lunedì 29 luglio 2013

Come funziona il cervello e come gestisce le emozioni



Nel cervello risiede il controllo di tutti gli apparati sensoriali (di cui i principali sono vista, udito, tatto e olfatto) a cui arrivano tutte le informazioni dal
mondo “esterno”. Al cervello arrivano anche tutte le informazioni dal suo “interno”. I canali principali su cui passano queste comunicazioni dall’interno
sono: il sistema nervoso centrale, il sistema nervoso periferico, il sistema nervoso autonomo, il sistema immunitario. Il cervello è cosi interposto tra due
mondi: quello interno o viscerale del corpo (respirazione, digestione, controllo
della temperatura, emozioni e sentimenti, riproduzione sessuale ecc. organi che sono adibiti alla sopravvivenza del corpo) e quello esterno del corpo. Si può dire che il
compito principale del cervello è quello di mediare tra il mondo “interno” e il mondo “esterno”. Come si vede da questa prima breve descrizione il nostro
corpo si basa sulla comunicazione tra le sue diverse parti. Se andiamo a vedere
dettagliatamente il cervello, noi vediamo che è formato principalmente da cellule nervose chiamate neuroni (circa centomila miliardi) che sono dei
specialissimi ricetrasmettitori. Tutti i neuroni sono in collegamento tra di loro attraverso il passaggio di molecole neurotrasmettitrici che vengono scambiate
tra le cosiddette “sinapsi”. Ogni neurone ha tra 1.000 e 10.000 spazi sinaptici. Il processo di trasmissione di un segnale nervoso da un neurone all’altro è di tipo elettrochimico: elettrico quando parte dal neurone poi chimico nella connessione col neurone ricevente e di nuovo elettrico nel neurone che lo
riceve. I principali neurotrasmettitori sono i seguenti: l’Acetilcolina che è implicata nell’apprendimento e nella memoria, gli Aminoacidi come il
glutammato, l’aspartato, il GABA che hanno il compito di eccitare o bloccare
l’attività del neurone ricevente, le Catecolamine come la dopamina e la noradrenalina che controllano le reazioni emotive e le capacità intellettuali, le
Amine biogene come la serotonina la quale è coinvolta nella regolazione dell’umore e dell’aggressività. Altri neurotrasmettitori sono le Purine, adenosina e ATP che hanno il compito di fornire energia e i Neuropeptidi o Endorfine che
sono gli oppioidi naturali.
Il sistema di comunicazione “interno”
Per ambiente “interno” si intende, come abbiamo già detto, quello della respirazione, della digestione, della pressione sanguigna, del controllo della
temperatura, della riproduzione sessuale e cioè tutto quel mondo che ci fa vivere fisicamente. Questo mondo ha però anche una grossa importanza per la
costruzione del nostro vissuto psicologico. Le nostre emozioni vengono modulate per la maggior parte dai vari organi interni. Tutte queste informazioni
viaggiano verso l’alto in direzione del cervello attraverso il midollo spinale. La
prima zona interessata da queste informazioni è l’ipotalamo (il controllore del
Sistema Nervoso Autonomo). L’ipotalamo connette con il sistema limbico e quindi al resto del cervello. Il mondo interno è cosi in stretto contatto con le informazioni provenienti dal mondo esterno e uno influenza l’altro come in un sistema circolare. In questo modo si sviluppano le emozioni, i sentimenti,
oppure i comportamenti istintivi, come la paura o i comportamenti stereotipati Il Sistema Nervoso Centrale (SNC) regola i rapporti dell’organismo con il mondo esterno. E’ costituito dal cervello e dal midollo spinale che si trova all’interno
della colonna verticale. Tutte le informazioni che arrivano agli organi sensoriali
passano alle fibre nervose e arrivano al cervello nel quale si decide come reagire e comandare il sistema muscolare volontario.
Il Sistema Nervoso Periferico (SNP) E’ il sistema di nervi che provengono sia dal midollo spinale, sia dal tronco encefalico e sia dal sistema simpatico. Esso
sovrintende alla conduzione degli stimoli che presiedono alla motricità e alla sensibilità.
Il Sistema Nervoso Autonomo (SNA) è detto anche Sistema Nervoso Simpatico e da qui partono i nervi che lo collegano agli organi viscerali, ricevendo
continuamente segnali sul loro funzionamento rispondendo con impulsi che ne
governano cosi il loro funzionamento. Da qui passano la maggior parte dei segnali che creano le emozioni. Il SNA è diviso a sua volta in due sistemi:

