domenica 31 marzo 2013

Comunicazione umana ed utilizzo degli emisferi cerebrali




L’emisfero sinistro è coinvolto prevalentemente nell’elaborazione del linguaggio parlato e scritto e in altre attività logico-analitiche quali il contare, il fare i calcoli e la comunicazione digitale; mentre l’emisfero destro ha un linguaggio arcaico e poco sviluppato ma permette di lavorare con le credenze inconsce.
La peculiarità che caratterizza l’emisfero destro è l’olismo, il riconoscimento di una totalità a partire da un dettaglio essenziale. Così è sopratutto grazie all’emisfero destro che siamo in grado di riconoscere una persona solo da un piccolo particolare significativo, oppure di riconoscere una sinfonia da una sola battuta o di evocare
emozioni e immagini da un canzone o da una particolare sensazione olfattiva. Si potrebbe riassumere che l’emisfero destro opera prevalentemente per metafora e metonimia.
Da quanto detto si può comprendere che non esiste un emisfero dominante in assoluto poiché è l’informazione
ricevuta che attiverà in maggiore o minore misura l’emisfero di competenza. Ciò non vuol dire che gli emisferi si escludano a vicenda poiché normalmente sono integrati grazie al corpo calloso che permette loro di inviarsi informazioni.
Se vogliamo comunicare prevalentemente all’emisfero destro occorre che parliamo la sua stessa lingua. Lo sforzo nell’apprendere la sintassi e le forme linguistiche dell’emisfero destro saranno ben ripagate perché la persuasione non è fatta solo di razionalità e sillogismi ma anche di emotività.
Tra l’altro si presume che la mappa del mondo ovvero la sintesi delle proprie esperienze e delle interpretazioni e convinzioni che ne derivano sia pertinenza dell’emisfero destro.


I comunicatori, i venditori  fanno un uso consapevole delle modalità di funzionamento del cervello per istaurare immediatamente un rapporto di fiducia ed entrare in breve tempo in sintonia con l’interlocutore. Questa
tecnica è chiamata ricalco e può realizzarsi a diversi livelli:
ricalco verbale : uso di alcune frasi che usa l’interlocutore o alcuni predicati che fanno
riferimento allo stesso sistema rappresentazionale (visivo, uditivo, cenestesico) oppure ricalco
di convinzioni, valori e credenze
ricalco paraverbale: ricalco del volume, del tono, del ritmo, della velocità, delle pause
ricalco non verbale: ricalco le posture, la gestualità, il respiro fino ai micro-comportamenti
(mimica facciale, movimenti degli occhi, tensione muscolare).
L’istaurazione di un legame empatico risiede probabilmente nella stimolazione del sistema parasimpatico a motivo di una sottile sincronizzazione che viene percepita a livello inconscio. In tal modo l’interlocutore non si
sente in pericolo e gli pare di essere veramente compreso e ascoltato.
A livello inconscio ciò che ci somiglia ci è familiare e ciò che ci è familiare ci tranquillizza, facendoci abbassare le difese.

Questo principio può essere usato negli interrogatori quando si fa il “gioco delle parti” nel quale un individuo si mostra particolarmente aggressivo mentre l’altro (che in realtà è d’accordo con il primo) appare decisamente  amichevole. È anche il caso del venditore che si mette dalla parte del cliente e fa finta di convincere il principale
a concedere una “favoloso sconto”.

sabato 30 marzo 2013

CORSO DI SEDUZIONE, BENESSERE e coinvolgimento Affettivo- TORINO, Mercoledi' 3 APRILE 2013 , ORE 21





 CORSO DI SEDUZIONE, BENESSERE e coinvolgimento Affettivo

(secondo il metodo dell'Ingegneria della Seduzione per raggiungere il successo in ambito sentimentale e lavorativo)


Conduttore ed organizzatore : 

Massimo TARAMASCO (Ingegnere Ideatore del metodo IDS -ingegneria della seduzione Autore del best seller INGEGNERIA DELLA SEDUZIONE-ed. Anteprima -Esperto di Comunicazione Emozionale Subliminale Love Coach e Formatore, Motivational Speaker, Life Coach & PNL Master)

SEDE: TORINO, VIA NIZZA 102 C/o UISP


DATA : Mercoledi' 3 APRILE 2013 , ORE 21

COSTO: 20 e 

PRENOTAZIONE VIA MAIL A 


centrostudicomunicazione@yahoo.it


PROGRAMMA

COMUNICARE EMOZIONI ATTRAVERSO LE FIGURE SIMBOLICHE 

I Guardiani di Porta e i Mastri di chiavi: 

Ogni sistema è governato dal verso e dall’inverso.
Non c’è nulla che non abbia, insiti, questi due elementi opposti. 
È come se si trattasse di una moneta: 

Testa = verso

Croce = inverso

Il nostro sistema mentale subisce la stessa dinamica. 
La sfera logica è il verso, con tutto il suo insieme di credenze, di valori, di obiettivi. 

La sfera analogica, altrimenti denominata Io bambino, è l’inverso: l’elemento di contrasto, l’irrazionalità. 
Gli elementi del verso e quelli dell’inverso sono sempre in contrapposizione. 

