venerdì 1 febbraio 2013

Decidere di essere felici




Per esser felici dobbiamo decidere di essere felici e superare la paura del rifiuto e dell'abbandono.

Spesso crediamo di non poter essere felici perché non abbiamo ancora ottenuto quello che desideriamo e crediamo che lo diventeremo quando avremo raggiunto i nostri obiettivi.
Siamo convinti che la nostra vita sarà migliore quando saremo sposati, quando avremo un primo figlio o un secondo. Poi ci sentiamo frustrati perché i nostri figli sono troppo piccoli e pensiamo che le cose andranno meglio quando saranno cresciuti. In seguito siamo esasperati per il loro comportamento di adolescenti. Siamo convinti che saremo più felici quando avranno superato questa età.
Pensiamo di sentirci meglio quando il nostro partner avrà risolto i suoi problemi, quando cambieremo l'auto, quando non saremo più costretti a lavorare, ecc. E continuiamo a rimandare il momento in cui potremo esser felici.
Abbiamo sempre da affrontare difficoltà di ogni genere. Tanto vale accettare questa realtà e decidere di essere felici, qualunque cosa accada, come ci consiglia A. Souza, attraverso queste sue riflessioni:
“Per tanto tempo ho avuto la sensazione che la vita sarebbe presto cominciata, la vera vita! Ma c'erano sempre ostacoli da superare strada facendo, qualcosa di irrisolto, un affare che richiedeva ancora del tempo, dei debiti che non erano stati ancora regolati. In seguito la vita sarebbe cominciata. Finalmente ho capito che questi ostacoli erano la mia vita”.
Questo modo di percepire le cose ci aiuta a capire che non c'è un mezzo per essere felici, ma che la felicità è il mezzo. Decidiamo allora che non c'è momento migliore per essere felici che il momento presente. La felicità non è una meta ma un continuo viaggio.
In altri casi incolpiamo i nostri genitori della nostra infelicità, dimenticando che anche loro hanno fatto il meglio che sapevano fare in quel contesto, che anche loro erano pieni di paure, di false credenze, di limiti auto-imposti.
Dare la colpa della nostra situazione attuale ai nostri genitori o a chiunque altro ci allontanerà dalla felicità e in più ci renderà schiavi del passato, ancorati ad esperienze negative che non ci sarebbero più se solo fossimo disposti a lasciarle andare una volta per tutte.
A volte, il nostro passato, per quanto infelice possa essere stato, ci permette di giustificare i nostri problemi attuali e per questo rimaniamo aggrappati ad esso.
La sofferenza, inoltre, ci fa sentire in qualche modo sicuri perché è qualcosa che conosciamo bene ma il prezzo da pagare è alto, è il prezzo dell’infelicità, del non vivere l’unico tempo che esiste, il presente, il qui e ora.
 Un altro errore molto comune che commettiamo è quello di credere di poter trovare la felicità al di fuori di noi ma nulla può arrivare da fuori se il nostro terreno interiore non è fertile, è quindi assai più probabile che le persone che si avvicineranno a noi o le situazioni che vivremo non faranno altro che rendere i nostri problemi ancora più acuti e dolorosi.
In quanto creatori della nostra vita, abbiamo il potere di cambiare ogni suo aspetto. Dipende solo da noi. Tutti i grandi insegnamenti sono giunti alla stessa conclusione: credere che qualcuno o qualcosa al di fuori di noi sia responsabile o possa risolvere i nostri problemi è errato.
Il nostro potere di guarigione è dentro di noi.
Salute, felicità e pace della mente sono uno stato naturale dell’essere quando rompiamo le catene del nostro pensiero negativo e delle nostre credenze limitanti.

Ogni nostro pensiero, in ogni nostro istante, crea la nostra realtà.
Ognuno di noi è responsabile delle esperienze che vive nella sua vita, siano esse negative o positive, perché sono un prodotto dei suoi pensieri e, se è vero che un singolo pensiero non fa una grande differenza, i pensieri ripetuti, come gocce d'acqua, si accumulano nel tempo e diventano veri e propri oceani interiori.
Può essere difficile accettare che la nostra realtà la abbiamo creata noi, soprattutto quando viviamo nella sofferenza. E’ certamente più facile credere che sia stato il destino, i nostri genitori, il nostro partner, il nostro datore di lavoro, Dio, ma la verità è che nessuna persona, nessuna situazione, nessuna cosa ha alcun potere su di noi, a meno che siamo noi stessi a conferirglielo.
Noi siamo la sola persona che pensa nella nostra mente.
Il successo e l'insuccesso sono la diretta conseguenza del nostro abituale modo di pensare. Chiediamoci quali di questi pensieri predomini in noi tra il successo e l'insuccesso. Se il nostro consueto atteggiamento mentale è negativo, uno sporadico pensiero positivo non sarà sufficiente ad attirare il successo, se invece è costruttivo, raggiungeremo la meta.
“L’antenato di ogni azione è il pensiero”.

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