venerdì 28 giugno 2013

Emulazione del mito Genitoriale e problemi relazionali: come superarli e raggiungere il benessere


 L'Emulazione del mito Genitoriale venne  studiata inizialmente da Stefano Benemeglio che si rese conto conto che L’individuo è portato istintivamente ad aver paura che sono presenti in lui gli stessi difetti e vizi comportamentali riscontrati al genitore del medesimo sesso e al contempo ritiene che persone significative di sesso diverso possano avere gli stessi difetti o vizi comportamentali attribuiti al genitore di sesso opposto
L'infanzia è un momento di " seduzione emotiva"fondamentale per la salute fisica e mentale del futuro adulto ed è molto importante la formazione di un buon "legame di attaccamento" fra il bambino e chi si prende cura di lui. Con il procedere della costruzione del legame, il bambino s'identifica e cerca attivamente il contatto con i genitori o con chi ne fa le veci. La frantumazione o la mancata formazione del "legame di attaccamento", può produrre un bambino - ed un futuro adulto- incapace di provare empatia, .
Alla base del mancato processo di attaccamento, molte volte c'è un problema di abbandono genitoriale.
Il processo identificativo nei confronti del genitore assume così risvolti
determinanti per ciascuno di noi: rispetto a modelli comportamentali genitoriali
positivi si verifica una identificazione di tipo attrattivo che favorisce l’introiezione;
rispetto invece al genitore conflittuale, l’identificazione emulativa si presenta
prevalentemente come repulsiva (perché non si vogliono subire le medesime
sofferenze provate dal genitore e perciò si evitano i suoi vizi e difetti). Nel momento
in cui l’atto di ribellione, espresso contro il genitore conflittuale, fallisce, la persona
prende atto di essersi comportata proprio come lo stesso genitore che non voleva
emulare: l’aspetto comparativo comporta di conseguenza che l’individuo se, per
esempio, ha subito un blocco genitoriale si aggancerà sempre nei confronti di coloro
che lo faranno soffrire e pentirsi con sensi di colpa. 
C'era un tizio che aveva un giardino con dell'erba seminata. Ma vi cresceva sempre della gramigna: verde e robusta più che mai. Cresceva nonostante lui la levasse sempre, quasi per dispetto!
Poi un giorno, forse per disperazione, cambiò modo di fare: la tenne. Era bella, robusta, verdeggiante... cominciò ad innaffiarla e lei si estese. Il suo prato divenne tutto di una bellissima gramigna, che faceva un tappeto anche migliore del precedente. La amò. Di sera si sedeva fuori, e la contemplava. E la trovava bellissima.
Meditazione e Rilassamento per il benessere
Le parole concentrazione e rilassamento hanno numerose e importanti accezioni. Diciamo di essere concentrati quando siamo coscienti in modo focalizzato di 

qualcosa. Siamo rilassati quando proviamo benessere
a livello psicologico, emozionale e fisico. Siamo in uno 
stato alterato di coscienza quando entriamo in uno 
stato alfagenico o di trance. Siamo in uno stato mistico quando sperimentiamo realtà superiori e figure 
religiose. In tutti i casi chi si rilassa sta facendo qualcosa per uscire dal suo abituale stato inferiore di realtà che è mondano, non concentrato, non rilassato. 
Un altro livello di pratica della consapevolezza riguarda la capacità di divenire attenti, vivendo ciò che la 
mente fa nel suo svolgimento. Per questo occorre 
metodo e pratica quotidiana per apprendere buone 
abitudini. 
Per afferrare in che cosa consista rilassarsi, bisogna 
rendersi conto di quanto poco presenti siamo normalmente. Di solito, notiamo la tendenza della mente a
vagare solo quando cerchiamo di eseguire un compito
mentale e questo errare ci disturba. In realtà solo raramente il corpo e la mente sono strettamente coordinati. 
Abbiamo pertanto la necessità di calmare e controllare la mente e di sviluppare le facoltà di comprensione 
che permettono di intuirne la natura e il funzionamento. Lo scopo di calmare la mente non è solo quello di creare stati di beato assorbimento o di dominare 

atteggiamenti e comportamenti ma è quello di intuire 

Il benessere è qualcosa che è entrato sempre più nei 
nostri interessi quotidiani. Esso riguarda, depurato 
dalle ideologie consumistiche, la completa integrazione di corpo, mente e spirito di un individuo che si
prende cura di se e che è consapevole che ciò che fa, 
pensa, sente e crede ha un effetto sulle sue condizioni fisiche e psichiche. 
Il benessere è una scelta, è la decisione di cercare di 
raggiungere uno stato di salute ottimale e di vivere al 
meglio la propria vita. 
Il benessere è un processo, è una consapevolezza che 
non esiste un punto di arrivo, ma che la salute e la 
felicità sono sempre possibili nel momento presente, 
qui e adesso, qualsiasi siano le nostre condizioni.
Il benessere è un modo di vivere, è uno stile di vita 
sensibile e attento a ogni sfera della vita: la sfera fisica, quella emotiva, quella sociale, quella intellettuale, 
quella vocazionale e quella spirituale. 
Il benessere non è un approccio parziale, ma coinvolge il nostro essere totale. 
Il benessere richiede un continuo miglioramento e un 
rinnovamento in tutti i settori della vita. 

Il benessere poggia le sue basi sulla capacità del nostro organismo di mantenere un equilibrio, di autoripararsi e di crescere.

Nessun commento: