lunedì 29 aprile 2013

Esperienze di consapevolezza



Le Esperienze di consapevolezza richiedono nuovi programmi operativi.
Facendo un  paragone con in computer, ci portiamo nelle condizioni di poter creare in noi nuovi programmi operativi, situati nella parte inconscia, ma che operano sulla intera essenza nostra, compresa la parte cosciente, e si riflettono in ogni
aspetto della vita.
Il risultato è una nuova consapevolezza di tante cose, compreso in una certa misura la
risposta alla domanda fondamentale, che tutti noi, in modo più o meno consapevole, ci siamo posti:
“Quale sarà mai il significato di tutto questo, che nasciamo viviamo e moriamo; ha un
senso l’esistenza dell’Universo?”
Il meccanismo della nascita di nuove consapevolezze, ovvero dei nuovi programmi operativi, agisce attraverso diverse vie:
1) - Le esperienze, ovvero episodi vissuti da noi personalmente, che non possiamo
ignorare o rimuovere, e cambiano il nostro modo di pensare.
2) - La ragione, mediante informazioni certe, speculazioni logiche, razionali,
talmente indiscutibili da esserne convinti.
3) - le intuizioni, ovvero consapevolezze che nascono come prodotto esclusivo
dell’ inconscio, e che sentiamo essere vere, talvolta persino a dispetto della logica.
Punto 1 : le esperienze.
Le cose sperimentate dagli altri, non ci toccano, se non in minima misura.
Sono le esperienze vissute che possono creare nuove credenze.

Punto 2: La ragione

Coloro che si proclamano liberi pensatori, che confidano ciecamente nella razionalità
della scienza, rifiutano di credere possibile tutta la categoria di fenomeni che la scienza non è in grado di spiegare.

Esistono però persone che, mantenendo i piedi ben fermi a terra, non sono affatto
disposti a credere a tutto quello che gli si vuol far credere; tuttavia restano disponibili
a verificare, se possibile di persona, la realtà di certi fenomeni.

Il significato della vita e la sua origine non possono essere spiegati con la ragione.La visione che gli scienziati ci forniscono riguardo
l’ Universo manca ancora di qualche tassello.
Proviamo a fare una disanima critica della visione generale che ci viene fornita:

circa 14 miliardi di anni fa il nostro Universo non esisteva: poi nacque un ammasso
informe di materia, atomi costituiti da nucleo ed elettroni (faccio una enorme
semplificazione, diversamente ci perderemmo tra neutroni e protoni, particelle con spin
positivo o negativo, e un’infinità di formule matematiche).
E prima del Big Bang, mistero assoluto.
Queste particelle sono sparpagliate in uno spazio vuoto, ed in ciascun atomo continua
all’infinito il moto perpetuo degli elettroni attorno al loro nucleo.
Già questo contraddice la ferrea regola che nega il moto perpetuo: e qualche scienziato
se la cava dicendo che tra qualche miliardo di anni gli elettroni avranno esaurito la loro
carica e si fermeranno.
Proseguendo la visione generale, ci dicono che in qualche misterioso modo, a furia di
aggregarsi nei modi più disparati, si formarono atomi differenti, quelli che conosciamo
nella tavola degli elementi.
Poi i vari atomi si aggregarono in molecole, ed il punto che non sono ancora riusciti a
chiarire è come fecero a diventare materia vivente, vegetale e animale.

Punto 3: l’Intuizione
Ogni passo avanti della conoscenza è sempre preceduto da una qualche forma di
intuizione: una sensazione dapprima indistinta, che poi viene successivamente elaborata
per farla quadrare in ogni dettaglio: allora potrà diventare una formula matematica, una
legge sempre valida.
Narra la storia che un giorno il grande matematico e inventore, Archimede (287 – 212
A.C.), fosse alle terme pubbliche a godersi un bagno igienico e salutare. Mentre se ne
stava beatamente a mollo, gli balenò nella mente un’idea improvvise: una formula che
sarebbe diventata una delle leggi fondamentali dell’idraulica, il principio dei pesi specifici.
La folgorazione fu tanto improvvisa che egli ebbe il timore che, come d’incanto gli si
era presentata, altrettanto rapidamente sarebbe potuta svanire.
L’eccitazione fu tale che nella fretta di correre a casa a fissare su carta la sua intuizione,
si dimenticò persino di rivestirsi, e corse tutto nudo e grondante acqua per le vie di
Siracusa, tra i lazzi e le risate dei passanti.
Famosa è la scoperta della formula del Benzene ad opera del chimico tedesco Friedrich
Kekulé (1829 – 1896) che ebbe l’intuizione della struttura ciclica esagonale della
molecola del Benzene (che sarà capostipite della materia plastica,) quando si addormentò
davanti al caminetto e sognò che le fiamme si modellavano in un cerchio a forma
di serpente che si morde la coda. Di qui l’idea della molecola a struttura chiusa ad
anello.
Una infinità di indizi ci induce a supporre che lo spazio, che gli scienziati ritenevano
vuoto, in realtà sia quanto più pieno possiamo immaginare: e le intuizioni degli
scienziati vi stanno arrivando a poco a poco; un primo passo importante potrebbe
essere la definizione coniata di recente, dalla fisica quantistica il “vuoto quantomeccanico” ed anche l'amore quantistico.
L’energia presente in ogni punto dello spazio può manifestarsi in infiniti modi:
permeare tutta la materia e manifestarsi come forza di gravità, tenere in movimento gli
elettroni, trattenere assemblati i componenti dell’atomo (se la si libera si trasforma
nell’immenso calore della bomba atomica); se stimolata da un campo magnetico rotante
diventa elettricità; oppure è luce, calore.
Nella materia vivente, sia vegetale che animale, è l’energia che li tiene in vita:
potremmo chiamarla energia vitale.
Il passaggio che il mondo scientifico non è ancora pronto a fare è di considerare come
un’energia onnipresente, che permea tutto l’universo, e costituisce una entità unica,
anche quella che avvertiamo come sentimenti, sensazioni, armonia, , bellezza, che
vediamo esprimersi nelle infinite varietà di esseri viventi, in ogni minimo elemento della natura.
E si tratta di una unica energia che compenetra tutto l’universo senza soluzioni di continuità.



Nessun commento: