sabato 17 agosto 2013

Relazioni complementari e simmetriche nella vita quotidiana



Nel comportamento prevalentemente logico la
persona tende a privilegiare una comunicazione
sempre aderente e coerente al contenuto della
comunicazione in corso.
Ciò avviene non solo in contesti professionali di
presentazione o spiegazione tecnica e concettuale
ma in ogni tipo di relazione che la persona instaura
con gli altri.
Le persone prevalentemente logiche ricercano il
particolare, il contraddittorio e il comportamento
logico in ogni relazione interpersonale.
Affinché in una relazione con una persona prevalentemente
logica, si realizzi una comunicazione
efficiente dobbiamo ricercare complementarietà e
non simmetria nei ruoli.
Il motivo è che in una comunicazione di contenuto
occorre che mentre uno comunica parlando (UP
LOGICO), l’altro ascolti (DOWN LOGICO) e viceversa.All’interno di una relazione di contenuto l’efficienza
della comunicazione richiede infatti complementarietà
per cui ad un ruolo attivo/assertivo (UP
LOGICO), deve corrispondere un ruolo
passivo/riflessivo (DOWN LOGICO).
Nel caso in cui il “tipo di interazione” dell’interlocutore
sia prevalentemente emotiva si apre
uno scenario completamente diverso e più articolato
rispetto al precedente.
Non possiamo più parlare di scelta di ruoli ma
prendere atto della natura emotiva che la persona
tende inconsciamente ad assumere nell’ambito
della relazione.
Nel caso di interazione emotiva dobbiamo infatti
osservare la natura emotiva della relazione, o
“natura di relazione”.
La natura di relazione di ogni persona è identificabile
all’interno di due possibili tipologie.
La natura di relazione emotiva di una persona,
può essere “complementare” o “simmetrica”.
La persona ha una relazione di tipo complementare
quando nella relazione è portata prevalentemente
ad evitare la contrapposizione sia rispetto all’oggetto
della comunicazione sia all’interlocutore.
Viceversa la persona ha una relazione di tipo simmetrico
quando si pone in un rapporto di contrapposizione
rispetto all’oggetto della comunicazione e all’interlocutore.
Ecco un esempio per chiarire queste differenze.
Di fronte ad una affermazione del tipo :
“Questa situazione di incertezza è secondo me insostenibile!”
Un interlocutore complementare, risponderà:
“Si, certo, ma non è così grave, se tu ci avessi pensato
prima forse non sarebbe andata così…. ma non importa….
come pensi che si possa uscirne ?”
Un interlocutore simmetrico, risponderà:
“Insostenibile! La situazione è gravissima e la colpa è
soltanto tua! Sei tu che l’hai fatta diventare insostenibile
per questi motivi….. se ci avessi pensato prima non
saresti in questa situazione. Adesso che fai ?”
Appare evidente la diversa “natura di relazione”.
Sia l’interlocutore complementare che quello simmetrico
sono d’accordo nell’affermare “che la situazione
è insostenibile”. Mentre la persona complementare
non cerca la contrapposizione quello simmetrica
addirittura la provoca.
Ogni persona in base alle caratteristiche della
sua “natura di relazione” vive le relazioni
personali con un comportamento
prevalentemente complementare
o prevalentemente simmetrico

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