Comunicare attraverso le figure simboliche significa interpretare attraverso modalità operative precise
il ruolo comportamentale nei confronti quale il nostro interlocutore non saprà resistere, di fronte al quale
proverà un'attrazione ed un forte coinvolgimento emotivo

STRATEGIE COMPORTAMENTALI SEDUTTIVE

Imparare a gestire i comportamenti per acquisire ed aumentare il potenziale di seduzione per acquisire coinvolgimento

INSTANT RAPPORT

Il rapport è il processo attraverso il quale si stabilisce e si mantiene un buon rapporto interpersonale 
eludendo le difese della sfera logico razionale. 

verranno insegnate strategie comunicazionali verbali e non verbali per creare una relazione profonda acquisendo
potenziale emotivo da utilizzare nelle diverse aree della nostra vita sia sentimentali /affettive sia 
sociali /lavorative

Si imparerà a coinvolgere anche le persone "difficili" con forti difese logico-razionali e difficoltà a lasciarsi andare e ad innamorarsi

SEDUZIONE ED INNAMORAMENTO

Le fasi che costituiscono un processo di seduzione sono:

1) approccio/conoscenza

2) attrazione/coinvolgimento

3) sessualità

4) inizio/definizione della relazione

5) consolidamento del rapporto e manutenzione del rapporto

Imparare a gestire emotivamente ogni fase del processo di innamoramento Ti permetterà da un lato di raggiungere i 
tuoi obiettivi sentimentali, dall'altro di mantenere viva nel tempo la passione evitando che la relazione scada 
nella noia e nell'abitudine


Comunicazione emotiva

La  Comunicazione emotiva è comprensione e comunicazione profonda. E’ la condizione in grado di consentire all’individuo una gestione equilibrata tra pensiero razionale ed istanza emotiva, e di liberare così preziose risorse per lo sviluppo del proprio ed altrui potenziale. 


Vi verranno insegnate tecniche innovative ed estremamente efficaci che vi permetteranno di superare molte difficoltà della vita,
 come relazionarsi  con l’altro sesso,  superare un esame o riuscire brillantemente ad un colloquio di lavoro 



L'ingegneria della seduzione (IDS) è la metodologia più moderna ed efficace che studia in modo preciso ed “ingegneristico” tutte le strategie e le tecniche di seduzione formalizzandole in modo chiaro e preciso in modo da renderle fruibili da tutti insegnando in modo pragmatico ed immediatamente applicabile metodologie che ci permettereranno di vivere bene e meglio la nostra vita di “relazioni sociali”

lunedì 25 marzo 2013

Fisica quantistica e percezione della realtà



La Fisica quantistica insegna che percezione della realtà è soggettiva ed aiuta a svelare i misteri della mente.
Con la moderna tecnologia possiamo compiere opere straordinarie come utilizzare il telefonino, internet, inviare via etere messaggi, fotografie, video, inviare informazioni dovunque nel mondo.
Questa tecnologia è basata su una premessa fondamentale: che la natura essenziale del mondo materiale è non-materiale, poiché se così non fosse non avremmo questa tecnologia. Ciò che chiamiamo mondo reale è, in realtà, non materiale. Questa tecnologia è un risultato di ciò che chiamiamo la rivoluzione quantistica.
Non possiamo fare affidamento solo sull’osservazione sensoriale per conoscere la natura essenziale della realtà. Durante gli ultimi 300 anni, l’intera base della scienza ha fatto affidamento sui nostri sensi d’osservazione, ma i nostri sensi sono le prove meno affidabili di ciò che chiamiamo realtà.
I nostri sensi ci dicono che il terreno su cui sediamo è stazionario, eppure sappiamo che ruota ad una velocità vertiginosa, mentre sfreccia attraverso lo spazio a mille chilometri l’ora. I nostri sensi ci dicono che, da dove ci troviamo, la Terra è piatta anche se nessuno crede più a questo.
Persino quando guardiamo un oggetto come un fiore e percepiamo il suo colore o la sua struttura, queste non sono le sue qualità essenziali. Le celle degli occhi di un’ape non percepiscono le stesse lunghezze d’onda della luce che noi percepiamo, perciò un’ape avrà una gamma d’esperienza del fiore completamente diversa, e lo vedrà sulla lunghezza d’onda degli ultravioletti. Un pipistrello sperimenterà il fiore come un eco di ultrasuoni.
Perciò, qual è la natura essenziale di questo fiore? La risposta dipende da chi lo sta guardando. Dipende anche dagli strumenti d’osservazione.

Sempre a proposito di sistemi di osservazione, il sistema nervoso degli animali può essere più rapido o più lento del nostro. Sembra che i neuroni di una lumaca percepiscano i segnali provenienti dal mondo esterno con tanta lentezza da non consentirle di registrare gli eventi che si verificano in meno di tre secondi. Quindi se una lumaca guarda un oggetto che io tolgo con una mano, operazione che mi richiede meno di tre secondi, per lei questo oggetto sarà magicamente scomparso, non potrà cioè vedere la mia mano nel momento in cui tolgo l’oggetto.
Se dunque gli strumenti di osservazione hanno un ruolo fondamentale nell’interpretazione della realtà, come potrebbe esistere una realtà oggettiva?
Se potessimo vedere il nostro corpo come è realmente vedremmo innanzitutto che è composto di atomi, gli atomi a loro volta sono composti di particelle subatomiche e queste particelle subatomiche non sono materiali, ma fluttuazioni di energia e di informazione. Se potessimo vedere il nostro corpo come è realmente attraverso strumenti quantici ciò che vedremmo è spazio vuoto, pura informazione.
L’informazione è un mare di possibilità che aspetta che siano poste le domande. Che sia a forma di particella o d’onda dipende dalla domanda. Prima della domanda esiste potenzialmente in entrambi i modi.
Il nostro cervello è quindi uno strumento quantico che provoca il collasso delle funzioni d’onda, che esistono come possibilità prima che siano da questo trasformate in eventi spazio-temporali: il nostro cervello cioè prende le possibilità e le converte in realtà.
Fino a quando non lo osserviamo l’universo esiste solo come possibilità: in altre parole senza un cosciente essere senziente, l’universo non esiste.