Sistema del gran simpatico che è quello che stimola o regola il ritmo cardiaco, la pressione sanguigna, la respirazione ecc e il sistema parasimpatico, dove le
medesime funzioni vengono rilassate. Sembra ormai assodato che al SNA venga associato anche un altro sistema, il sistema enterico che è quello che
sovrintende al funzionamento dello stomaco, dell’intestino ecc. Questo sistema
è anche chiamato il secondo cervello in quanto è formato da una grandissima
quantità di neuroni e anche se è collegato al SNA funziona in modo semiindipendente.
Il Sistema Immunitario (SI) riveste una primaria importanza in quanto oltre che a
combattere virus e batteri, reagisce ai cosiddetti agenti stressanti che vanno da
stimoli fisici come il caldo o il freddo fino a quelli emozionali. È’ ormai accertato
che un prolungato stato di stress psicologico diminuisce le difese immunitarie
perché attiva l’asse ipotalamo-ipofisi-ghiandole surrenali agendo sul sistema endocrino.
Oltre a questi quattro principali sistemi interni o vie di comunicazione esistono altri sistemi interni che via via che la scienza progredisce nelle sue scoperte
stanno acquistando importanza: il sistema limbico-ipotalamico, il sistema endocrino e il sistema neuropeptidico.
Il sistema endocrino è costituito da molti organi in tutto il corpo (tiroide, ghiandole surrenali, ovaie e testicoli) i quali secernono ormoni nel circolo del
sangue per regolare le funzioni metaboliche delle cellule. Tutta questa regolazione viene controllata dalla ghiandola pituitaria che si trova alla base del
cervello la quale a sua volta è influenzata dal sistema limbico-ipotalamico.
Il sistema neuropeptico funziona come una rete che integra i sistemi autonomo, endocrino e immunitario. Recettori di neuropeptidi si trovano all’interno delle
cellule neurali del cervello, sulle cellule mobili del sistema immunitario e cosi via. Questo sistema viene perciò ad aggiungersi a tutti i sistemi di
comunicazione mente-corpo sovrapponendosi a essi e integrandoli.
Il sistema di comunicazione “esterno”
Il sistema di comunicazione esterno funziona attraverso gli organi dei vari sensi
che sono vista, udito, tatto, gusto e olfatto. Le informazioni che arrivano dall’esterno attraverso i vari organi di senso vengono inviate nella parte
posteriore del cervello dove ci sono le varie aree della vista, dell’udito, dell’olfatto ecc. Riceviamo informazioni dall’esterno anche attraverso l’apparato
motorio o sistema muscolo-schelettrico. Le informazioni provenienti invece da
quest’ultimo apparato vengono inviate nella parte anteriore del cervello.
Bisogna dire però che non esiste una divisione dei compiti nel cervello cosi semplicistica. In qualsiasi momento tutto il cervello è coinvolto sia che le
informazioni provengono dall’esterno che dall’interno. Ora vediamo in dettaglio
come funzionano i vari organi di senso.
Con l’occhio riusciamo a captare solo una parte dello spettro visivo. La lunghezza d’onda delle radiazioni elettromagnetiche visibili dall’occhio umano
varia da 400 a 700 nanometri. Quando l’occhio viene colpito da una radiazione compresa tra queste due lunghezze d’onda, genera un impulso elettrico.
Quest’ultimo varia secondo la radiazione. Quando quest’impulso arriva al cervello, in una regione posteriore chiamata corteccia visiva, si forma cosi la
“sensazione” di colore. L’occhio, con più di 130 milioni di cellule (coni e bastoncelli), non vede direttamente ne i colori ne tutto quello che c’è fuori nel mondo, ma è il cervello che interpreta tutti i segnali che lui gli invia, dando
continuamente un senso e una continuità alla realtà esterna. Gran parte dello sviluppo visivo di un essere, umano o animale, dipende dalla formazione e dalla selezione dei contatti sinaptici, che a loro volta dipendono in gran parte dall’esperienza.
Il nostro apparato uditivo comincia con i padiglioni auricolari che hanno il compito di individuare i suoni, raccoglierli e indirizzarli verso il canale auditivo.
Attraverso un sistema sofisticato essi arrivano alla corteccia cerebrale uditiva
(sempre nella parte posteriore del cervello) dove vengono trasformati in sensazioni uditive. Attraverso le due orecchie, per il fatto che sono in due punti
diversi nello spazio, siamo in grado di conoscere la localizzazione dei suoni
provenienti dall’esterno. Il linguaggio si sviluppa anche e soprattutto perché abbiamo la possibilità di sentire cosa dicono gli altri. Attraverso la memoria il
