sabato 23 marzo 2013

Coinvolgimento sessuale per attrarre un uomo


Il coinvolgimento sessuale non significa gratificare sessualmente, o meglio non significa solo appagare sessual-mente. Gratificare ed essere eccessivamente disponibili comporta una diminuzione del desiderio. Per desiderare è necessario un vincolo o un impedimento che ostacoli, almeno
parzialmente, la possibilità di ottenimento di quanto desiderato.
In alcuni casi il vincolo non deve essere eccessivo, in
quanto comporterebbe la «fuga» della persona, in altri casi il vincolo può anche essere quantitativamente elevato. Anzi, in
certi casi è proprio la consistenza del vincolo che determina il desiderio e conseguentemente la motivazione al coinvolgimento con la persona che ci interessa. 
Le persone più timide o insicure con l’altro sesso vanno normalmente trattate ponendo
dei vincoli più elevati. Questo può essere ottenuto
rendendosi poco disponibili, concedendosi poco e comunque molto meno di quanto l’altra persona desidera. 
In sostanza, il desiderio sessuale viene amplificato molto di più dall’immaginazione e dalla fantasia che dall’espletamento. 
È evidente che l’avvenenza e la prestanza fisica possono giocare un ruolo determinante per l’attrazione sessuale; è altrettanto
chiaro che questa non è l’unica componente. L’uomo
è attratto più dalla sensualità emanata che dall’estetica
pura. La sensualità ha diverse componenti. Queste componenti
sono sensoriali: vista, udito, tatto, olfatto e gusto. La
donna dovrà quindi stimolare tutte le componenti, tenendo
presente che alcuni uomini sono maggiormente ricettivi a una di esse. In linea di principio è comunque necessario che
la donna metta in atto delle stimolazioni multisensoriali, che sono decisamente più efficaci e penetranti.
Stimolazioni visive: le stimolazioni visive possono essere messe in atto attraverso l’esibizione e la valorizzazione volontaria di alcune parti del corpo.
1. Il viso. Valorizzando labbra, occhi, denti, sorriso.
È importante riuscire a esaltare attraverso la cura e la ri-cercatezza il proprio viso. Molto importante e di forte impatto è lo sguardo, che nel caso di una donna normalmente
non deve essere molto aggressivo, almeno inizialmente. Ci sono uomini che hanno l’esigenza di essere dominati, però in principio è utile non apparire aggressive, per evitare il rischio
di generare paure e insicurezze.
2. Il sorriso. Per non inibire deve indicare complicità.
3. Il décolleté.
4. Le gambe. Sono una parte del corpo della donna essenziale per produrre attrazione in un uomo. Indipendentemente dal fatto di avere o no gambe chilometriche, tutte le donne hanno comunque la possibilità di utilizzare al meglio ciò che
hanno a disposizione. Indipendentemente da ciò che la genetica ha stabilito, le gambe possono essere migliorate attraverso un corretto programma di fitness preparato da trainer
qualificati e da trattamenti estetici e massaggi. Molto importante è anche la valorizzazione delle gambe attraverso l’abbigliamento
e gli accessori: gonne, calze autoreggenti e tacchi
a spillo sono utilissimi per sfruttare le gambe come strumento di attrazione. Se non si hanno gambe particolarmente lunghe e affusolate, è meglio preferire gonne con spacco rispetto
alle minigonne. Questo vale anche se non si è più giovani.
Inoltre gonne troppo corte renderebbero volgare l’utilizzo delle autoreggenti. L’autoreggente non deve essere scoperta
fino alla visione della pelle nuda. Meglio usare quelle
a balza larga aderente nella parte alta della coscia.
5. La schiena. È una parte che può essere eroticamente stimolante
se valorizzata, ad esempio con abiti scollati sulla
parte posteriore (se la linea lo consente).
6. Il portamento. Il modo di camminare e di muoversi è molto
importante. Per questo vengono in aiuto i tacchi che,
creando un naturale squilibrio, consentono una spontanea oscillazione delle anche che, oltre a evidenziare il cosiddetto
«lato b», danno un senso di fragilità che piace a molti uomini.
Stimolazioni uditive: le stimolazioni uditive si mettono in atto prevalentemente attraverso l’utilizzo della paralinguistica (volume e tono della voce, velocità della parlata). Anche
la voce è uno strumento di attrazione e può essere valorizzata dalla donna.
1. Tono di voce. Il tono di voce, al di là delle mille sfumature possibili, si può suddividere in due macrocategorie: toni duri e toni dolci. Alcuni uomini sono inconsapevolmente attratti
dai toni duri, altri dai toni dolci. Per capire qual è la
modalità giusta da utilizzare, è necessario, in prima istanza, allenarsi a utilizzare entrambe le modalità di vocalizzazione;
in seconda istanza, provare la modalità prestando attenzione ai segnali di rimando che si ottengono. In caso di segnali di gradimento analogico si può proseguire con la stessa modalità tonale, in caso di segnali di rifiuto occorre cambiare modalità.
2. Velocità della parlata: la velocità della parlata va adeguata alle modalità prevalenti di percezione sensoriale utilizzata dall’interlocutore. Con persone prevalentemente «visive», utilizzare una parlata veloce, con persone prevalentemente «uditive», utilizzare una velocità media, con persone prevalentemente
«cenestesiche», utilizzare una parlata lenta.
3. Volume della voce: in linea di principio volumi elevati vengono giudicati logicamente penalizzanti, volumi di voce bassi vengono giudicati logicamente gratificanti. Pertanto, il volume della voce va modulato sulla base degli effetti che si intendono perseguire. Imparando a gestire il tono di voce ci
si renderà conto che in alcune circostanze potremmo ottenere anche dei segnali di gradimento emotivo su volume della 
voce alto-penalizzante. Questo può verificarsi in quanto l’istanza emotiva, non distinguendo il piacere dalla sofferenza, ma riconoscendo e cercando soltanto la «tensione» emozionale,
non ha nessuna difficoltà ad agganciarsi in alcuni casi
a chi produce tensioni, anche, paradossalmente, a tensioni riconosciute come negative dalla sfera logico-razionale.

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