sabato 23 marzo 2013

Comunicazione ipnotica subliminale




La Comunicazione ipnotica subliminale  ideata da Milton Erickson è molto utile nella persuasione e nella seduzione.
 Nel linguaggio che usiamo per capire il senso della nostra esperienza, spesso cerchiamo di 'spiegare' le connessioni tra le diverse parti del nostro modello del mondo in termini causali. Adoperiamo i termini del linguaggio naturale e presumiamo in modo caratteristico una connessione necessaria tra queste parti della nostra esperienza.
Queste spiegazioni sono in genere assurde, in quanto tentano di ridurre le complesse circostanze che concorrono in un qualche evento a una 'causa' semplice, e spesso unica. Tuttavia, nel contesto dell'ipnosi, in cui uno degli obiettivi è dapprima il ricalco e poi la guida dell'esperienza del cliente, questo processo ha un valore positivo. L'ipnotista può servirsene per aiutare il cliente a conseguire lo stato di trance desiderato. (Specificamente, l'ipnotista può stabilire nessi causali tra le parti verificabili dell'esperienza del cliente e il comportamento desiderato. La forza della connessione varia dal semplice co-avvenimento a una connessione di necessità). 
1) CONGIUNZIONI
Uso dei connettivi "e", "ma" (per esempio "e non"). Rappresentano la forma più debole di collegamento.
Es.: "Tu puoi guardarmi e sentire un crescente senso di curiosità"
"Puoi a volte sembrare confuso, ma continui a imparare inconsciamente".
2) CAUSATIVA IMPLCITA

Uso di connettivi "come", "mentre", "durante", "prima", "dopo", ecc.
Es.: "Poichè sei qui, puoi imparare in modi nuovi e diversi"
"Mentre pensi a nuove soluzioni, puoi anche entrare più profondamente in trance".
3) CAUSA-EFFETTO
Uso dei predicati che esprimono una connessione necessaria tra parti dell'esperienza di chi parla, come "fa", "causa", "obbliga", "richiede", "perchè", "se ... allora", ecc.
Es.: "L'uso di questi schemi linguistici farà di te un ipnotista migliore"
"Non avrai più lo stesso problema, perchè adesso sai cosa fare".
LETTURA DEL PENSIERO
"Si tratta di un processo di modellamento che è in stretto rapporto con il modellamento causale. Gli enunciati di lettura del pensiero sono enunciati in cui una persona asserisce di conoscere pensieri e sentimenti di un'altra persona, senza specificare attraverso quale processo sia giunta a questa informazione. Sono utili nel ricalco e nella guida del cliente" .
Es. "Ti devi star domandando cosa significa ciò"
"Presto sperimenterai un senso persino più profondo di comodità"
FENOMENI TRANSDERIVAZIONALI
"La transderivazione si riferisce al processo che l'ascoltatore ripercorre per produrre senso. Ascoltando una struttura superficiale e recuperando la sua struttura profonda associata, che ha poco o nessun rapporto di significato ovvio per l'esperienza in corso dell'ascoltatore, quest'ultimo attiva un processo di recupero del significato addizionale che sviluppa significati disponibili per la parte inconscia della mente del cliente, ma non per la parte conscia. Da questo insieme il cliente selezionerà il significato più rilevante per la sua esperienza in corso. Le forme di struttura superficiale che attivano la ricerca transderivazionale sono: 
1) INDICE REFERENZIALE GENERICO
Le frasi con nomi e quelle senza riferimento all'esperienza del cliente gli consentono un accesso completo al processo di ricerca transderivazionale.
ES.: "Certe sensazioni nelle tue mani aumenteranno"
"Le persone possono imparare a ottenere molto più divertimento dalle proprie vite".
2) VERBI NON SPECIFICATI
L'uso di verbi non specificati vi mette in grado di ricalcare il cliente, in quanto aumenta al massimo la verosimiglianza dell'enunciato che contiene l'esperienza. Nello stesso tempo richiede la sua attenzione su qualche parte dell'esperienza.
Es.: "E tu puoi chiederti cosa significa questo"
"Tu davvero saprai quando l'avrai scoperto"
3) VIOLAZIONE DELLA LIMITAZIONE SELETTIVA
Questa è la classe delle strutture superficiali dette di solito metafore. Sono violazioni del significato correttamente formato in quanto compreso dai parlanti nativi di una lingua. Quando il cliente sente una frase con tale violazione della restrizione selettiva, l'onere della costruzione del significato in questa comunicazione ricade su di lui.
Es.: "L'uomo ha bevuto il sasso"
"Il fiore era furioso".
4) CANCELLAZIONE
Quando una parte del significato di una frase (la struttura profonda) non ha una rappresentazione della struttura superficiale (la frase effettivamente detta al cliente). Ciò lascia il cliente libero di generare il significato che è più rilevante per la sua esperienza.