cervello è capace di interpretare un suono e cosi una percezione uditiva è anche un’esperienza soggettiva. Già nel cervello di un feto si incominciano a
percepire i suoni e il nervo acustico è uno dei primi a formarsi. Come per altre
parti di cervello, la corteccia uditiva si sviluppa molto di più in chi usa maggiormente l’udito, come i musicisti. L’area cerebrale dell’udito di quest’ultimi
è mediamente sviluppata del 25 percento rispetto al normale.
Il tatto è il primo senso a svilupparsi, già nel grembo materno. Durante le prime settimane di gestazione, la pelle si arricchisce di recettori sensoriali
cominciando dal viso e dalle mani. Ci sono diversi tipi di recettori distribuiti
lungo tutta la superficie corporea: i corpuscoli di Meissner, che permettono di riconoscere un oggetto al buio, i corpuscoli di Pacini sono sensibili alle
pressioni. Altri sensori sparsi possono sentire le vibrazioni della musica, i recettori termici invece hanno il compito di sentire il calore, i recettori del dolore, che sono indispensabili alla sopravvivenza. Il cervello può aumentare o diminuire la percezione del dolore come per esempio nel sodato in guerra che
ferito anche gravemente non lo sente. 
Le terminazioni nervose dell’epidermide
registrano le varie sensazioni le quali attraverso il midollo spinale vengono trasmesse al cervello innescando cosi un colloquio continuo tra mondo esterno, organismo ed emozioni. La pelle è l’organo sensoriale più esposto al contatto
con gli altri ed è fondamentale per la comunicazione e più di altri organi dimostra lo stretto legame mente-corpo. Racconta i nostri stati d’animo, più o
meno consapevoli, e chiede aiuto “parlando” con disturbi quali  dermatiti, la psoriasi. Gesti semplici e automatici come grattarsi la pelle
durante una discussione possono dimostrare irritazione. In un complesso meccanismo interno che partendo dal cervello ha liberato nella pelle l’istamina
che è una sostanza che provoca la dilatazione dei capillari e altre effetti come
l’abbassamento di pressione, l’accelerazione del battito cardiaco, la contrazione
dei muscoli involontari ecc. fa si che per alleviare la tensione si compia un esercizio neuromuscolare come il grattarsi. Da studi compiuti su grandi quantità
di persone, sopportano meglio gli stress della vita quelli che da piccoli hanno ricevuto carezze e coccole. La pelle del viso e le mucose della bocca sono
densamente innervate e nell’accoppiamento sono tra le parti più coinvolte. La
bocca è un potente mezzo di esplorazione e il bacio ricorda l’allattamento e ha
un grosso impatto psicologico. Il bacio rappresenta un grosso momento di stress (positivo) e l’attività fisica interna che scatena è enorme e ha una grossa
influenza positiva sul sistema immunitario e il benessere in generale della persona. Il tatto con l’udito sono i sensi che si sviluppano maggiormente in un non-vedente. Questo sviluppo può essere molte volte sorprendente e fa
pensare che con un adeguato addestramento si potrebbe ottenere molte più
informazione dai nostri organi di senso.
L’olfatto e un organo di senso chimico. Quando le molecole dell’odore di una
sostanza raggiungono le cellule olfattive queste trasmettono un impulso al
bulbo olfattivo che a sua volta è connesso con la corteccia cerebrale, l’ippocampo, l’amigdala e l’ipotalamo. Di conseguenza è un organo molto
istintivo e in genere l’impressione che ci fa una persona, la prima volta che la vediamo, è molto influenzata dal suo “odore”. La memoria di odori passati ci influenza molto anche inconsciamente. Molte persone usano il proprio olfatto
per relazionarsi con gli altri, e odori particolari possono evocare stati emotivi
anche dopo molti anni.
Il gusto è un altro organo di senso chimico. Come l’olfatto è un organo di senso molto legato alla sopravvivenza e anche questo è legato principalmente alla parte primordiale del cervello. Sulla lingua si trovano la maggior parte delle
cellule gustative (circa mezzo milione di recettori), e in dettaglio, la punta individua con maggiore accuratezza i sapori dolci, mentre le aree laterali il salato e la base l’amaro. Le cellule gustative trasmettono quindi attraverso i nervi gli impulsi dei sapori al cervello, dove vengono elaborati e interpretati a seconda della loro collocazione sulla lingua. Le prime aree da impulsi
interessate nel cervello sono l’amigdala e la corteccia.

