giovedì 28 febbraio 2013

Pratica della seduzione




Ricordiamo alcuni presupposti fondamentali per la pratica della seduzione:
  1. SINCRONIZZAZIONE = entrare in sintonia con il soggetto, muoversi con lui, assomigliargli.
  2. REGOLA AUREA = la persona deve andarsene sempre con qualcosa in più.
  3. COME SE = approcciarsi alla tecnica come se fosse assolutamente assodata, anche se ancora non lo è, attrarre  la persona come se fosse un gioco, portandola alla convinzione che qualcosa succederà.

BASTA VOLERLO, CHE QUALCOSA APPARE.
La persona ha delle potenzialità che si attivano con un RITUALE. E’ importante fornire dei rituali, la persona ne ha bisogno, sono i corrispondenti dei riti d’iniziazione.
Nelle metafore che si danno ci dev’essere un messaggio causale (essere rigidi come una barra d’acciaio, caldi come un ferro rovente). Diversamente la metafora non funziona. Legare nessi e costruire legami.
COMUNICAZIONE SUL PARAVERBALE = come devono essere trasmessi i messaggi, quali devono essere le parole e come dev’essere la voce (tono, timbro, ritmo, volume).
Almeno 2 VOCI devono entrare in gioco:

  1. TONO MATERNO = caldo, accompagnante.

  2. TONO PATERNO = imperativo.
 Prima di ogni aproccio seduttivo  è utile conoscere la persona. Le domande che si possono fare, devono partire dalla CURIOSITA’, intesa come interesse genuino, non usando domande da “cliché”; sono domande che partono dalla persona, dall’individuo, non tanto dalla sua professione o altro.
Occorre farsi descrivere la vita della persona come se la sua personalità fosse un quadro che sta alle spalle di chi ascolta, che non vede il quadro e che se ne fa un’idea per quello che la persona che lo descrive PROIETTA di se stessa e poi ci s’IDENTIFICA. In questo modo, chi ascolta, non vede ciò che potrebbe vedere girandosi e guardando con i propri occhi, ma ha una visione veritiera che lascia fuori ogni costruzione razionale.
E’ così facile che la persona parli di sé in maniera limpida, facendo trasparire tutto se stessa; dalle parole, dai toni che usa si può capire tutto di lei.
 Una buona indagine non deve essere troppo pesante per la persona; è bene quindi, soprattutto all’inizio, rimanere su di un linguaggio di PERSUASIONE, piuttosto che di PRECISIONE, stando in superficie.In seguito si faranno domande di APPROFONDIMENTO per saperne di più.
Ad es. si può chiedere “quando e dove ti sei comprato le scarpe che porti?” – “Come ti compri le scarpe?” se si presta attenzione alle risposte a domande apparentemente banali, queste ci possono dire molto della persona; ci sono dei meccanismi ben precisi per cui la persona, ad es. si compra le scarpe, che riflettono aspetti importanti della personalità (se la risposta, per es. è: “Mi occupo dell’abbigliamento e poi penso alle scarpe, che si abbinino al vestito, in negozi di tendenza; ne ho 60 paia”, questo vuol dire molto della sua personalità).
Bisogna strutturare le risposte, per capire la persona. Meno scarpe la persona ha, perché non le trova facilmente, rispetto ai suoi gusti, è una continuità che vuol dire “non cambio idea”. Chi le cambia spesso, cura il colore, la comodità, ne ha tante, significa che accetta più facilmente di cambiare idea, di cambiarsi e quindi è più facilmente ipnotizzabile, perché accetta più facilmente le idee di un altro e gli permette di ipnotizzarlo. Non vuol dire che sia una persona superficiale o “banderuola”, è solo un modo una caratteristica che ci aiuta a scegliere quale percorso intraprendere per ipnotizzare la persona.
Valutando le scarpe o altro si può scoprire che tipo di approccio ciascuno ha con il mondo e con le persone e, di conseguenza, con l’ipnosi.
Altro modo di valutare la persona è osservare come, e se, si cura le mani, se lo fa da sola, se va dalla manicure; questo ci dice se i suoi pensieri sono molto riservati, se si apre o no agli altri, se si lascia “mettere le mani addosso” (ciò vale anche per il parrucchiere). Se non fa tutto da sola è più facile che si lasci guidare da un altro.

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