Es. "Sembra un compito impossibile" (Sembra impossibile per chi?)
"Tu stai facendo la stessa cosa che hai fatto quando sei venuto a scuola per la prima volta (Fatto che cosa? La stessa cosa per chi?)
5) FRAMMENTO DI FRASE
I frammenti sono parti di frase. Tali frammenti, risultato di una cancellazione non grammaticale, obbligano il cliente al massimo della partecipazione per produrre un significato completo.
Es.: "Fermati un momento ..."
" ... e continui a chiedere .. e davvero ..."
6) NOMINALIZZAZIONI
La nominalizzazione è il processo di volgere una parola, oppure un verbo che designa un processo, in un evento o una cosa. Ciò avviene quasi sempre con la totale cancellazione di qualche indice referenziale. Obbliga il cliente a recuperare le parti cancellate attivando, dal suo modello del mondo, il significato che servirà meglio i suoi propositi e i suoi bisogni.
Es.: "L'assoluta comodità della conoscenza e della chiarezza ..."
"La presenza del rilassamento e della curiosità ... "
 AMBIGUITA'
"L'ambiguità si presenta quando una struttura superficiale può avere più di un significato. Ciò obbliga il cliente a selezionare il significato più appropriato dall'insieme delle possibili strutture profonde che la singola struttura superficiale rappresenta. Ci sono quattro tipi di ambiguità:.
1) FONOLOGICA
Questo tipo di ambiguità si presenta quando il suono di una frase ha differenti significati.
Es.: "Sono solo semicerchi" (Sono solo se mi cerchi)
2) SINTATTICA
Le ambiguità sintattiche si presentano quando la funzione sintattica di una parola non può essere determinata dal contesto immediato.
Es: "La visita dei parenti" (Chi visita chi?)
"L'ipnosi di un ipnotizzatore può essere pericolosa" (Pericolosa per chi?)
3) DI PORTATA
L'ambiguità di portata si presenta quando dal contesto linguistico immediato non può essere determinato il senso applicato a quella frase da qualche altra parte di quella frase.
Es. "Parlarti come un bambino" (Chi è il bambino?)
4) DI PUNTEGGIATURA
L'ambiguità di punteggiatura si presenta quando una sequenza di parole risulta dalla sovrapposizione di due strutture superficiali ben formate che condividono una parola o frase.
Es.: "Quel tennista ha commesso un doppio fallo ancora se hai coraggio"
"Prova a rispondere a questa domanda tutti al diavolo"

Coinvolgimento sessuale per attrarre un uomo


Il coinvolgimento sessuale non significa gratificare sessualmente, o meglio non significa solo appagare sessual-mente. Gratificare ed essere eccessivamente disponibili comporta una diminuzione del desiderio. Per desiderare è necessario un vincolo o un impedimento che ostacoli, almeno
parzialmente, la possibilità di ottenimento di quanto desiderato.
In alcuni casi il vincolo non deve essere eccessivo, in
quanto comporterebbe la «fuga» della persona, in altri casi il vincolo può anche essere quantitativamente elevato. Anzi, in
certi casi è proprio la consistenza del vincolo che determina il desiderio e conseguentemente la motivazione al coinvolgimento con la persona che ci interessa. 
Le persone più timide o insicure con l’altro sesso vanno normalmente trattate ponendo
dei vincoli più elevati. Questo può essere ottenuto
rendendosi poco disponibili, concedendosi poco e comunque molto meno di quanto l’altra persona desidera. 
In sostanza, il desiderio sessuale viene amplificato molto di più dall’immaginazione e dalla fantasia che dall’espletamento. 
È evidente che l’avvenenza e la prestanza fisica possono giocare un ruolo determinante per l’attrazione sessuale; è altrettanto
chiaro che questa non è l’unica componente. L’uomo
è attratto più dalla sensualità emanata che dall’estetica
pura. La sensualità ha diverse componenti. Queste componenti
sono sensoriali: vista, udito, tatto, olfatto e gusto. La
donna dovrà quindi stimolare tutte le componenti, tenendo
presente che alcuni uomini sono maggiormente ricettivi a una di esse. In linea di principio è comunque necessario che
la donna metta in atto delle stimolazioni multisensoriali, che sono decisamente più efficaci e penetranti.
Stimolazioni visive: le stimolazioni visive possono essere messe in atto attraverso l’esibizione e la valorizzazione volontaria di alcune parti del corpo.
1. Il viso. Valorizzando labbra, occhi, denti, sorriso.
È importante riuscire a esaltare attraverso la cura e la ri-cercatezza il proprio viso. Molto importante e di forte impatto è lo sguardo, che nel caso di una donna normalmente
non deve essere molto aggressivo, almeno inizialmente. Ci sono uomini che hanno l’esigenza di essere dominati, però in principio è utile non apparire aggressive, per evitare il rischio
di generare paure e insicurezze.
2. Il sorriso. Per non inibire deve indicare complicità.
3. Il décolleté.
4. Le gambe. Sono una parte del corpo della donna essenziale per produrre attrazione in un uomo. Indipendentemente dal fatto di avere o no gambe chilometriche, tutte le donne hanno comunque la possibilità di utilizzare al meglio ciò che
hanno a disposizione. Indipendentemente da ciò che la genetica ha stabilito, le gambe possono essere migliorate attraverso un corretto programma di fitness preparato da trainer
qualificati e da trattamenti estetici e massaggi. Molto importante è anche la valorizzazione delle gambe attraverso l’abbigliamento
e gli accessori: gonne, calze autoreggenti e tacchi
a spillo sono utilissimi per sfruttare le gambe come strumento di attrazione. Se non si hanno gambe particolarmente lunghe e affusolate, è meglio preferire gonne con spacco rispetto
alle minigonne. Questo vale anche se non si è più giovani.
Inoltre gonne troppo corte renderebbero volgare l’utilizzo delle autoreggenti. L’autoreggente non deve essere scoperta
fino alla visione della pelle nuda. Meglio usare quelle
a balza larga aderente nella parte alta della coscia.
5. La schiena. È una parte che può essere eroticamente stimolante
se valorizzata, ad esempio con abiti scollati sulla
parte posteriore (se la linea lo consente).
6. Il portamento. Il modo di camminare e di muoversi è molto
importante. Per questo vengono in aiuto i tacchi che,
creando un naturale squilibrio, consentono una spontanea oscillazione delle anche che, oltre a evidenziare il cosiddetto
«lato b», danno un senso di fragilità che piace a molti uomini.
Stimolazioni uditive: le stimolazioni uditive si mettono in atto prevalentemente attraverso l’utilizzo della paralinguistica (volume e tono della voce, velocità della parlata). Anche
la voce è uno strumento di attrazione e può essere valorizzata dalla donna.
1. Tono di voce. Il tono di voce, al di là delle mille sfumature possibili, si può suddividere in due macrocategorie: toni duri e toni dolci. Alcuni uomini sono inconsapevolmente attratti
dai toni duri, altri dai toni dolci. Per capire qual è la
modalità giusta da utilizzare, è necessario, in prima istanza, allenarsi a utilizzare entrambe le modalità di vocalizzazione;
in seconda istanza, provare la modalità prestando attenzione ai segnali di rimando che si ottengono. In caso di segnali di gradimento analogico si può proseguire con la stessa modalità tonale, in caso di segnali di rifiuto occorre cambiare modalità.
2. Velocità della parlata: la velocità della parlata va adeguata alle modalità prevalenti di percezione sensoriale utilizzata dall’interlocutore. Con persone prevalentemente «visive», utilizzare una parlata veloce, con persone prevalentemente «uditive», utilizzare una velocità media, con persone prevalentemente
«cenestesiche», utilizzare una parlata lenta.
3. Volume della voce: in linea di principio volumi elevati vengono giudicati logicamente penalizzanti, volumi di voce bassi vengono giudicati logicamente gratificanti. Pertanto, il volume della voce va modulato sulla base degli effetti che si intendono perseguire. Imparando a gestire il tono di voce ci
si renderà conto che in alcune circostanze potremmo ottenere anche dei segnali di gradimento emotivo su volume della 
voce alto-penalizzante. Questo può verificarsi in quanto l’istanza emotiva, non distinguendo il piacere dalla sofferenza, ma riconoscendo e cercando soltanto la «tensione» emozionale,
non ha nessuna difficoltà ad agganciarsi in alcuni casi
a chi produce tensioni, anche, paradossalmente, a tensioni riconosciute come negative dalla sfera logico-razionale.