venerdì 26 luglio 2013

strutture alterate



Le strutture alterate si definiscono tali perchè hanno alterato (commutato) la polarità distonica,attraverso un processo riflessivo per riuscire a mantenere attiva la conflittualità con il genitore causa quando quest'ultimo è della stessa polarità distonica.

per questo motivo gli alterati, fin da piccoli hanno imparato a fortificare la loro parte logico-riflessiva.

Pertanto gli alterati vanno agganciati passando attraverso le esigenze dell'istanza logica.
Almeno in fase iniziale l'operatore deve avere un compontamento iso stimolatore gratificante, trattare l'essere alterato da avere e viceversa,
porsi simmetrico (down-down o up-up), usare la contrapposizione avere per essere o essere per avere.
avrà indicazione di aggancio ottenuto quando ottiene come feed back sensi di colpa dall'essere alterato e rancore dall'avere alterato.
a questo punto inizierà gradulamente a cambiare comportamento che via via diventerà iso stimolatore penalizzante e secondo distonia (far desiderare
l'essere e possedere l'avere)


l'autoattribuzione o eteroattribuzione è una
caratteristica della distonia, la relazione significativa con l'antagonista reale dipende invece dall'accoppiamento dell'alimentatore con il sesso della persona

Seduzione e Coinvolgimento


lunedì 22 luglio 2013

La comunicazione non verbale secondo la PNL



La comunicazione non verbale è stata presa in considerazione anche dalla PNL.
La Programmazione Neuro Linguistica ha riscontrato nel movimento inconscio dei bulbi oculari un diretto collegamento con la formazione dei pensieri e la
elaborazione dei messaggi comunicativi. La ipotesi che la PNL propone è che questi movimenti indichino la modalità con cui si sta vivendo l’esperienza
internamente. Quando gli occhi si rivolgono verso l’alto vuol dire che si sta accedendo a immagini che possono essere costruite (in alto a destra) o
ricordate (in alto a sinistra). Nel caso in cui movimenti siano laterali significa che
si sta accedendo a suoni sia costruiti che ricordati (a destra o a sinistra sempre di chi sta parlando o comunicando). Quando lo sguardo va in basso a sinistra ci si sta comunicando cosa si vuole dire o si sta dialogando con se stessi e questo
avviene quando si ha anche lo sguardo fisso di fronte a se. Se lo sguardo va in basso a destra si stanno accedendo a sensazioni e il linguaggio che si adotterà
sarà di tipo cinestesico. Le informazioni che ci vengono fornite da questi impercettibili movimenti oculari inconsci ci permettono, se opportunamente
utilizzate, di instaurare una comunicazione in perfetta sincronia con la persona con cui stiamo interagendo. Come abbiamo visto nella parte dedicata al linguaggio, anche nell’utilizzo dei sostantivi, si può capire il tipo di modalità
usata per rappresentare la propria esperienza (soggettiva).
Ma in questo capitolo dedicato alla CNV ci interessa dire che in genere le persone che adottano un linguaggio visivo in genere respirano di petto, molto
rapidamente e brevemente, parlano molto velocemente con voce acuta e con
un ritmo variabile, in quanto vedono quello che dicono. Il loro corpo sarà eretto,
la gestualità rivolta verso l’alto con le mani che fanno ampi movimenti. In genere curano la propria persona, anche in modo molto dettagliato.
Le persone cosiddette cinestesiche sono quelle che vivono l’esperienza per sensazioni, emozioni, ecc. e i loro canali sensoriali saranno principalmente
quelli tattili, olfattivi e gustativi. La loro postura è generalmente con lo sguardo rivolto verso il basso, muscolatura rilassata, i movimenti lenti e le mani si
muoveranno intorno al torace o allo stomaco. La respirazione sarà addominale e molto profonda. Parleranno con voce bassa e profonda, con il ritmo lento fatto di pause e una certa difficoltà ad esprimersi.
La persona uditiva, che in genere è in percentuale molto più limitata delle altre due, avrà una postura con la testa inclinata, le braccia conserte, con le mani
spesso sul viso e movimenti ritmici. La respirazione sarà con ampie espirazioni media (tra torace e addome). La voce è generalmente modulata, armoniosa con ritmo costante.
Il tono e volume di voce, la velocità dell’eloquio e le sue pause, rappresentano aspetti della comunicazione non verbale, anche se riguardano la parte di comunicazione che viene espressa con il linguaggio. Per la maggior parte sono
regolati in maniera inconscia e hanno una grande importanza nel sostenere e
integrare i contenuti del messaggio comunicato in modo verbale. Attraverso il tono e la velocità dell’eloquio si esprimono sia stati emotivi che atteggiamenti che non possono avere alcun rapporto con il discorso verbale. La differenza (o incongruenza) tra che cosa si dice e come lo si pronuncia può essere molto marcata e il messaggio che si vuole comunicare perde molta della sua
efficacia. Nella nostra società (soprattutto nella scuola dove si privilegia la competenza linguistica piuttosto che una competenza comunicativa) si da poca importanza a questo aspetto della comunicazione non verbale.

domenica 21 luglio 2013

La persuasione secondo il modello della PNL



La persuasione secondo il modello della Programmazione Neurolinguistica ha come obiettivo di creare con l’inconscio del nostro interlocutore una sintonia non ci viva come nemici, non ci viva come estranei ma ci percepisca come "simili " e quindi non pericolosi.

E' una forma di comunicazione ipnotica persuasiva
Questi strumenti base sono:
Mirroring posturale
Il mirroring è l’immagine speculare del nostro interlocutore.
Qual è il principio fondamentale del mirroring:
L’inconscio di ognuno di noi registra tutto, quindi anche le posizioni delle persone,
per cui se io faccio il mirroring, da subito, ad un’altro (ovviamente fatto con
intelligenza, approffitando soprattutto dei momenti in cui l’altro non ci guarda),
questo sistematico martellamento posturale, questo sistematico rispecchiamento della
postura produrrà in un tempo breve nell’inconscio dell’altro una sorta di
identificazione di cui la sua mernte cosciente non si renderà conto, se tutto questo è
fatto bene.
A quel punto arriverà un momento in cui l’altro troverà normale non opporsi alle mie
dichiarazioni, possiamo immaginare che nell’ altro sia avvenuta una sorta di
transfert, di innamoramento, per cui gli da fastidio l’idea di contraddirmi, perchè se
uno ama veramente non gli va di contraddire, anche se la persona amata dice una
cosa assurd, una sciocchezza, si tende ad accettare, a perdonarla più che contrastarla.
il mirroring crea una sorta di identificazione inconscia per cui all’altro risulta
difficile dirti di no.
Mirroring verbale
L’insieme di questi due mirroring crea una rete inesorabile per cui diventa veramente
difficile dirti di nò perchè sembrerebbe di dire di nò a se stessi e l’unica persona alla
quale non possiamo dire di nò siamo noi stessi.
Il mirroring verbale consiste nel rispecchiare le ultime parole del nostro
interlocutore, prima di dire il nostro pensiero.
è una tecnica usata nella vendita per facilitare il processo di identificazione col
cliente: usi le sue stesse parole, prima di parlare ripeti l’ultima frase da lui detta.
Sembra quasi, analogicamente, che quello che stai dicendo sia il seguito di quello
che avrebe detto lui, quini non c’è rigetto.
gli proponi il messaggio in maniera “omogeneizzata”come lo digerirebbe lui.

