sabato 25 agosto 2012

Stati di coscienza meditativi



Gli stati di coscienza meditativi servono per entrare in armonia maggiore con se stessi e di conseguenza con gli altri, per sviluppare autostima e per innescare tutta quella seri di fenomeni virtuosi oggi noto come LEGGE DI ATTRAZIONE.
Attrarre cioè situazioni , eventi, fatti positivi
Gli stati di coscienza meditativi sono fenomeni noti all'uomo da oltre quattromila anni e presenti in ogni cultura e contesto storico.
Erano già conosciuti dagli antichi Cinesi, dagli Egizi, dagli Indiani, dagli Ebrei, dai Greci, dai Romani. Ne fanno fede le antiche Sibille e i giudizi di Plinio il Vecchio, Vespasiano, Plutarco.
La favola mitologica di Medusa che con lo sguardo paralizzava gli uomini che la miravano, sì da pietrificarli è un'altra prova di come gli antichi conoscessero ad esempio la fascinazione.
Nonostante questi fenomeni siano, dunque, presenti nella vita dell'uomo da moltissimo tempo, nonostante siano stati effettuati
numerosi studi al riguardo, non si è giunti ancora ad una loro conoscenza completa.
Da un punto di vista fenomenologico possiamo dire che i vari studi sono abbastanza concordi fra loro e la letteratura è ricca di descrizioni sulle manifestazioni.


La letteratura, inoltre, fornisce anche numerose interpretazioni che rimangono ancora oggi discordanti, e che quindi impediscono una
conoscenza completa di questi stati di coscienza meditativi.
Un primo problema sta nel domandarsi se questi vari stati, che sembrano apparentemente diversi, come ad esempio la riflessione profonda e la trance medianica
debbano essere considerati come fenomeni separati o se si possa riconoscere fra di essi una certa unità.

Un esempio è una sperimentazione in cui, un certo numero di soggetti, venne sistematicamente allenato a sviluppare una trance meditativa  per mezzo della fissazione visiva su di una sfera di cristallo tenuta ad una distanza di 15 cm. e un po’ sopra il livello
degli occhi dei soggetti. 
Anche altri esperimenti effettuati, in cui dei soggetti esperti osservavano dei pendoli silenziosi o ascoltavano una musica sommessa o dei metronomi, hanno mostrato che gli aiuti immaginati sono molto più efficaci di quelli reali.
La vera meditazione richiede pertanto motivazione, immaginazione, e desiderio di fare esperienze interiori profonde



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