martedì 12 febbraio 2013

Blocchi emotivi



I blocchi emotivi condizionano la vita e non ci fanno percepire i valori della vita.
In India, quando catturano elefanti ancora piccoli, per trattenerli, li legano ad un paletto sufficientemente robusto. Nonostante ci provino gli elefantini non riescono a liberarsi.
Passano gli anni, gli elefanti diventano adulti e forti, eppure rimangono attaccati allo stesso paletto. Potrebbero facilmente sradicarlo con una sola zampata, se solo ci provassero, poiché diventano enormi pachidermi con un peso medio di 4.000 kg. ma continuano a credere di non poterlo fare, continuano a credere che il paletto sia più forte di loro.

Anche gli uomini, proprio come gli elefanti, una volta adulti, rimangono legati a tutta una serie di schemi mentali ormai obsoleti che soffocano le loro potenzialità; non sanno che questi non costituiscono in alcun modo una realtà immutabile come invece loro credono.
Tutti noi impariamo a percepire il mondo sulla base delle nostre esperienze infantili, del pensiero dei nostri genitori, dei nostri insegnanti, della collettività, della classe sociale a cui apparteniamo e, il più delle volte, assorbiamo dentro di noi passivamente un’enorme quantità di idee che poi nella vita diamo per scontate, senza neppure sospettare che scontate non sono affatto.
Non siamo consapevoli che qualsiasi schema mentale rappresenti un limite per noi può essere rimesso in discussione e spazzato via con una sola ‘zampata’ perché abbiamo uno straordinario potere dentro di noi ed è appunto quello di liberarci da tutti i paletti che ci tengono incatenati a quella che crediamo essere l’unica realtà possibile.
Le realtà possibili sono infinite così come illimitato è il nostro potere di crearle. Con un po’ di umiltà ed un pizzico di apertura mentale possiamo rimettere in discussione tutti quelli che crediamo essere i nostri limiti, che consideriamo fissi, immutabili, reali, mentre non c’è nulla di più irreale di questo.

Basta un rapido sguardo intorno a noi per vedere come siano davvero poche le persone felici e realizzate, e ancor meno quelle che si sentono protagoniste della propria vita. Molti hanno difficoltà a far fronte ai problemi quotidiani, altri si sono rassegnati ad una vita mediocre, incolpando la società, la gente, le circostanze, le condizioni ambientali per i propri fallimenti e delusioni.
L’idea che persone e situazioni controllino la nostra vita è la più distruttiva che possiamo avere, eppure in molte persone è tanto radicata da non essere mai messa in discussione: ignoriamo o, comunque, non ci rendiamo conto che cambiando il nostro modo di pensare, di percepire noi stessi e il mondo, cambierebbe anche la qualità della nostra vita.
Il segreto è comprendere che non esiste una realtà oggettiva: è il nostro personale modo di percepire il mondo -di cui i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni sono un’emanazione- che crea letteralmente la nostra realtà.

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