Regola fondamentale della comunicazione
Quando l’altro dice qualcosa che nessuno gli aveva chiesto, c’è una tensione
sottostante, una distonia e l’inconscio ha subito approfittato per tirarla fuori, perchè
l’inconscio cerca tutte le occasioni per svergognarci.
Canali comunicativi
Il mirroring verbale può essere fatto in modo più sofisticato ed efficiente.
Ognuno di noi sa di avere i 5 sensi principali:
vista, udito, tatto, olfatto, gusto.
Nella PNL si riducono a 3 e si usa il canale visvo, uditivo, cenestesico.
Il cenestesico conprende sia il tatto che l’olfatto che il gusto, nonchè le sensazioni
interne.
Ognuno di questi canali può veicolare degli input esterni (es. io vedo) sia degli input
interni (posso avere un’immagine interna).
Indipendentemente dalla razza, dal sesso, dall’età, dalla cultura, dalla religione
l’umanità può essere divisa in tre grandi categorie:
Ci sono persone prevalentemente VISIVE, cioè che di tutta la realtà rimangono
particolarmente impressionati soprattutto dagli input visivi; persone prevalentemente
CENESTESICHE che di tutta la realtà rimangono particolarmente impressionati
dalle sensazioni cenestesiche; persone prevalentemente UDITIVE, che di tutta la
realtà rimangono particolarmente impressionate dagli input uditivi.
È come se ognuno di noi tendesse di tutte le esperienze che vive a conservare, ad
archiviare, a registrare , ad elaborare e quindi alla fine a prendere le dcisioni
soprattutto su un canale piuttosto che su un altro.
Ad una persona prevalentemente visiva anche se le hai detto che costa un milione, se
le piace quel vestito, non lo ha sentito quanto costa, le piace e vuole comprarlo.
L’unica cosa che conta per lei è di aver visto l’abito giusto per quella sera dai Verdi.
Una persona prevalentemente uditiva, si ha visto che quel vestito le sta bene ma è
rimasta scioccata da un milione e ancora le rintrona dentro un milione, quando mai
posso permettermi di spendere un milione.
Una persona prevalentemente cenestesica anche se l’abito è carino, anche se il
prezzo è accettabile fino a che non se lo sente addosso, quell’abito non le interessa.
Morale:
ci sono persone la cui decisione di acquisto dipende esclusivamente dal fatto che
abbiamo potuto dargli una chiara immagine del nostro prodotto: VISIVI.
Ci sono persone che non acquistano se non gli abbiamo dato il tempo di elaborarare,
di discutere, di rifletterci sopra, di pensare attentamente, di pensare ad alta voce, di
domandarsi, di rispondersi e hanno quindi bisogno di tempo per decidere: UDITIVI.
Ci sono persone che fino a che non toccano con mano, non si calano nella situazione,
fino a che non assaggiano, non assaporano non li convinci: CENESTESICI.

Dobbiamo imparare a riconoscere rapidamente quale sia la struttura inconscia, il
linguaggio nascosto , inconscio , del nostro interlocutore perchè se è
prevalentemente visivo gli dovremo parlare in chiave visiva, se è prevalentemente
uditivo in chiave uditiva, se è cenestesico in chiave cenestesica.
In questo modo indipendentemente da quello che gli diremo lui ci sta a sentire

martedì 16 luglio 2013

Come essere gratificati al lavoro



La gratificazione sul posto di lavoro  e con essa raggiungere obiettivi personali e professionali, è indispensabile per ognuno di noi, sia da parte dei
colleghi che da parte del capo, l’assenza di tale stimolo porta ad un appiattimento del
lavoro ed un progressivo distacco fino ad arrivare a veri e propri disagi sul posto di lavoro.
Per evitare queste frustrazioni, che inevitabilmente ci demotivano e portano nuove
frustrazioni è indispensabile decodificare le aspettative aziendali, così come quando
eravamo bambini e i genitori avevano aspettative, e ci gratificavano quando le
soddisfacevamo,un bel voto a scuola, una vittoria sportiva etc.. anche in una azienda se il
nostro comportamento non si allinea con quello richiesto i disagi non tardano a venire. La
comunicazione analogica serve a questo, capire ciò che ci si aspetta da te, se per il capo
è importante la puntualità, il modo di vestire, un atteggiamento vincente e sempre
positivo, o se viene visto di buon occhio un comportamento più cauto e diplomatico e
molto altro ancora, a quel punto potremo vendere anche un insuccesso lavorativo come
un fatto inevitabile, e sentirci dire, si ti sei comportato bene, hai fatto ciò che dovevi fare
ma proprio la cosa non doveva andare, quelle che normalmente sono viste come scuse
possono diventare le ragioni dell’insuccesso, se hai saputo comportarti in linea con le
aspettative richieste, ma più importante è prendersi le proprie gratificazioni nei successi,
senza vederli sminuiti, o ridotti a frasi del tipo, certo ma tanto era una cosa facile o
avrebbero saputo farlo tutti, è quello che devi fare. Questo perché se hai raggiunto un
obiettivo in maniera non conforme al modus operandi che il capo ritiene giusto significa
che è un successo scontato, lo hai raggiunto anche senza usare il metodo o
l’atteggiamento giusto, oppure non hai saputo vendere bene la difficoltà di un traguardo,
quindi era scontato farlo, non è gratificabile.
Ora tolti i casi in cui una persona si
autoattribuisce meriti e successi non suoi, ci sono molte situazioni dove effettivamente le
valutazioni del proprio capo hanno qualcosa di illogico, ma perché, perché un datore di
lavoro che tiene alla sua azienda e che avrebbe tutto l’interesse a promuovere una
persona capace ne sceglie una di minor capacità. Quando si verificano queste cose la
spiegazione è nelle distonie comportamentali, ovvero comportamenti paradossali atti a
gratificare un aspetto psicologico di chi li compie senza curarsi della realtà oggettiva,
questi comportamenti sono comuni, pensate solo a quando uno è innamorato, se non si
comporta paradossalmente. Tutto ciò deriva dal fatto che il vostro capo preferisce un
comportamento o un atteggiamento che voi non avete, e quindi anche se oggettivamente
producete molto vi sarà riconosciuto il lavoro ma svolto in maniera non conforme a come

il vostro capo desidera, ovvero si è vero che hai fatto questo, ma non nel modo che
ritengo giusto, e con un atteggiamento che a me piace. Se dunque nel ambiente di lavoro
un vostro collega o il vostro capo ha una forte distonia è meglio individuarla subito per
poter intervenire, prima che ci venga inconsapevolmente attribuito un modo
comportamentale, che se non conforme alle aspettative porterebbe inevitabilmente alla
frustrazione dei nostri obiettivi.

