venerdì 8 marzo 2013

Motivazione e Volontà



Motivazione e volontà e forza interiore sono i muscoli della mente.
Si fortificano imparando ad allenare le emozioni.
Allenare motivazione e volontà ci permette di poter interagire efficacemente nella vita, superare gli ostacoli che possono metterci i bastoni tra le ruote nel raggiungimento degli obiettivi.

Per ottimizzare le possibilità di riuscita nei nostri intenti deve avvenire positivamente la sequenza :
PENSIERO _ DECISIONE _ AZIONE.
La fase di pensiero, deve essere seguita da un atto di volontà, che deve concretizzarsi in una decisione.
Il passo successivo e decisivo è quello dell'azione.
Se non si agisce non si riesce  a concretizzare nulla.
Se le cose accadono è solo frutto di un caso.
L'azione volontaria e deliberata richiede quindi un atto di volontà.

Il collante di questa sequenza è la MOTIVAZIONE.
Se non siamo motivati non riusciamo ne ad agire e neanche a decidere.

La demotivazione di fatto inibisce l'azione, in quanto a monte inibisce il coinvolgimento.


La prima regola fondamentale è imparare a sopravvivere in un mondo di costanti conflitti.
E' inevitabile che il conflitto si manifesti sempre costantemente.

Le nostre esigenze devono trovare il possibile appagamento.
 Se l'appagamento è alterato o per difetto o per eccesso, nasce il conflitto.
In sostanza il conflitto nasce con l'uomo , perchè l'uomo ha delle esigenze da appagare e delle aspettative da soddisfare.

L'esigenza da appagare implica che si sia identificata la fonte appagante. Se la fonte non è identificata resta una esigenza dormiente, che si attiva quando si trova un bersaglio.
Ad esempio l'esigenza di amare si percepisce nel momento in cui si ama.

Chi può appagare l'esigenza si chiama  fonte di stimolazione.

Il conflitto nasce quando la fonte di stimolazione anzichè appagare l'esigenza la rigenera.
In questo caso si riceve un torto.
Automaticamente quindi nasce un conflitto.
Il conflitto è la distonia esistente tra esigenza e possibile appagamento.
Il conflitto porta l'individuo ad avere una reazione.
Di fronte ad un conflitto la persona si trova di fronte ad uno stato di necessità.

Lo stato di necessità spinge a definire chi è responsabile della frustrazione:
è per colpa tua o per colpa degli altri?
Se definisco che è colpa mia il conflitto + interno altrimenti è esterno.
Se si giustifica la fonte di stimolazione che non ci appaga, allora non si giustifica se stessi per cui ci si sente in colpa, viceversa se non si giustifica la fonte di stimolazione.
Il conflitto da la motivazione e la volontà.

Se però il conflitto diventa troppo forte produce demotivazione ed apatia.
l'uomo ha due intelligenze:
L'intelligenza emotiva che agisce in modo istintivo od induttivo e l'intelligenza logica che agisce in modo deduttivo.
L'intelligenza emotiva agisce istintivamente.
Se un bambino ha sofferto perchè ha messo le dita sulla stufa calda, automaticamente starà lontano dalla stufa, ma se ha sofferto molto andrà in ansia ed avrà paura solo a stare nella stanza con una stufa.

Paura ed ansia sono effetti collaterali del conflitto.

Può succedere che con il tempo si perde la relazione di causa-effetto.

L'adulto può avvertire la paura ma non associarla più alle dita sulla stufa vissuta da bambino.
L'intelligenza logica in questi casi non serve a nulla.
L'intelligenza emotiva entra spesso in conflitto con l'intelligenza logica e viceversa.
La parte logica entra in conflitto con quella emotiva, quando si attribuisce a se stessi la colpa del mancato successo: la parte logica attribuisce l'insuccesso alla troppa emotività.
Quando si attribuisce la colpa agli altri allora è la parte emotiva che sanziona quella logica, colpevole di non aver saputo gestire le fonti di stimolazioni o gli ostacoli della vita.

Quando il conflitto auto attributivo aumenta, quello etero attributivo diminuisce e viceversa.
Se non si giustifica e si attribuisce la colpa agli altri tendono a manifestarsi problemi della riflessione.
Il fatto stesso di pensare e credere che un altro voglia fare del male genera rabbia e pensieri fissi di negatività.
Se invece si giustifica e si attribuisce la causa a se stessi si manifesta emotività compressa.
Raggiungere il benessere significa gestire il conflitto, qualunque esso sia in modo da tenere alta motivazione e volontà.









Nessun commento: