martedì 5 marzo 2013

Comunicazione persuasiva e seduzione



Possiamo vincere nella comunicazione persuasiva e nella seduzione se siamo in grado di instillare negli altri, soprattutto in coloro che ci interessano, il desiderio della nostra persona o delle nostre abilità professionali,e di mantenerlo nel tempo.
Dobbiamo diventare dei simboli.
Definiamo simbolo ogni cosa, persona, idea che genera in noi
un desiderio non totalmente, o per nulla, appagato.
Il concetto di desiderio quindi, è sotteso a quello di bisogno, che è sempre un punto distonico, una carenza, una mancanza.
Se l’operatore analogico riesce a capire qual è l’urgenza emotiva della persona, ne possederà la chiave per il consenso.

Sino a quando l’altro si dimostra complementare alle nostre
richieste, non abbiamo bisogno di attuare impianti strategico
relazionali per convincerlo a fare/non fare qualcosa.
Diversamente, ove l’altra persona sia di particolare interesse
in quanto - come già visto - di difficile coinvolgimento, come
possiamo sperare di attuare una qualsiasi strategia persuasiva
se non abbiamo alcuna informazione?
Nel celebre lungometraggio “Tutti pazzi per Mary”, uno dei
protagonisti, nel ruolo di detective, tentava di avere la meglio
sugli altri aspiranti al suo amato bene, Mary, cercando di
conoscere il maggior numero di situazioni riservate che la
riguardano.
Si appostava sotto casa sua con telecamere, microspie ed altro per carpirne gli oggetti di conversazione telefonica e i particolari di vita privata.
Per ragioni di copione, non risultò vincitore nella gara
amorosa.
Nella vita reale, non in un film, avrebbe avuto la meglio.
Per quale motivo è così importante conoscere i punti distonici?
Perché sono quegli elementi che ci permettono di entrare in
rapporto con le emozioni dell’interlocutore.
A scanso di equivoci, è lui che decide se la persona dovrà entrare in un rapporto coinvolgente, simbiotico con noi, non certo la mente logica.
Per ragioni culturali, siamo portati a cercare di creare interesse attraverso una comunicazione di tipo informativo.
Offriamo elementi di valutazione non richiesti



Nei singles, ad esempio la sfera affettivo sessuale può essere una distonia.

Splendide donne ultratrentenni, sposate e non, lo vivono come
prevalente.
Allo stesso modo, numerosi baldi giovani sono motivati a
consumare il maggior numero possibile di rapporti sessuali
promiscui.
Il sesso è una forte leva pubblicitaria.
La bella automobile viene venduta attraverso il miraggio che
apporterà eccitanti conoscenze.
Allo stesso modo profumi, abiti, cellulari, sono pubblicizzati
da modelle splendide con fare ammiccante.
Viviamo in una società che cerca l’appagamento del piacere
fisico a tutti i costi.
Le persone in età fertile sono portate a cambiare numerosi
partners prima di convogliare a nozze e attorno alla promiscuità sessuale si muove una fiorente industria.
D’altro canto, molte persone cercano l’affermazione professionale solo per far colpo sul sesso opposto, dal quale desiderano stima,considerazione e affidabilità.
Se non si raggiunge il successo nelle sfere di interesse, infatti,
nella nostra società materialista si vivranno gravi problematiche anche per quanto riguarda la realizzazione personale, il quarto punto distonico.
Non devo essere io a sottolineare come la gente ci attribuisca
tanto maggiore venerazione quanto più siamo finanziariamente
solidi.
Lo spettro del fallimento e della miseria non è socialmente
perdonato.
Chi non riesce è soggetto allo scherno, se non al disprezzo.
Ovvio che chi è disoccupato, oppure ha perso l’impiego o svolge mansioni dequalificanti, non può essere felice.
La dignità umana si afferma soprattutto attraverso un buon
lavoro.In un certo senso, conoscere la comunicazione non verbale significa poter quasi leggere nel pensiero. Non devo soffermarmi su quanto sia opportuno poter percepire in tempo reale che siamo istintivamente graditi all’altra persona, ad esempio, perché ci permette di continuare il rapporto comunicativo da una posizione di maggior rilassamento e consapevolezza.
Per cogliere le esigenze emotive degli altri bisogna cooscere la comunicazione non verbale.
Le parole e gli atteggiamenti mentono. Il corpo mai. Molte
persone ci lusingano e ci lodano apertamente, ma dentro ci
disprezzano. Oppure il caso contrario: possiamo incontrare
individui apparentemente antipatici, ma dei quali ci possiamo
fidare ciecamente.
La conoscenza della CNV permette all’operatore di non fermarsi alle apparenze e di selezionare le persone con un ampio margine di successo.
Allo stesso modo è altrettanto importante individuare in tempo
utile che stiamo commettendo errori nella comunicazione, e
questo è semplice se siamo in grado di conoscere e valutare i
segnali non verbali di rifiuto, o quelli tensionali.
Siffatta conoscenza ci permette di ridurre le possibilità di
eventuali disastri comunicativi, perché abbiamo modo di tarare, durante la comunicazione, le nostre stimolazioni verbali e non verbali.



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