Tipologie analogiche : Donna Asta Cerchio e Uomo Triangolo Cerchio



Donna Asta Cerchio e Uomo Triangolo Cerchio sono due tipologie analogiche di tipo Genitoriale, cioè che hanno avuto nella famiglia di origine un rapporto significativo in diade con un unico genitore, il genitore conflittuale.

La donna ha avuto una conflittualità con il padre dalla quale è uscita sconfitta ed è dovuta passare
da un ruolo attivo (avere base) ad uno passivo (essere base).
Questa sconfitta ha lasciato una traccia nell’inconscio per cui da adulti cercano situazioni in cui
dopo un primo tentativo devono essere dominate da una persona di sesso opposto.
La donna essendo conflittuale padre sembra apparentemente aggressiva ed un po’ insolente,
dissacrante ma per agganciarla emotivamente dopo una fase iniziale in cui presentarsi protettivi e
rassicuranti bisogna iniziare ad umiliarla, trattarla con poco rispetto, essere dominanti, stesso
comportamento bisogna avere con l’uomo anche se questo essendo un conflittuale madre si presenta
già dall’inizio più arrendevole e sottomesso.
Istintivamente queste tipologie tendono ad agganciarsi con le tipologie che hanno come simbolo alimentatore (o ex alimentatore) il loro simbolo stimolatore penalizzante :
la donna egomaschio asta  e la donna triangolo; l’uomo egofemmina triangolo e l'uomo asta

lunedì 15 luglio 2013

Stati emozionali



Gli stati emozionali che viviamo destrutturano la nostra sfera logica, il nostro comportamento viene
guidato completamente dalla nostra sfera inconscia.
E’ un pò come se il generale perdesse il controllo dell’esercito:
se nel panico di un incendio una voce grida: “presto buttiamoci dalla finestra”, molte persone si
butteranno senza pensare, senza riflettere sul fatto che sono al quinto piano e che se mi butto muoio
sfracellato al suolo.
Quando viviamo stati emozionali di forte rabbia, possiamo mettere in atto dei comportamenti
lesionisti (od anche auto lesionisti ) di cui sicuramente ci pentiremmo e che in alcuni casi più gravi
potranno anche rovinarci la vita.
Anche durante l’innamoramento possiamo fare cose che normalmente non faremmo mettere in atto
dei comportamenti che quando non siamo innamorati giudichiamo assurdi.
Gli stati emozionali sono per certi aspetti analoghi a stati oniro simili, cioè simili ai sogni.
Quando soniamo possiamo fare tutto, ad esempio volare, al risveglio ci rendiamo conto che è
assurdo ma mentre lo viviamo, nel sogno ci sembra normalissimo.
Pertanto, ogni volta che viviamo uno stato emozionale intenso la sfera inconscia prende il controllo,
in toto della nostra mente e diventiamo più sensibili alle suggestioni.
La capacità di essere suggestionati, è una capacità che hanno naturalmente tutti i bambini, anzi
senza la capacità di essere suggestionati, senza la capacità di essere ipnotizzati nessun bambino
imparerebbe il linguaggio, la cultura, il comportamento.
Un bambino piccolo non filtra razionalmente i messaggi che provengono dagli adulti significativi
della sua vita, non mette in discussione quello che gli dice il papà e la mamma è la verità, quello che
gli dice il maestro o la mastra è la verità.
Da adulti, quando viviamo intensi stai emotivi possiamo mettere in atto comportamenti non filtrati
dalla razionalità:
ad esempio se una ragazza innamorata viene piantata sull’altare travolta dallo shock emozionale
potrebbe mettere in atto dei comportamenti non filtrati dalla razionalità, facendo ad esempio
l’equazione mario rossi = tutti gli uomini ed esempio potrebbe avere un padre spirituale che le dice
“figlia mia leggilo come un segno del signore che ti chiama” oppure all’inverso potrebbe avere
un’amica che le dice: “ma si tutti gli uomini sono uguali, nessuno vale la pena, tanto vale andar con
tutti” e questa inizia a dedicarsi a tutti.
I messaggi che riceviamo, da ragazzi, quando viviamo uno stato emozionale strutturano anche in
parte il nostro carattere, le nostre sicurezze e le nostre insicurezze:
1) emozione positiva – messaggio negativo
Il ragazzo ha preso un brutto voto a scuola, è stato menato dagli amici, insomma vive uno stato
d’animo negativo, se il messaggio che gli arriva è anch’esso negativo- con te non c’è nulla da fare,
diventerai un fallito ed un poco di buono- il ragazzo si strutturerà una personalità perdente, ad ogni
intoppo sentirà una voce dentro di se che gli dirà sei un fallito, sei un perdente- e d’altra parte
diventare un fallito , un poco di buono sarà un modo analogico per onorare la volontà genitoriale.
2) stato emozionale negativo – messaggio positivo
Il ragazzo ha preso un brutto voto a scuola, è stato menato dagli amici, insomma vive uno stato
d’animo negativo, se il messaggio che gli arriva è positivo: questa volta ti hanno menato, ma la
6
prossima li menerai tu, hai preso un brutto voto ma la prossima andrai benissimo, hai solo perso una
battaglia ma vedrai che alla fine vincerai la guerra- previsioni a lungo termine per questo ragazzo:
sarà un vincente, anche quando le cose gli andranno male una voce dentro gli dirà: sei il miliore,
vincerai.
3) stato emozionale negativo – messaggio negativo
Il ragazzo vive uno stato d’animo negativo e riceve un messaggio negativo: sei sempre il solito, con
te non c’è nulla da fare, sei sempre il solito fallito -il ragazzo introietterà un carattere da perdente, e,
previsioni a lungo termine, da adulto sarà una persona che passerà da un fallimento all’altro, da una
delusione all’altra.
4) stato emozionale positivo – messaggio positivo
Se, quando il ragazzo vive uno stato d’animo positivo, riceve un messaggio positivo, sei
bravissimo, sei il migliore, vedrai che le cose andranno sempre meglio si strutturerà una personalità
vincente.
Imparare a gestire gli stati emozionali è di vitale importanza per la nostra vita.
La qualità dello stato emozionale condiziona il nostro comportamento.
Per gestire gli stati emozionali bisogna utilizzare una caratteristica fondamentale del nostro
inconscio cioè quella di incamerare migliaia di informazioni in ogni secondo, tutto quello che vede,
sente, tocca, odora, gusta, migliaia di input sensoriali, che sfuggono alla sfera logica, e gli elabora in
modo simbolico in modo analogico.
La mente inconscia associa a livello subliminale (al di sotto della soglia di coscienza) gli stati
emozionali agli eventi percettivi, secondo il meccanismo pavloviano dei riflessi condizionati

