domenica 30 dicembre 2012

Il potere della comunicazione emotiva non verbale



Il potere della comunicazione emotiva non verbale è enorme, se usata con le giuste conoscenze può servire per sedurre , coinvolgere, e come tattica infallibile per scoprire le menzogne.
comunicare è potere
Esistono anche segnali non verbali della seduzione, molto utili nelle relazioni sentimentali.
Ogni buon comunicatore sa che sono 3 le chiavi che aprono lo scrigno della comunicazione:
1. le parole
2. l'espressione verbale
3. la manifestazione non verbale.

Basta che una delle 3 chiavi non giri a dovere che la comunicazione risulti inefficace, poco convincente.

Immagina di far parte del consiglio d'amministrazione di una società e, pur sapendo ciò che devi dire, ti esprimi con voce monocorde, monotonica, poco coinvolgente, finirai per condurre i tuoi ascoltatori nell'anticamera dell'anestesia totale con il risultato che non ricorderanno niente di ciò che hai detto. La verità, provata e riprovata, è che per l'ascoltatore non è tanto importante ciò che dici, ma come lo dici.
Come deve essere una comunicazione per essere davvero efficace, incisiva, convincente?
Il segreto è mostrare passione, vitalità, fiducia in ciò che dici, in questo modo non ci sarà pericolo di alcuna incongruenza tra i vostri sistemi comunicativi. Basterà conoscere come rendere potenti le tue parole, come dare loro potere empatico, e, soprattutto come riconoscere nel linguaggio non verbale dei tuoi interlocutori qual è il loro feedback, per godere in pieno del potere che può darvi la comunicazione.

La comunicazione emotiva non verbale è basata sulla decodifica automatica di atti comunicativi non verbali privi di significato razionale —il segno, il gesto ed altri— ma carichi di significati analogici, cioè emotivi; questi atti vengono recepiti unicamente per processi di tipo associativo non razionale, stimolando i dinamismi psichici dell’inconscio. Attraverso la coscienza dei linguaggi emotivi l’operatore crea un contatto diretto con l’emotività del soggetto, instaurando con lui un rapporto che gli permette di superare le barriere logiche, di leggerne le istanze irrazionali
Se esiste una pietra filosofale della comunicazione, è
rappresentata proprio dalla conoscenza della gestualità.
Per quanto entusiasmante, l’attività di individuazione e, soprattutto, di interpretazione dei segnali non verbali è tutt’altro che semplice.

Come mai si è sviluppato un simile interesse per la comunicazione non verbale, giacché siamo in grado di comunicare molto meglio
degli animali su un gran numero di argomenti, per mezzo del linguaggio? Perché non utilizziamo la parola per tutti gli scopi
della comunicazione? Le risposte a questo interrogativo sono molteplici.
Eminenti studiosi ritengono che, ad esempio, la gestualità ha dovuto supplire, nel corso dei secoli, alla mancanza di un numero adeguato di parole per descrivere le forme.
Un altro aspetto significativo è costituito dal fatto che i segnali non verbali relativi agli atteggiamenti interpersonali sono molto più potenti di quelli verbali.
I segnali verbali possono provocare delle azioni immediate, come quando si impartiscono dei comandi a uomini ben addestrati, ma di solito l’impatto delle parole è più debole e meno diretto dei segnali non verbali.
Si ritiene che la comunicazione non verbale sia meno facilmente controllabile e, di conseguenza, più sincera.
Assolve svariate funzioni: esprime le emozioni e l’atteggiamento nei confronti degli  altri, manda informazioni su di sé e integra il discorso.
Il processo di codificazione è, in ogni caso, complicato dalle regole dell’ostentazione e dalla combinazione di messaggi spontanei e intenzionali.
La decodificazione, invece, implica l’integrazione di diversi indizi verbali e non, e la valutazione della situazione in senso complessivo.
Il maestro della comunicazione non verbale è in grado di trasformare il dialogo in una danza, paragonabile ad un walzer di Strauss.
Quando la comunicazione non verbale dell’altra persona diventa congruente alla nostra, si realizza la magia dell’intesa perfetta.
Percepiamo, istintivamente, come gradevoli le persone che duplicano delicatamente la nostra gestualità, perché è come se ci comunicassero una piena sintonia con il nostro modo di pensare e di vedere.
Cos’è il corteggiamento se non una danza rituale di gesti, di posture, di segnali, di ammiccamenti? La comunicazione non verbale riempie di contenuti emotivi la nostra vita rendendola
più ricca di significati e, quindi, più piacevole.



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