare in situazioni in cui le esigenze non vengono appagate.
Notevoli miglioramenti si ottengono con la comunicazione emozionale che può essere usata anche per gestione della nostra emotività e del nostro comportamento, quindi agire e interagire
nei confronti della niostra sfera emotiva e nei confronti del nostro stesso pensiero.
Perché la cultura logica ci porta a pensare che il diavolo e con esso tutti i vincoli, i
danni e le sofferenze sono causa della nostra parte emotiva non appagate e ci dimentichiamo che anche la nostra parte logica ci mette il suo
contributo quando le cose non vanno come devono andare .
la parte logica talvolta si struttura credenze depotenzianti, pensieri fissi che ci demotivano  ad esempio l’idea di essere sfortunato in campo sentimentale.


Un pensiero va bene, perché può anche essere utile, è un allarme, un avvertimento
che ti spinge a rinforzarti, ma se il pensiero diventa fisso si ottiene il contrario:
dato che ho queste difficoltà mi chiudo in me stesso, non oso, non tento, rinuncio.

Dobbiamo imparare ad agire nei confronti della nostra sfera emotiva e a strutturarci nuove e più motivanti credenze.

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