domenica 14 luglio 2013

Forme di meditazione



La meditazione è in se la scienza di estrarre dall'oscurità un livello di consapevolezza più vasta.
Il solo modo per riuscire in questo è essere consapevoli di se stessi in tutte le ventiquattro ore.

Quando sei seduto siedi in modo consapevole non come un automa, quando cammini cammina con consapevolezza attento ad ogni movimento, quando ascolti ascolta con consapevolezza sempre maggiore.

In questo preciso momento, se sei in silenzio e e consapevole puoi sentire i piccoli movimenti del tuo corpo e le sensazioni propriocettive.

Se diventi sempre più silenzioso potrai iniziare ad ascoltare il battito del tuo cuore potrai sentire il fluire del tuo sangue.
Se sei consapevole ed i  silenzio scoprirai scoprirai una chiarezza una chiarezza ed un'intelligenza sempre più sconfinate.
Se riesci a rilassare il corpo volontariamente, sarai anche in grado di rilassare la mente.
La mente e la percezione endoscopica della mente è complessa, sfuggente e sottile.
Per coglierla serve il silenzio, la tranquillità.
La mente di fatto è un meccanismo difensivo che talvolta diventa offensivo in quanto fa da barriera verso la parte più profonda , emotiva.
Ricorda di mantenere una respirazione rilassata e se incontri una tensione mantieni uno spazio di non giudizio, se non la combatti si dissolverà

sabato 13 luglio 2013

Superare Rabbia e Rancori



Per vivere in armonia con noi stessi e con gli altri dobbiamo superare rabbia e rancori.
Si racconta che un samurai si presentò ad un maestro zen e gli chiese la differenza tra inferno e paradiso.
Il maestro dopo averlo squadrato gli disse bruscamente che non aveva tempo da perdere con un cretino come lui.
Il samurai si infuriò, sguainò la spada e minaccio il maestro Zen, il quale disse: " ecco questo è l'inferno".
Il samurai colpito dalla saggezza e dalla forza di quell'uomo rimise nel fodero la spada. Allora il maestro disse. " ecco questo è il paradiso"

Rabbia , risentimenti e rancori sono il nostro inferno. Sono un veleno che contamina e distrugge la nostra felicità.
Ogni ferita che abbiamo vissuto da bambini senza aver avuto modo di espletarla riemerge quando viene provocata.

Conserviamo dentro di noi ogni insulto alla dignità ed ogni ferita non rimarginata, anche se si tratta di ferite passate.
Rabbia e rancori compressi generano un sentimento di sfiducia in se stessi impedendoci di stendere un ponte verso gli altri.

Per superare rabbia e rancori e quindi la conseguente sfiducia in noi stessi dobbiamo per prima cosa essere semplicemente consapevoli che ci troviamo in una bolla di sfiducia per motivazioni legate alle ferite passate non ancora rimarginate.
Portando questa consapevolezza al qui ed ora, cioè al tempo presente possiamo separare queste emozioni dal passato togliendo quindi il collegamento con il serbatoio di energia che le alimenta.
La risposta è nella storia della nostra rabbia e della nostra sfiducia, storia che si ripete per riproporre nel presente vecchi eventi del passato.

Dobbiamo spostare la nostra attenzione e la nostra energia dalla causa scatenate del presente all'origine del passato e sentirne la ferita, in modo da rimarginarla definitivamente.

Citando Osho:

Chi ha fiducia in se stesso ha fiducia negli altri.
Chi non ha fiducia in se stesso non ha fiducia in nessuno.
La fiducia sorge dalla fiducia in se stessi


Cosa vogliono le donne a letto



La chiave dell'eccitazione femminile è farla sentire desiderata stimolando la sua fantasia, importante quindi è pensare in modo erotico, sognare l'amore durante l'azione, ma anche nella vita di tutti i giorni. Il cervello diventa in tal modo più permeabile, più ricettivo al piacere. Se risulta difficile, si puo' ad esempio cominciare a leggere della letteratura erotica. Si risveglierà il corpo al piacere. 


