giovedì 7 marzo 2013

Come gestire le emozioni per il raggiungimento degli obiettivi



Gestione delle emozioni e raggiungimento degli obiettivi sono strettamente connessi.
Non è possibile pensare di poter raggiungere un obiettivo senza ottenere il consenso della sfera emozionale.
La nostra sfera emotiva è quella parte che governa i nostri comportamenti.
Quando non riusciamo a raggiungere un obiettivo oppure una nostra aspettativa viene frustrata, si genera un conflitto.
e quando si genera un conflitto, un colpevole va trovato.
Può succedere che si dia la colpa del fallimento del raggiungimento dell'oggetto del desiderio agli altri, ad esempio proprio all'oggetto di desiderio, oppure ad antagonisti che mettono i bastoni tra le ruote.
E' anche possibile che il soggetto attribuisca  a se stesso la causa del mancato raggiungimento degli obiettivi.
La scelta tra le due opzioni dipende dal fatto se la persona attraverso una analisi riflessiva giustifica o non giustifica il comportamento, o l'atteggiamento, o la situazione che gli impedito il raggiungimento del suo obiettivo.
Se la giustifica è piu' facile che attribuisca a se stesso la causa del mancato raggiungimento dell'obiettivo, se invece non la giustifica è più probabile che l'attribuisca agli altri.
Nel primo caso la sera emotiva viene messa sul banco degli imputati dalla sfera logica, nel secondo caso accade il contrario, è la sfera logica che viene accusata dalla parte emotiva di non essere in grado di gestire i suoi desideri.

E' quindi evidente che in queste guerre intestine si dissipano delle risorse e delle energie che fanno si che ci si presenta al cospetto della prestazione in condizioni non ottimali.

Le difficoltà nel conflitto tra parte logica e parte emotiva si manifesta quindi in modalità diverse:
1) incapacità di conquista dell'oggetto di desiderio
2) incapacità di superamento degli ostacoli che si frappongono al raggiungimento dell'oggetto di desiderio
3) Conflitto all'interno dell'istanza logica su cosa fare. In questo caso da un lato si vorrebbe agire in un certo modo ma dall'altro si sente una vocina dentro (una sorta di grillo parlante) che mette in dubbio il da farsi.
Il dubbio su come agire di fatto inibisce l'azione stessa.

Da quanto esposto risulta chiaro che si deve imparare una corretta gestione dei comportamenti ed una corretta gestione delle relazioni esterne ed interiori.

Il primo passo da fare per imparare a gestire le emozioni è entrare in contatto con la sfera emotiva che deve essere sensibilizzata.
Si può usare il metodo simbolico dei simbolismi base ASTA, TRIANGOLO, CERCHIO oppure metodi che utilizzano i canali di comunicazione non verbale per comunicare con se stessi.


Il passo successivo è quello di  sviluppare l’intelligenza emotiva, che è quella che ci fa capire ciò di cui abbiamo veramente bisogno.
L'intelligenza emotiva è la modalità comunicativa con cui si esprime l'intelligenza emotiva stessa.
parte dell'intelligenza emotiva è collegabile ai riflessi condizionati.

 Bisogna poi imparare a  Impara a riconoscere le emozioni. Quali sono le emozioni che provi? solitudine, noia, gioia, amore, rabbia e tristezza sono stati d’animo che possiamo provare ogni giorno. Arrivare a riconoscerle è già un buon passo per tutelare l’equilibrio emozionale alla base della salute di ogni persona.

Riconosce le emozioni e la loro origine andando con la mente indietro nel tempo ci permette di sboccare e sciogliere alcune emozioni compresse e non espresse che ancora costituiscono un blocco ed un impedimento all'azione.

Cerca di capire che se lo vuoi veramente puoi superare le difficoltà. Non devi soffocare le emozioni tuffandoti in una razionalità forzata. Spesso, quest’atteggiamento, non fa altro che creare degli schemi rigidi che rendono vano ogni pensiero positivo. la gestione delle emozioni richiede quindi fantasia e flessibilità.
Le qualità piu' importanti che vanno sviluppate sono:

Motivazione e volontà.
Motivazione e volontà sono i muscoli della mente, che se sviluppati ci permettono di centrare anche obiettivi difficili.


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