domenica 16 giugno 2013

Relazione e coinvolgimento


Relazione e coinvolgimento si verificano ogni 
comunicazione efficace.
In un rapporto di interrelazione, esistono sempre tra i due interlocutori una naturale posizione di supremazia e una di sottomissione.
I comunicanti le assumono sia in un modo alternato che in modo statico. Chi ricopre un ruolo di supremazia viene definito essere in posizione "UP" (sopra), mentre chi rimane "sottomesso" va a ricoprire la posizione "DOWN" (sotto). Quando si realizza la combinazione "up - down" o viceversa, si ha una situazione di complementarietà, che è essenziale alla prosecuzione ottimale dell'interazione.
Naturalmente sarà l'operatore che, con la conoscenza e l'abile applicazione del metodo, dovrà prima o poi risultare
in posizione "up". Il più delle volte il rapporto che viene a evidenziarsi è del tipo "up - up", raramente "down - down";
questo rapporto di SIMMETRIA inevitabilmente porterà alla conflittualità e, di conseguenza, al cortocircuito da parte di uno dei due comunicanti.
L'operatore sin dall'inizio dovrà valutare la natura della relazione instaurata attraverso la PUNTEGGIATURA delle sequenze di comunicazione; in tal modo saprà se sia il caso di variare il rapporto o meno, secondo il fine preposto.
Quando si parla di relazione interpersonale, si deve anche definire la natura di questa relazione poiché vi possono essere diversi tipi di rapporto. L'analisi di una relazione già in atto può essere effettuata osservando la punteggiatura
del le sequenze di comunicazione; sequenze costituite dal trinomio RICHIESTA/INVITO, ELABORAZIONE, RISPOSTA.
PUNTEGGIATURA DELLE SEQUENZE DI COMUNICAZIONE
Tutti gli scambi comunicativi sono per loro natura simmetrici o complementari, a seconda che siano basati sull'uguaglianza o sulla differenza.
Per esempio dire: "Tu sei un ragazzo simpatico" e sentirsi rispondere: "È vero, sono simpatico" essenzializza una sequenza complementare che, se reiterata, determina una natura di rapporto COMPLEMENTARE.
Ogni accettazione di un'asserzione denuncia il ruolo "DOWN", mentre l'enunciare, l'asserire, denuncia il ruolo "UP".
Il dire invece: "Tu hai dei difetti" e sentirsi rispondere: "Non è vero, sei tu che non hai capito nulla di me" oppure.
"Bada ai tuoi che sono più gravi dei miei", significa che asserzione (ruolo UP) non è stata accettata; il ruolo dell'interlocutore, anch'esso UP, determina il fatto che la sequenza di comunicazione sia simmetrica.
La risposta simmetrica indica che l'operatore non aveva acquisito il potenziale ipnotico sufficiente per esprimersi in tal senso, o quantomeno questo potenziale non gli viene riconosciuto.
La punteggiatura complementare consente di evidenziare il flash complementare (completa accettazione da parte dell'altro del tipo di ruolo impostato dall'operatore); quando ciò non avviene, la punteggiatura è definita simmetrica.
Naturalmente, la punteggiatura delle sequenze di comunicazione determina sempre la natura della relazione.

SIMMETRICA L'interlocutore non accetta ciò che l'operatore esprime.
COMPLEMENTARE L'interlocutore accetta ciò che l'operatore esprime, oppure l'operatore accetta in prima istanza ciò che il soggetto esprime onde poter valutare il ruolo che spontaneamente il soggetto tende a proporre.
In ogni caso il tipo di rapporto che ne scaturisce è bene che  sia sempre basato su una relazione di natura complementare, altrimenti inevitabilmente scatteranno quei particolari meccanismi di autoalimentazione energetica,
che lo porteranno al fallimento completo.
Per analizzare la natura della relazione attraverso la punteggiatura, non si può prendere in esame soltanto la richiesta o una serie di richieste o affermazioni effettuate dall'interlocutore, ma è necessario analizzare l'assemblato
di domande/affermazioni con le risposte relative. Si rammenti che ogni affermazione è implicitamente un invito alla complementarietà.
Solo a questo punto si ha una punteggiatura che permette di definire la natura della relazione (complementare o simmetrica).
SCHEMA DEL RAPPORTO TIPICO TRA
OPERATORE E SOGGETTO
L'operatore, prendendo atto ad esempio che in prima istanza il soggetto cerca di ricoprire un ruolo UP sul piano logico (come nella maggior parte dei casi si verifica), utilizzerà consapevolmente il ruolo DOWN. Il soggetto che ha esigenze di porsi in UP logicamente, vive una situazione psicologica di insicurezza (è in DOWN analogicamente);
pertanto si presenterà come persona che ostenta una sicurezza di base, quasi fosse una sovrastruttura tendente
a nascondere una fragilità interna di cui egli stesso spesso non ne è razionalmente consapevole. L'operatore, dopo avere valutato tecnicamente la situazione, che scaturisce in modo del tutto spontaneo (il soggetto in questo caso
esprime aggressività o manifesta l'esigenza che gli venga data importanza, vive stati ansiosi scaricando tensione continuamente con micromovimenti..), imposterà il proprio ruolo. Egli, metacomunicando, si porrà volutamente in posizione DOWN sul piano logico.
Il ricoprire un ruolo DOWN consapevolmente significa possedere una sicurezza analogica che permette di gestire il proprio comportamento. Questo ruolo dell'operatore consente al soggetto di scaricare quella tensione che si esprimeva come esigenza di un ruolo UP.
Automaticamente, dopo qualche scambio comunicativo, questi si troverà a ricoprire per esigenza naturale inconscia, un ruolo DOWN sul piano logico; questa sarà la chiave che permetterà all'operatore di variare il suo ruolo in UP.
In un rapporto interpersonale assumere il ruolo UP analogico implica assorbimento di energia alimentatrice, mentre il ruolo DOWN analogico comporta la produzione di stimoli energetici a favore dell'altro.

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