L'olfatto è il senso più importante a letto per le donne ed è legato alla memoria: se si associa un'esperienza hot con un aroma gradevole, è facile che anche col passare del tempo quell'odore provochi un'eccitazione immediata.   
La risposta sessuale femminile è più lenta di quella maschile e molte volte la penetrazione avviene prima che lei sia sufficientemente eccitata. Le donne preferisocno di gran lunga dei lunghi preliminari e assicurano che se la penetrazione si fa attendere, è mille volte più piacevole.
Purtroppo molti uomini sottovalutano questo processo pensando che l’eccitazione di una donna sia veloce come l’erezione del pene.
Ma non è così! Bisogna eccitarla baciandola e accarezzandola in tutto il corpo.
La maggior parte delle donne preferisce ricevere le attenzioni iniziali in altre zone che non siano i seni e i genitaliLa cosa peggiore che potete fare a una donna, e’ mostrarvi irresoluti, imbranati, tentennanti. Iniziate toccadole il corpo, scaldandole le spalle, il collo, la schiena. Non buttatevi a capofitto sulle zone erogene senza averla messa a proprio agio. Non smettere mai di baciarla


Le donne invece hanno un concetto molto diverso del godimento e capiscono subito se un uomo è in grado di darglielo o meno. Mentre per l’uomo il concetto di piacere è un misto di pressione sanguigna e godimento da rilascio, per la donna è più articolato: si tratta di piacere da strofinamento, fino a giungere all’amplesso dato da un muscolo impazzito
Di seguito alcune indicazioni utili:
seni vanno toccati delicatamente dopo che è arrivata l’eccitazione ed allora sarà piacevole baciarli succhiarli e accarezzarli.
Il volto di una donna ha zone sensibili in diversi punti tra cui la linea di crescita dei capelli, le tempie, la fronte, le sopracciglia, le palpebre e le guance. In generale le donne preferiscono carezze leggere rivolte verso l’intero viso. Stimolare il volto di una donna con i polpastrelli, il palmo delle mani e i baci produce un effetto diretto sul eccitazione generale.

La stimolazione del seno il titillamento dei capezzoli producono secrezioni vaginali e, non di rado, facilitano il raggiungimento dell'orgasmo. Per guidare la partner all'estasi, niente di meglio di un massaggio circolare di almeno 10 minuti, seguito da baci e giochi di lingua intorno alla mammella. Stirando lievemente e succhiando i capezzoli si riuscirà a dare un grandissimo piacere.
La clitoride, capace di fare esplodere il piacere femminile solo con pochi sfioramenti, è suprema tra le zone erogene di lei. Al bando gli sfregamenti troppo diretti e violenti, che provocano solo fastidio, e via libera invece a carezze delicate per rilassare la partner e stuzzicare i suoi ormoni. Per risvegliare la clitoride basta usare con la dovuta lentezza due dita, impiegandole in movimenti circolari, in direzione oraria ed esercitando una pressione crescente. Anche la lingua è una valida alternativa.
Per quanto riguarda la penetrazione la parola d'ordine è capacità di adattamento da parte dell'uomo

Molte donne arrivano all’orgasmo solo se le gambe sono nella posizione giusta, gambe unite o divaricate. Dipende dalla storia di ogni corpo, dalle prime scoperte delle sensazioni del piacere. Quando il corpo scopre come funziona, continua a seguire lo stesso cammino del piacere. Spesso si ha una posizione preferita per arrivare all’orgasmo femminile. Tale posizione è sempre soggettiva. Alcune donne preferiscono la posizione del missionario, altre quella dell’amazzone. E’ normale, tutto dipende dall’anatomia di ciascuna, in quanto ogni posizione stimola zone diverse. 


venerdì 12 luglio 2013

La paura dell'amore



La paura dell'amore  è la paura  opposta a quella dell'abbandono. A volte a causa dei condizionamenti infantili possiamo essere più in contatto con la paura di essere controllati, manipolati e posseduti piuttosto che con quella di essere abbandonati.
Abbiamo paura di scegliere l'amore.
Questa paura può essere così forte da impedirci di lasciar avvicinare chiunque in modo profondo e se lo facciamo abbiamo il terrore profondo di venire inghiottiti.
Molte possono essere le ragioni per cui questa paura è così forte.
Può essere l'avere avuto dei genitori troppo presenti, oppressivi e controllanti, specie quello di sesso opposto.
Questa paura crea un conflitto interiore profondo.
sappiamo di non poter vivere senza amore ma poi lo respingiamo per la paura che ci procura.

Se abbiamo un modello di comportamento che tende ad evitare l'amore probabilmente da bambini l'amore veniva somministrato assieme alla sanzione del controllo repressivo, per cui si è creato tra le due situazioni un ancoraggio emozionale, negativo in questo caso perchè ci porta a pensare che l'unico modo per essere liberi sia quello di evitare l'intimità profonda e l'amore.
In sostanza reagiamo alla realtà attuale sulla base di esperienze passate che da un punto di vista razionale sono assurde ma da un punto di vista emotivo invece sono attuali e reali.
Citando Osho:

Fondamentalmente c'è un'unica paura:
la paura di perdere se stessi.
Può essere paura della morte o paura dell'amore, 
ma è la stessa paura.
Hai paura di perdere te stesso.
E la cosa strana è che solo chi non ha se stesso
ha paura di perdere se stesso

La paura dell'amore è il rovescio della medaglia della paura dell'abbandono, anzichè sentirci traditi perchè l'altro non è presente ci sentiamo traditi perchè percepiamo che si aspetta troppo da noi, ed abbiamo paura di esserne introiettati.

Queste paure vanno prese in esame senza combatterle, fanno parte di un passato che va compreso per essere superato.