lunedì 22 luglio 2013

La comunicazione non verbale secondo la PNL



La comunicazione non verbale è stata presa in considerazione anche dalla PNL.
La Programmazione Neuro Linguistica ha riscontrato nel movimento inconscio dei bulbi oculari un diretto collegamento con la formazione dei pensieri e la
elaborazione dei messaggi comunicativi. La ipotesi che la PNL propone è che questi movimenti indichino la modalità con cui si sta vivendo l’esperienza
internamente. Quando gli occhi si rivolgono verso l’alto vuol dire che si sta accedendo a immagini che possono essere costruite (in alto a destra) o
ricordate (in alto a sinistra). Nel caso in cui movimenti siano laterali significa che
si sta accedendo a suoni sia costruiti che ricordati (a destra o a sinistra sempre di chi sta parlando o comunicando). Quando lo sguardo va in basso a sinistra ci si sta comunicando cosa si vuole dire o si sta dialogando con se stessi e questo
avviene quando si ha anche lo sguardo fisso di fronte a se. Se lo sguardo va in basso a destra si stanno accedendo a sensazioni e il linguaggio che si adotterà
sarà di tipo cinestesico. Le informazioni che ci vengono fornite da questi impercettibili movimenti oculari inconsci ci permettono, se opportunamente
utilizzate, di instaurare una comunicazione in perfetta sincronia con la persona con cui stiamo interagendo. Come abbiamo visto nella parte dedicata al linguaggio, anche nell’utilizzo dei sostantivi, si può capire il tipo di modalità
usata per rappresentare la propria esperienza (soggettiva).
Ma in questo capitolo dedicato alla CNV ci interessa dire che in genere le persone che adottano un linguaggio visivo in genere respirano di petto, molto
rapidamente e brevemente, parlano molto velocemente con voce acuta e con
un ritmo variabile, in quanto vedono quello che dicono. Il loro corpo sarà eretto,
la gestualità rivolta verso l’alto con le mani che fanno ampi movimenti. In genere curano la propria persona, anche in modo molto dettagliato.
Le persone cosiddette cinestesiche sono quelle che vivono l’esperienza per sensazioni, emozioni, ecc. e i loro canali sensoriali saranno principalmente
quelli tattili, olfattivi e gustativi. La loro postura è generalmente con lo sguardo rivolto verso il basso, muscolatura rilassata, i movimenti lenti e le mani si
muoveranno intorno al torace o allo stomaco. La respirazione sarà addominale e molto profonda. Parleranno con voce bassa e profonda, con il ritmo lento fatto di pause e una certa difficoltà ad esprimersi.
La persona uditiva, che in genere è in percentuale molto più limitata delle altre due, avrà una postura con la testa inclinata, le braccia conserte, con le mani
spesso sul viso e movimenti ritmici. La respirazione sarà con ampie espirazioni media (tra torace e addome). La voce è generalmente modulata, armoniosa con ritmo costante.
Il tono e volume di voce, la velocità dell’eloquio e le sue pause, rappresentano aspetti della comunicazione non verbale, anche se riguardano la parte di comunicazione che viene espressa con il linguaggio. Per la maggior parte sono
regolati in maniera inconscia e hanno una grande importanza nel sostenere e
integrare i contenuti del messaggio comunicato in modo verbale. Attraverso il tono e la velocità dell’eloquio si esprimono sia stati emotivi che atteggiamenti che non possono avere alcun rapporto con il discorso verbale. La differenza (o incongruenza) tra che cosa si dice e come lo si pronuncia può essere molto marcata e il messaggio che si vuole comunicare perde molta della sua
efficacia. Nella nostra società (soprattutto nella scuola dove si privilegia la competenza linguistica piuttosto che una competenza comunicativa) si da poca importanza a questo aspetto della comunicazione non verbale.

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