martedì 19 marzo 2013

I presupposti della Programmazione Neurolinguistica




I presupposti della Programmazione Neurolinguistica sono molti. Vediamone alcuni 

1- «La mappa non è il territorio» Noi viviamo e reagiamo nella nostra rappresentazione della
realtà (mappa) e non alla realtà stessa (territorio), quindi le nostre limitazioni e i nostri problemi non
esistono nella realtà (territorio), ma solo nella nostra rappresentazione della realtà (mappa).
2- «Ciascuno di noi ha una mappa differente dagli altri»
3- «Nessuna mappa è più vera delle altre»
4- «I presupposti (credenze) che scegliamo o abbiamo condizionano i risultati che
otteniamo»

5- «Ogni mappa ha delle caratteristiche che la rendono utilissima per raggiungere
determinati obiettivi» Più la nostra carta è dettagliata più avremo probabilità di trovare ciò che
cerchiamo. Se su di una mappa sono segnati anche i più piccoli sentieri avremo la
possibilità, per arrivare in un certo luogo, di trovare la strada migliore o quella più panoramica,
ecc... Una mappa mineraria sarà utilissima per la ricerca dei minerali, ma sarà totalmente inutile per
scegliere le strade più veloci per
affrontare un viaggio.
6- «Ogni mappa incomincia a formarsi dalla nascita della persona e da quel momento
si modifica continuamente sotto l’effetto delle esperienze». Si apprende sempre, o meglio,
la nostra mappa si modifica
continuamente (fino alla morte) per adattarsi alle nuove situazioni che la nostra esperienza ci
presenta; quindi è praticamente impossibile bloccare il processo d’apprendimento in quanto ciò
accadrebbe solo qualora ci trovassimo in un contesto che non presentasse mai le benché minime differenze.
7- «Ciascuno reagisce e si comporta in modo perfetto». Nessuno sbaglia o funziona male;
egli sta semplicemente applicando le proprie esperienze secondo il proprio modello del mondo. E’
questione di capire il funzionamento di un determinato modello del mondo inadeguato per poterlo eventualmente cambiare
efficacemente in qualcosa di più utile o desiderabile.
8- «Ciascuno opera sempre la migliore scelta che ha a disposizione in quel momento»
Di solito ci sono molte altre scelte migliori che non vengono prese in considerazione o perché sono
vie secondarie nella loro mappa oppure perché non ne fanno proprio parte.
9- «L’errore è una tappa sul cammino dell’apprendimento, quindi verso la riuscita»
Fare un errore equivale quindi ad avere una grossa occasione per apprendere ed avvicinarci
maggiormente al nostro obiettivo.
10- «Il significato della comunicazione è la risposta che si ottiene».
11. «Qualunque scelta è meglio che non avere nessuna alternativa».
12. «Ciascuno è in grado di fare ogni cosa». Se una persona è in grado di fare qualche cosa,
è possibile modellarne il comportamento e insegnare tale modello a chiunque altro.
13. «La gente ha già tutte le risorse di cui ha bisogno». Ciò che spesso manca è la
possibilità di accedere a queste risorse in momenti e in luoghi adeguati.

14- «Il cambiamento non è altro che lo spazio-tempo che separa lo stato presente dallo
stato desiderato» In tal caso l’accento è spostato dal problema esistente all’obiettivo futuro, in
altre parole si passa da un metaprogramma «via da» ad uno «verso».

