sabato 16 febbraio 2013

Le regole del benessere



Quali sono le REGOLE DEL BENESSERE E DEL SUCCESSO?
Si chiamano “regole” quelle specifiche credenze che determinano quando proviamo piacere
e quando proviamo sofferenza e come considerare i valori della vita.
Che cosa deve succedere affinchè ci sentiamo soddisfatti?
Ci deve baciare una bella donna?
Dobbiamo fare l’amore?
Guadagnare un miliardo?
Raggiungere tutti i nostri obiettivi?
La verità è che non deve succedere nulla.
Ci si può sentire felici qui ed ora senza che sia successo nulla di particolare.
Dipende tutto dalle nostre regole.
Se la nostra regola per essere felice fosse:
“Per essere felice devo raggiungere quel particolare obiettivo”, una volta raggiunto
quell’obiettivo invierò una segnale al cervello affinchè modifichi la nostra fisiologia e ci
faccia sentire bene.
Il problema è che fintanto che strutturiamo la nostra vita in modo tale che la nostra felicità
dipenda da qualcosa che sfugge al nostro controllo saremo destinati a soffrire.
La vita è un evento variabile, quindi le nostre credenze e le nostre regole devono essere
organizzate in modo tale da consentirci di adattarci, crescere, godere.
È essenziale comprendere queste credenze inconsce che controllano il momento in cui ci
procuriamo della sofferenza e quello in cui ci procuriamo piacere.

A guidare il nostro comportamento saranno anche le nostre credenze in merito a ciò che è
bene e ciò che è male, di ciò che è giusto e ciò che è ingiusto.
Le regole sono la causa immediata di qualsiasi sensazione di sofferenza o di piacere
sentiamo nel nostro sistema nervoso.
Se ponessi ad una persona la domanda:
“Sei un grande amatore?”
e ottenessi come risposta “Si lo sono”, io potrei scoprire le regole ponendo la domanda
chiave:
“Come fai a sapere di essere un grande amatore?”
Qualcuno potrebbe rispondere:
“Perché me lo dice la mia amante”
altri: “dalle reazioni che ottengo dalla mia partner”
altri: “Lo chieda in giro”
altri: “Perché quando faccio l’amore mi sento bene”
Qualcuno potrebbe non considerarsi un grande amatore.
Ma proprio perché non lo è?
O perché ha delle regole inappropriate?
È una domanda importante. Magari la regola di qualcuno è : “mi considero un grande
amatore solo se la mia partner me lo dice esplicitamente. Può succedere che la parner sia
soddisfatta, reagisca con passione ma se non se lo sente dire esplicitamente non si ritiene un
grande amatore. Questa regola dunque è inappropriata.
Spesso siamo ancorati a regole che ci sono state utili in passato ma adesso non lo sono più,
vanno cambiate.
La maggior parte di noi si è creata molti modi per sentirsi male e solo pochi per sentirsi
bene.
Ci sono persone che hanno successo oggettivamente ma hanno tutta una serie di regole
troppo rigide che devono essere soddisfatte affinchè si sentano realizzati e pertanto non si
sentono tali.
Per altri invece può essere sufficiente alzarsi al mattino e scoprire di essere vivi che sono
felici.
Dobbiamo pertanto elaborare delle regole che ci spronino all’azione , ci facciano sentire
felici, ci inducano ad andare avanti, non regole che ci bloccano.
Una regola per avere successo è quella di indurre se stessi a sentirsi sicuri di saper fare una
determinata cosa pur senza avere indici di riferimento in merito.
Un’altra regola interessante è quella della competenza.
Per alcuni essere competenti vuol dire aver fatto una certa cosa in modo perfetto un certo
numero di volte; per altri avere la competenza vuol dire avere fatto una certa cosa in modo
perfetto una volta; per altri ancora il sentirsi competenti consiste nella regola:”se ho fatto
una cosa analoga allora posso fare anche questa e quindi sono competente.
Per essere vincenti dobbiamo organizzare il gioco in modo da vincere.
Do bbiamo avere delle regole che infondono potere ed eliminare le regole che tolgono
potere.
Una regola toglie potere se:
- È impossibile da seguire (troppo rigida e complessa)

- Non possiamo controllare direttamente (es. l’ambiente esterno deve essere in un certo
modo)
- Fornisce pochi modi per sentirsi bene e molti modi per sentirsi male
Una regola infonde potere se;
- È realizzabile facilmente
- È controllabile direttamente da noi (la nostra felicità non deve dipendere dall’approvazione
degli altri ma solo da noi stessi)
- Rende facile il sentirsi bene e difficile il sentirsi male
una volta stabiliti i nostri valori, stabiliamo una serie di regole per quelli positivi che
rendano facile il sentirsi bene ed una serie di regole per quelli negativi che rendano difficile
il sentirsi male.
Esempio
Valore positivo: amore
Regola: ogni volta che sono cordiale con amici, con la famiglia, con gli
estranei , ogni volta che aiuto gli altri, ogni volta che sono
affettuoso con me stesso.
(La dicitura “ogni volta” garantisce una grande disponibilità di
situazioni in cui provare amore.
Valore negativo: Negatività
Regola: Evito costantemente di aspettarmi la perfezione da me stesso e
dagli altri.
Come per le credenze non ci sono regole giuste o sbagliate ma solo regole che danno o
tolgono potere.
Ogni turbamento è un turbamento di regole, cioè ci sentiamo turbati quando una persona fa
o dice qualcosa che non fa parte delle nostre regole e questo può generare conflitti
relazionali.
Ad esempio se la mia regola è : “se mi rispetti allora non alzerai mai la voce con me”, allora
ogni volta che una persona con la quale interagisco alza la voce mi sentirò mancare di
rispetto.
Oppure, altra regola: “ se una persona è una amico si farà sentire almeno due volte la
settimana”, per cui se un amico non si farà sentire per un certo tempo non lo considererà più
come tale.
Qualsiasi rapporto di affari o personale può subire una trasformazione semplicemente
chiarendo le regole e agendo di conseguenza.
Dobbiamo renderci conto che le nostre regole non sono basate sulla realtà ma sono
puramente arbitrarie.
Per prendere le redini della nostra vita, per riuscire negli affari, per essere un buon
negoziatore, per avere influenza sugli altri bisogna cercare di scoprire le loro regole e
ricalcarle.
Conoscendo le regole degli altri potremo anche prevedere il loro comportamento, essere
all’altezza delle loro aspettative e quindi migliorare la qualità dei rapporti interpersonali.
Come per i valori anche le regole sono strutturate secondo una gerarchia, cioè ci sono regole

che possiamo infrangere tranquillamente, altre che non infrangeremo mai perché ci
costerebbe troppo dolore.

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