venerdì 11 gennaio 2013

Chi siamo veramente?



Chi siamo veramente?
Saperlo è molto importante.
In realtà non siamo nulla di oggettivo, Siamo ciò che crediamo di essere.
E come facciamo a sapere chi crediamo di essere?
Il primo passo è quindi quello di sapere con certezza che cosa crediamo veramente tenendo presente che quello che pensiamo di credere non è sempre quello che il nostro subconscio crede. Come possiamo allora individuare le nostre convinzioni limitanti?
Il metodo più semplice e diretto è osservare la qualità della nostra vita nelle diverse aree (amore, famiglia, amici, lavoro, divertimento, condizione economica, ecc.). Se non siamo soddisfatti di qualcosa significa che in quell’area abbiamo sicuramente una o più convinzioni depotenzianti che stanno influenzando la nostra esperienza.
Per cambiare questi aspetti di noi stessi o della nostra vita, come prima cosa dobbiamo andare a cercare la radice del problema che, invariabilmente, si manifesta anche sotto forma di una o più credenze limitanti. Il nostro compito allora è quello di individuare quale sia o quali siano queste credenze per poi trasformarle. Le tendenze inconsce distruttive possono essere superate solo quando vengono riconosciute.
Cercare le convinzioni limitanti ci dà la possibilità di capire che cosa nel profondo di noi stessi ostacoli la nostra realizzazione ed è uno strumento di grande efficacia per liberare in noi nuove risorse e cambiare la qualità delle nostre esperienze.

“Viviamo rinchiusi nel recinto limitato delle nostre convinzioni personali e rassomigliamo alla piccola rana che viveva in un pozzo; un giorno una rana che veniva da un grande lago cadde nel pozzo e le parlò della sua immensa dimora, ma la piccola rana non le credette e si limitò a ridere: non aveva mai visto nulla oltre i confini del pozzo ed era convinta che il suo fosse il più grande specchio d'acqua esistente. Questo è il modo di vedere ristretto delle nazioni e degli individui. Ciascuna nazione ritiene che i propri punti di vista siano i migliori”.
P. Yogananda


Purtroppo non è possibile percepire visivamente i pensieri che emettiamo ed è per questo che spesso sottovalutiamo la loro potenza. Le convinzioni non sono altro che pensieri cristallizzati che formano la struttura portante dei successivi pensieri.
Le convinzioni, potenzianti o depotenzianti che siano, sono magneti potentissimi che si vanno a depositare nella profondità del nostro essere e di lì, indisturbate, cominciano ad agire, attirando ai noi esperienze (sotto forma di persone, eventi o situazioni) in grado di materializzare i contenuti di cui sono portatrici: ogni convinzione di natura positiva attrae esperienze positive mentre ogni convinzione di natura negativa attrae esperienze negative.
Se in un dato campo della mia vita sto vivendo esperienze negative è bene che mi chieda che tipo di pensieri sto formulando a proposito di quel campo specifico e che tipo di magnete sono. Posso modificare le esperienze sgradevoli modificando il mio ‘campo magnetico’, lavorando cioè sulle mie credenze profonde.
Per questo motivo è opportuno ricercare i presupposti, gli assunti che ho accettato come veri, perché questi hanno formato le mie convinzioni e l’insieme delle mie convinzioni ha formato la lente attraverso cui osservo il mondo.
Ricordiamoci che ognuno di noi ha credenze su tutto: se stesso, gli altri, la vita, i soldi, il lavoro, le relazioni, gli uomini, le donne, il sesso, il matrimonio, i figli, la politica, quello che è giusto e quello che è sbagliato, ciò che è bene e ciò che è male, ecc.
Quello che crediamo è quello che attiriamo ed è quello che sperimentiamo.

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