Imparare a vivere bene con il distacco dal risultato




Imparare a vivere bene con il distacco dal risultato significa non identificarsi con una identità specifica.
Noi abbiamo tante parti, ed ognuna di esse deve avere modo di esprimersi.

L’unico modo per vivere, per trovare il proprio io, è quello di accettare il fatto di non avere un’identità, ma solo centomila frammenti, centomila elementi distinti, e quindi di non essere poi nessuno, e accettare così l’alienazione completa da se stessi. Tuttavia la società non accetta il relativismo, e chi lo fa viene dunque ritenuto pazzo.
Quando parliamo di maschera, parliamo di un’immagine ideale, piuttosto che della proiezione dei nostri più profondi desideri, ai quali non riuscendo a dar voce, a causa dei vincoli e dei blocchi che normalmente ci attanagliano, riusciamo a proiettare sul reale solo per il tramite di una maschera, ossia un vero e proprio avatar di noi stessi che cuciamo su misura, spogliandoci così di ogni vincolo.
La maschera è la rappresentazione più evidente della condanna dell'individuo a recitare sempre la stessa parte, imposta dall'esterno, sulla base di convenzioni che reggono l'esistenza della massa.
Quando il personaggio scopre di essere calato in una forma determinata da un atto accaduto una sola volta e di essere riconosciuto attraverso quell' atto e identificato in esso cade in una condizione angosciosa senza fine, perché si rende conto che:
· la realtà di un momento è destinata a cambiare nel momento successivo
· la realtà è un'illusione perché non si identifica in nessuna delle forme             che gli altri gli hanno dato.
È nella maschera che ritroviamo un contrasto più profondo fra illusione e realtà, fra l'illusione che la propria realtà sia uguale per tutti e la realtà che si vive in una forma, dalla quale il personaggio non potrà mai salvarsi.


Voler indossare la maschera dell’uno o dell’altro significa quindi fare propri esattamente i connotati utili a rendere sugli altri la percezione appena esposta.
Ciascuno vede la realtà secondo le proprie idee e i propri sentimenti, in un modo diverso da quello degli altri: a fronte della realtà esterna che si presenta una e immutabile, abbiamo le centomila realtà interne di ciascun personaggio, per cui la vera realtà è nessuna. Tra realtà e non-realtà ci sono due distinte dimensioni:
la dimensione della realtà oggettuale, che è esterna agli individui e che apparentemente è uguale e valida per tutti, perché presenta per ognuno le stesse caratteristiche fisiche.
Della realtà oggettuale esterna noi non cogliamo che quegli aspetti che sono maggiormente confacenti al particolare momento che stiamo vivendo, in base al quale riceviamo dalla realtà certe impressioni, certe sensazioni che sono assolutamente individuali e non possono essere provate da tutti gli altri individui;

La possibilità di indossare i panni di un’altra persona, consente infatti all’individuo di superare quei blocchi e quei difetti che gli impediscono oggi di raggiungere i propri traguardi. Si pensi all’individuo schiavo della propria timidezza ma al contempo desideroso di una vita sociale che gli consenta l’incontro e l’aggregazione con un gran numero di persone, tra le quali magari scegliere anche un’ipotetica compagna di vita. Si pensi alla frustrazione da lui avvertita a causa della sua mancanza di audacia. Tuttavia la timidezza che lo intrappola è più forte della volontà di agire nella direzione dei suoi obiettivi, divenendo vero e proprio ostacolo al suo benessere emotivo. Ma cosa accadrebbe invece se indossasse la maschera dell’”animale sociale”, di colui sempre circondato da un gran numero di persone che lo ammirano per le sue doti di intraprendenza e vigore? Sicuramente vivrebbe in maniera migliore. Otterrebbe senza troppo dispendio di energie il consenso tanto desiderato da tutti coloro che lo circondano e raggiungerebbe senz’altro il suo obiettivo di riuscire a sedurre e conquistare una donna che, affascinata e catturata , diverrebbe in poco tempo la sua compagna.
Quest’ultimo esempio è esplicativo non solo di cosa significa indossare i panni della maschera, ma anche di quanto facciano presa su di noi le convenzioni sociali e l’immagine che il mondo circostante si crea di noi. Non dimentichiamoci di un fattore importante: tutti noi aspiriamo alla maschera poiché è l’unico strumento a nostra disposizione per convivere serenamente con il desiderio di successo e di consenso non sempre esaudibile, con lo spettro della paura della non accettazione da parte dell’ambiente circostante insito in ciascuno di noi. 
Dopo aver acquisito consapevolezza del suo essere forma, l’uomo ha tre possibilità: o accetta passivamente la maschera che lui stesso ha indossato oppure con cui gli altri tendono a identificarlo, perché incapace di ribellarsi, o accetta il suo ruolo con atteggiamento ironico-umoristico, pur non rassegnandosi, o reagisce con disperazione. In ogni caso, non riuscendo a strapparsi completamente di dosso la maschera che gli è stata imposta, egli giunge a conseguenze drammatiche


