domenica 18 agosto 2013

Come Comunicare con se stessi



E’ molto utile anche porre un’attenzione consapevole alle parole che utilizziamo. Le parole, come i pensieri, nascono infatti dal nostro sistema di credenze profondo. Osservare con attenzione le parole e le espressioni che adottiamo è un metodo infallibile per scoprire queste nostre aree di debolezza.
“Le cose si stanno mettendo male”, “sono proprio sfortunato”, “tutti gli anni in autunno mi prendo l’influenza”, “ho proprio una pessima memoria”, “se mangio tardi mi viene mal di testa”, “sono delicato di salute”, ecc. per l’inconscio questi sono tutti ordini che devono essere eseguiti.
Quando ciò che temiamo accade allora commentiamo “l’avevo detto io!” oppure “me lo sentivo”, “era nell’aria”.
Ma era davvero nell’aria oppure ho creato io tutti i presupposti perché questa cosa accadesse? La fisica quantistica accetterebbe solo questa seconda ipotesi: io ho creato tutte le condizioni affinché questo mi potesse capitare.
Le esperienze che viviamo sono il frutto dei nostri pensieri. Una buona dieta mentale è garanzia di una vita felice.
E’ possibile capire se una persona è felice o infelice semplicemente dalle parole che utilizza. Le persone che stanno male con se stesse, che non riescono a trovare un equilibrio e una loro armonia, utilizzano parole dure verso di sé e verso gli altri, a volte anche molto ‘pesanti’.
Ecco alcune espressioni altamente depotenzianti che mi è capitato di sentire di recente: “quest’esperienza è stata devastante”, “mi sento frantumato”, “quell’evento mi ha annientato”, “non c’è nulla che io possa fare per cambiare le cose”.

Ciò che mi ha incuriosito è che non ho mai sentito delle parole analoghe da parte di persone con una mentalità ‘sana’ anche quando hanno attraversato periodi molto difficili della loro vita.
Le parole che usiamo ci definiscono, raccontano chi siamo e come siamo, compreso se siamo in armonia con noi stessi e con l’ambiente circostante.
La parola non è solo un suono o un simbolo ma è uno strumento potentissimo che abbiamo a disposizione.
Parlare contro noi stessi è la cosa peggiore che possiamo fare, anche se lo facciamo scherzando (l’inconscio non conosce l’umorismo e semplicemente deposita il concetto).
Quando ci giudichiamo, ci incolpiamo, creiamo il nostro inferno personale, quando invece accogliamo noi stessi, accettandoci così come siamo, con tutte le nostre debolezze e i nostri problemi, apriamo le porte del nostro paradiso.
L’io maturo sa che andiamo bene esattamente così come siamo.
L’io maturo non ha alcuna necessità di compiacere gli altri o di rispondere alle loro aspettative: sa che quello che le persone pensano o dicono appartiene al loro paradigma, al loro sistema di riferimento, alle loro credenze e che per questo è semplicemente una loro opinione, non la verità assoluta.

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