lunedì 25 marzo 2013

Fisica quantistica e percezione della realtà



La Fisica quantistica insegna che percezione della realtà è soggettiva ed aiuta a svelare i misteri della mente.
Con la moderna tecnologia possiamo compiere opere straordinarie come utilizzare il telefonino, internet, inviare via etere messaggi, fotografie, video, inviare informazioni dovunque nel mondo.
Questa tecnologia è basata su una premessa fondamentale: che la natura essenziale del mondo materiale è non-materiale, poiché se così non fosse non avremmo questa tecnologia. Ciò che chiamiamo mondo reale è, in realtà, non materiale. Questa tecnologia è un risultato di ciò che chiamiamo la rivoluzione quantistica.
Non possiamo fare affidamento solo sull’osservazione sensoriale per conoscere la natura essenziale della realtà. Durante gli ultimi 300 anni, l’intera base della scienza ha fatto affidamento sui nostri sensi d’osservazione, ma i nostri sensi sono le prove meno affidabili di ciò che chiamiamo realtà.
I nostri sensi ci dicono che il terreno su cui sediamo è stazionario, eppure sappiamo che ruota ad una velocità vertiginosa, mentre sfreccia attraverso lo spazio a mille chilometri l’ora. I nostri sensi ci dicono che, da dove ci troviamo, la Terra è piatta anche se nessuno crede più a questo.
Persino quando guardiamo un oggetto come un fiore e percepiamo il suo colore o la sua struttura, queste non sono le sue qualità essenziali. Le celle degli occhi di un’ape non percepiscono le stesse lunghezze d’onda della luce che noi percepiamo, perciò un’ape avrà una gamma d’esperienza del fiore completamente diversa, e lo vedrà sulla lunghezza d’onda degli ultravioletti. Un pipistrello sperimenterà il fiore come un eco di ultrasuoni.
Perciò, qual è la natura essenziale di questo fiore? La risposta dipende da chi lo sta guardando. Dipende anche dagli strumenti d’osservazione.

Sempre a proposito di sistemi di osservazione, il sistema nervoso degli animali può essere più rapido o più lento del nostro. Sembra che i neuroni di una lumaca percepiscano i segnali provenienti dal mondo esterno con tanta lentezza da non consentirle di registrare gli eventi che si verificano in meno di tre secondi. Quindi se una lumaca guarda un oggetto che io tolgo con una mano, operazione che mi richiede meno di tre secondi, per lei questo oggetto sarà magicamente scomparso, non potrà cioè vedere la mia mano nel momento in cui tolgo l’oggetto.
Se dunque gli strumenti di osservazione hanno un ruolo fondamentale nell’interpretazione della realtà, come potrebbe esistere una realtà oggettiva?
Se potessimo vedere il nostro corpo come è realmente vedremmo innanzitutto che è composto di atomi, gli atomi a loro volta sono composti di particelle subatomiche e queste particelle subatomiche non sono materiali, ma fluttuazioni di energia e di informazione. Se potessimo vedere il nostro corpo come è realmente attraverso strumenti quantici ciò che vedremmo è spazio vuoto, pura informazione.
L’informazione è un mare di possibilità che aspetta che siano poste le domande. Che sia a forma di particella o d’onda dipende dalla domanda. Prima della domanda esiste potenzialmente in entrambi i modi.
Il nostro cervello è quindi uno strumento quantico che provoca il collasso delle funzioni d’onda, che esistono come possibilità prima che siano da questo trasformate in eventi spazio-temporali: il nostro cervello cioè prende le possibilità e le converte in realtà.
Fino a quando non lo osserviamo l’universo esiste solo come possibilità: in altre parole senza un cosciente essere senziente, l’universo non esiste.

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