Per poter riuscire a raggiungere l’obiettivo dell’accettazione e della stima, già inconsciamente indossiamo delle maschere. Sono le esperienze di vita e i segni che ci lasciano a condurci in questa direzione. Pensate a tutte le maschere emotive che indossiamo, quasi come fossero corazze di protezione, per difenderci dal rivivere la medesima sofferenza patita in occasione di relazioni sentimentali o amicizie finite male, piuttosto che di delusioni legate alla sfera dell’autorealizzazione.
Arriviamo quindi a celare la parte più intima di noi per poter eludere chi ci circonda e talvolta anche illudere noi stessi, quasi a volerci convincere che la forza e l’audacia che la maschera che stiamo indossando in realtà rappresenta noi stessi. Ambiamo ad una fusione tra la maschera che indossiamo e la nostra reale natura senza nemmeno rendercene conto, in maniera cioè del tutto inconscia.
Tuttavia le famose reazioni emotive che adottiamo di fronte alle difficoltà, non ci permettono una gestione strategica di tutti gli effetti benefici che possono derivare dall’utilizzo di maschere nella vita di tutti i giorni, o semplicemente di fronte alle diverse situazioni che ci troviamo a dover affrontare.
Tutto può cominciare in un momento di silenzio interiore, nel quale un'epifania angosciante di pensieri e dubbi sovrasta la sua coscienza, e lascia spazio all'insoddisfazione ed al suo sentimento di oppressione nei confronti della sua quotidianità. Nel momento in cui l'uomo s'affaccia alla sua condizione, staccandosi dalla forma, ha la limpida percezione di aver vissuto una non vita. Di aver filtrato i suoi desideri e persino le sue illusioni tramite schemi precisi e assunti a seconda delle situazioni. La maschera che teneva unita la sua sicurezza, le sue certezze, si frantuma in mille pezzi e in mille speculazioni che lo portano a conoscersi, a morire.
Ciò che è bene tenere sempre a mente è che la maschera non va vissuto come un nostro avatar negativo, una persona da noi distaccata e che non ci rappresenta se non per una piccola percentuale. È piuttosto la proiezione dei nostri desideri, della nostra immagine ideale, di come vorremmo che il mondo ci percepisse, e attraverso questa raggiungere i nostri obiettivi.
Inoltre il motore trainante dell’intero processo deve essere solo ed esclusivamente la propria volontà. È infatti importante che la maschera sia frutto di una propria scelta poiché espressione delle proprie esigenze e non di quelle di altri. Se si optasse infatti per una maschera scelta dagli altri in virtù di come gli altri desidererebbero vederci, la maschera medesima diverrebbe per noi nociva, talvolta addirittura mortale, poiché prodotto artificiale di noi stessi. Individuata la maschera da indossare, prende vita un percorso atto ad alimentare l’immagine di noi stessi che intendiamo trasmettere attraverso la maschera. Bisognerà quindi compiere dei veri e propri atti cerimoniali in suo favore affinchè questa possa nutrirsi e crescere nella giusta misura, sino a consentirci di agire per conquistare i nostri obiettivi.
 A chi si chiede se giungere all’impersonificazione di una maschera possa essere pericoloso, rispondiamo che nulla è pericoloso se espressione della propria volontà. Tutti indossiamo ogni giorno delle maschere per apparire adeguati ad ogni circostanza. È un meccanismo che già inconsciamente è insito in noi. La differenza consiste semplicemente nel poterlo finalmente fare in maniera consapevole e, di conseguenza, in maniera strategica. Quando indossiamo delle maschere in maniera inconscia, altro non facciamo che cadere nuovamente schiavi della nostra emotività e adottare di conseguenza reazioni emotive anziché strategiche di fronte alle difficoltà.
Quindi: perché essere schiavi di maschere emotive anziché indossare maschere strategiche e realizzare finalmente i nostri sogni?

lunedì 18 marzo 2013

Distonie e strutture di personalità



Conoscere e riconoscere Distonie e strutture di personalità è molto utile nella seduzione.

Il Distonico AVERE che ha il genitore conflittuale AVERE poiché più debole (è bimbo) tende a
porsi in posizione complementare, quindi muta in Distonico ESSERE.
Il Distonico ESSERE che ha genitore conflittuale ESSERE tende a diventare AVERE
STRUTTURA BASE: Il Distonico ESSERE/AVERE che rimane tale
STRUTTURA ALTERATA: Il Distonico ESSERE/AVERE che muta in AVERE/ESSERE
STRUTTURA BASE:
Percepiscono il mondo attraverso il PATHOS;
Sono Tristi o Contenti
Si pongono in modo complementare all’interlocutore
Sono IperEmotivi
STRUTTURA ALTERATA
Percepiscono il mondo attraverso Rancore e Senso di Colpa
Sono IperLogici (motivazioni e contromotivazioni; analizzano)
Tendono sempre a contestare quello che dice/fa l’interlocutore
Vogliono Battibecco; prima risposta istintiva è “NO, perché …”
Anche in posizione Down: “passi pure” – “NO, passi prima Lei”

DISTONIA: differenza tra ciò che vorremmo essere/avere e ciò che siamo/abbiamo.
Emotività compressa e non espressaCOINVOLGIMENTO
ESSERE BASE
Devi fuggire e dare la possibilità di inseguire.
Att alle convenzioni sociali: è comunque un uomo che deve chiamare la donna ESSERE, ma NON
la deve invitare
Devi farla/o aspettare, dando, poi, motivazione logica al ritardo
Devi far attendere il Capo/Cliente fornendo scusa logica e consegnarli la relazione solo all’ultimo
quando ti dirà “… non importa va bene così”
AVERE BASE
Devi inseguire e dare la possibilità di fuggire.
Att alle convenzioni sociali: comunque la donna dovrà attendere la chiamata dell’uomo AVERE,
ma non deve farsi pregare ed accettare subito la proposta
Non devi farla/o aspettare.
NON devi far attendere il Capo/Cliente e consegnarli la relazione solo all’ultimo quando solo
quando te la chiede NON prima
ESSERE ALTERATO
Impostare battibecco sino a che non cede Lei/lui:
es: contesta maglietta sinché non torna a casa a cambiarla
è un ex AVERE: quindi prima insegui poi fatti inseguire (periodicamente ripetere)
. es: corteggi tempestando, quando ottieni la prima gratificazione, scappa
Imposta ricatto Analogico, ma si coinvolge sul ricatto Logico
Si aggancia sul senso di colpa
AVERE ALTERATO
Impostare battibecco, ma poi sottomettersi/cedere/dare ragione
È un ex ESSERE: quindi prima fatti inseguire poi insegui (periodicamente ripetere)
Imposta ricatto Logico, ma si coinvolge con ricatto Analogico

domenica 17 marzo 2013

CORSO DI SEDUZIONE, Benessere e Comunicazione Emotiva - Torino Mercoledì 27 Marzo






CORSO DI SEDUZIONE, Innamoramento e  e coinvolgimento Affettivo



(secondo il metodo dell'Ingegneria della Seduzione per raggiungere il successo in ambito sentimentale e lavorativo)



Organizzatore e Conduttore: 

Massimo TARAMASCO (Ingegnere Ideatore del metodo IDS -ingegneria della seduzione Autore del best seller INGEGNERIA DELLA SEDUZIONE-ed. Anteprima -Esperto di Comunicazione Emozionale Subliminale Love Coach e Formatore, Motivational Speaker, Life Coach & PNL Master)

SEDE: TORINO, VIA NIZZA 102 presso  UISP

DATA : Mercoledi' 27 Marzo 2013 ore 21

COSTO: 20 e 




PRENOTAZIONE VIA MAIL A 



centrostudicomunicazione@yahoo.it


INFORMAZIONI:
DOTT. MASSIMO TARAMASCO
TEL.:             333 1511703          
MAIL: centrostudicomunicazione@yahoo.it
SITO: http://www.seduzioneblog.net
POSSIBILITA' ANCHE DI CONSULTI TELEFONICI E TRAMITE E MAIL CON INVIO DI file ed MP3

PROGRAMMA del modulo : 


 LA COMUNICAZIONE ICONICO - SIMBOLICA e SEDUZIONE Analogica Subliminale

Segnali iconici:

Cogliere da microsegnali SIMBOLICI le esigenze emotive dell'interlocutore ed utlizzarli comunicando direttamente su un piano non verbale

  • I Punti Distonici: operare per distonia, contrapposizione e antitesi
  • La natura di relazione:simmetrica o complementare
  • Le fasi della relazione: empatia,simpatia,affinità elettive,simbiosi
  • Le fasi interattive nella relazione intesa, servizio,negoziazione,verifica
· Atti comunicativi coinvolgenti 
utilizzo consapevole della prossemica, cinesica, paralinguistica, digitale per creare empatia,
abbattere le distanze ed entrare in intimità.

  • La Comunicazione non verbale a lettura analogica
  • I quattro canali della comunicazione non verbale, prossemica, cinesica, paralinguistica, digitale
  • Gratificazioni e Penalizzazioni: chi penalizza sarà gratificato chi gratifica sarà penalizzato
  • Laboratorio esperienziale

Dinamiche subliminali SIMBOLICHE che governano seduzione ed innamoramento.

  • La Comunicazione simbolica 
  • Come ottenere assenso , consenso e aumentare il proprio carisma
  • I Dinamismi relazionali nelle tappe evolutive analogiche

SEDUZIONE Analogica Subliminale


 Gestire le varie fasi della RELAZIONE e della in modo da innescare dinamiche sociali che porteranno all'innamoramento o al ri-innamoramento del nostro interlocutore.






  • il Sistema Energetico: il potere del gesto nell aseduzione
  • il Sistema Simbolico: il potere del segno nellaseduzione
  • il Sistema Analogico: il potere del comportamento nella seduzione

  • Questo Modulo ti permetterà di :


    • Acquisire l'abilità di entrare in profondo contatto empatico con qualunque interlocutore, in qualunque contesto (famiglia di origine, famiglia acquisita, rapporti sentimentali, lavoro, relazioni sociali) e far si che le TUE esigenze diventino le SUE.
    • Coinvolgere la donna o l'uomo dei tuoi sogni


    • Affrontare gli altri, rompere il ghiaccio, abbattere le difese


    • Diventare un riferimento positivo


    • Acquisire valore sociale


    Vi verranno insegnate tecniche innovative ed estremamente efficaci che vi permetteranno di superare molte difficoltà della vita, come relazionarsi in modo coinvolgente con l’altro sesso, coinvolgere emotivamente il potenziale partner o il partner attuale, relazionarsi efficacemente con superiori, collaboratori e colleghi, superare un esame o riuscire brillantemente ad un colloquio di lavoro


    Il seminario la possibilità di capire gli intimi meccanismi della mente umana trovando le corrette chiavi di accesso per favorire gli approcci e la comunicazione interattiva.

    La Seduzione EMOZIONALE SIMBOLICA fornisce gli strumenti cognitivi e pragmatici per poter ottenere miglioramenti considerevoli nella comunicazione con l'oggetto del nostro desiderio, tramite la comprensione delle sue esigenze emotive.




    L'ingegneria della seduzione (IDS) è la metodologia più moderna ed efficace che studia in modo preciso ed “ingegneristico” tutte le strategie e le tecniche di seduzione formalizzandole in modo chiaro e preciso in modo da renderle fruibili da tutti insegnando in modo pragmatico ed immediatamente applicabile metodologie che ci permettereranno di vivere bene e meglio la nostra vita di “relazioni sociali”.